Category: Generale

Il sonno della memoria genera mostri

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Oggi è la Giornata della Memoria. Un giorno nel quale ricordare, in ogni modo e forma, quanto accaduto non così tanto tempo fa, sulla soglia di casa nostra. Quanto successo nel cuore dell’Europa. Quell’orrore che sembra sempre più difficile identificare per quello che è: una mostruosità che dovrebbe solo essere presa come monito. Che dovrebbe essere ricordata con religioso terrore, come qualcosa che è successo non per una misteriosa ondata di follia collettiva quanto perché l’uomo ha un’anima oscura che può essere manipolata, corrotta, esaltata. Un monito, quindi. Un monito che dovrebbe rintoccare sulle nostre coscienze sempre e ogni volta, anche senza bisogno ricorrenze.

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[Consigli di lettura] – Stephen R. Donaldson

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Dai tredici ai diciannove anni si è consumata quella che a posteriori ho definito come la mia fase fantasy (chiunque abbia giocato a Dungeons & Dragons, prima o poi, ha avuto questa fase) e c’è un romanzo che ha dato il via a questo lungo e romantico periodo. No, non è stato Il Signore degli Anelli, quello è arrivato un anno dopo, ma in qualche modo Tolkien è coinvolto con la mia scoperta del fantasy letterario. In che modo?

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Rapporto di fine anno – 2018

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Il primo post di questo sito è datato 30 Novembre 2010 perciò sono passati otto anni dalla sua messa on-line, otto anni nei quali, come si dice, ne é passata di acqua sotto i ponti. Quest’anno per la prima volta però voglio prendermi il lusso di riepilogare con un post tutte quelle che sono state le mie attività letterarie, o para letterarie, dell’anno appena trascorso.
Perché?
Perché chi come me si occupa di letteratura con serietà e professionalità, ma nel risicato monte ore del dopo lavoro (quello che fa pagare le bollette, per intenderci), sa cosa si prova nel sentirsi sempre in ritardo. Sa come può essere logorante quel vago (ma persistente) senso di colpa del “non fare mai abbastanza”, di essere un passo indietro rispetto a non si sa bene cosa. Una spiacevole sensazione che spinge verso una sorta di bulimia creativa per la quale si scrive, si finisce un progetto, ma non si ha mai il tempo (o la forza) di goderne appieno perché “c’è sempre qualcosa di nuovo da fare”.
Insomma, un po’ per ringraziare chi mi segue, chi mi legge, chi mi ascolta, un po’ per tirare una linea oltre le quale osservare con quieta soddisfazione cosa si è fatto, ecco qui il mio rapporto di fine anno: tutto quello che ho pubblicato (e dove) nel corso dei dodici mesi appena trascorsi. Si vi siete persi qualcosa, se volete condividerlo o commentarlo qui o altrove, sapete di essere i bene accetti. Sempre e comunque!

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Il fallimento del futuro?

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Quando il futuro ha smesso di essere un faccenda di cui occuparci? Quando è diventato esclusivo demanio di multinazionali e governi? Mi guardo intorno e dal mio limitato osservatorio vedo che da una parte si ragiona di connettività, infrastrutture, intelligenze artificiali, gestione dei dati, ripristino e trasformazione in un grande corridoio informatico della vecchia Via della Seta (per fare un esempio). Dall’altra si è concentrati su un presente abbastanza misero (dal punto di vista concettuale), fatto di sussistenze, di paure, di contrazioni sociali, di ritorno ad alchemiche ricette ottocentesche, di esclusioni e di frammentazione del tessuto connettivo che dovrebbe tenere insieme tutto. Uno Jedi direbbe che abbiamo smesso di essere in comunione con la Forza.

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[Eventi] – Estinguiamoci a Più Libri – Più Liberi

Annuncio urbi et orbi che venerdì 07 dicembre sarò per l’intera giornata ospite dello stand Watson (B64) a Più Libri e Più Liberi (Roma) e, insieme a me, ci sarà

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Il tradimento degli anni ’80

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Da quando ho guardato Stranger Things ha iniziato a muoversi ai margini della mia coscienza una sensazione tra il vago, l’inquieto e lo spiacevole. Sensazione, questa, che è entrata in risonanza con un pezzo scritto tempo fa sui film horror e con la rottura dei dotti lacrimali per ogni singolo fotogramma dei Perdenti dell’IT cinematografico di Andy Muschietti. Non ci sono volute le capacità analitiche di Hannibal Lecter per capire che il denominatore comune di Stranger Things, l’horror di cui ho scritto e i Perdenti di IT era uno soltanto: gli anni ’80.

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