STRANIMONDI 2018 – Il DIARIO DELL’ESTINZIONE

Tempo di lettura: 1

Mancano davvero pochi giorni, tre per la precisione, alla quarta edizione di Stranimondi (Stranimondi alla quarta, per essere precisi): imperdibile appuntamento fisso per gli appassionati della fantascienza, del fantastico, del weird e di un sacco di altre cose molto interessanti.
Ebbene, ci sarò anche io e questa volta mi fermerò entrambi i giorni (sabato 6 e domenica 7 ottobre).

Dove potete trovarmi?
Alle 11.00 del sabato sarò in ottima e graditissima compagnia sul palco all’evento Il Diario di Watson. Poi mi potrete avvistare tra i tavoli armato di chiacchiere e pronto a offrire un Diplomatico (o un Cordiale) a chiunque si avvicinerà senza intenti bellicosi, oppure alla fonda nei pressi dello stand di Watson Edizioni perché è proprio a Stranimondi che verrà presentato in anteprima Il diario dell’estinzione, il mio nuovo romanzo edito proprio dall’infaticabile Watson.

Di cosa si tratta?
In attesa di raccontarvelo di persona a Stranimondi, vi lascio un antipasto che spero sia appetitoso e possa solleticare la vostra curiosità. Lo potete trovare seguendo il Bianconiglio cliccando su questo link: Il diario dell’estinzione.

Insomma, da sabato mattina a domenica pomeriggio (inoltrato) sarò a Stranimondi e spero di potervi incrociare tutti lì!

Il diario dell’estinzione – 6-7 Ottobre a Stranimondi (e poi da lì in tutte le librerie e gli store) – Watson Edizioni

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The Nun – di Corin Hardy

Tempo di lettura: 3 minuti

Ci sono due modi principali attraverso i quali ampliare l’universo narrativo di un franchise. Il primo è prendere un elemento (personaggio, ambientazione, situazione) e svilupparlo in maniera poco pretenziosa lavorando più sull’estetica che sulla sostanza e limitandosi a cavalcare la potenza concettuale dei pilastri fondanti il franchise. Il secondo è raccontare una storia diversa utilizzando uno degli elementi di cui sopra, sfruttare una suggestione scegliendo però un percorso narrativo autonomo che si appoggia al capostipite invece di caricarselo sulle spalle col rischio concreto di restare schiacciato dal suo peso.

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Westworld 2 – la creazione di un nuovo Olimpo

Tempo di lettura: 2 minuti

Insomma, per concludere, il world-building narrativo di Westworld (così come quello di True Detective in parte come quello del Trono di Spade) è una sapientissima fusione di suggestioni iniettate a poco a poco nella coscienza dello spettatore. Un nobilissimo frankenstein meta-concettuale nel quale il tutto è ben superiore alla somma delle parti perché riesce a rivolgersi alla nostra parte filosofica senza però trascurare quella più moderna.

So che non è elegante, citarsi non lo è mai, ma riprendo la conclusione del mio pezzo su Westworld pubblicato qui a fine 2016 e rilancio: Nolan e la Joy hanno tenuto il timone ben saldo in quella direzione.

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