STRANIMONDI 2018 – Il DIARIO DELL’ESTINZIONE

Tempo di lettura: 1

Mancano davvero pochi giorni, tre per la precisione, alla quarta edizione di Stranimondi (Stranimondi alla quarta, per essere precisi): imperdibile appuntamento fisso per gli appassionati della fantascienza, del fantastico, del weird e di un sacco di altre cose molto interessanti.
Ebbene, ci sarò anche io e questa volta mi fermerò entrambi i giorni (sabato 6 e domenica 7 ottobre).

Dove potete trovarmi?
Alle 11.00 del sabato sarò in ottima e graditissima compagnia sul palco all’evento Il Diario di Watson. Poi mi potrete avvistare tra i tavoli armato di chiacchiere e pronto a offrire un Diplomatico (o un Cordiale) a chiunque si avvicinerà senza intenti bellicosi, oppure alla fonda nei pressi dello stand di Watson Edizioni perché è proprio a Stranimondi che verrà presentato in anteprima Il diario dell’estinzione, il mio nuovo romanzo edito proprio dall’infaticabile Watson.

Di cosa si tratta?
In attesa di raccontarvelo di persona a Stranimondi, vi lascio un antipasto che spero sia appetitoso e possa solleticare la vostra curiosità. Lo potete trovare seguendo il Bianconiglio cliccando su questo link: Il diario dell’estinzione.

Insomma, da sabato mattina a domenica pomeriggio (inoltrato) sarò a Stranimondi e spero di potervi incrociare tutti lì!

Il diario dell’estinzione – 6-7 Ottobre a Stranimondi (e poi da lì in tutte le librerie e gli store) – Watson Edizioni

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Ghostland – di Pascal Laugier

Tempo di lettura: 3 minuti

Adoro Pascal Laugier, anche se non ci andrei nemmeno a bere un caffè tanto mi preoccupa il funzionamento della sua mente. Lo adoro a tal punto da aver messo il suo Martyrs in cima alla mia classifica dei 20 film horror. L’ho adorato anche nel meno convincente The Tall Man (2012) perciò aspettavo con una certa trepidazione Ghostland (in Italia, La Casa delle Bambole). Laugier non mi ha deluso, anzi.

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Il fallimento del futuro?

Tempo di lettura: 2 minuti

Quando il futuro ha smesso di essere un faccenda di cui occuparci? Quando è diventato esclusivo demanio di multinazionali e governi? Mi guardo intorno e dal mio limitato osservatorio vedo che da una parte si ragiona di connettività, infrastrutture, intelligenze artificiali, gestione dei dati, ripristino e trasformazione in un grande corridoio informatico della vecchia Via della Seta (per fare un esempio). Dall’altra si è concentrati su un presente abbastanza misero (dal punto di vista concettuale), fatto di sussistenze, di paure, di contrazioni sociali, di ritorno ad alchemiche ricette ottocentesche, di esclusioni e di frammentazione del tessuto connettivo che dovrebbe tenere insieme tutto. Uno Jedi direbbe che abbiamo smesso di essere in comunione con la Forza.

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