[Racconto] – L’Adepto

Tempo di lettura: 3 minuti

L’Adepto è una brevissimo racconto inedito ispirato al mondo del mio romanzo La terza memoria ed è nato con un duplice scopo. Il primo è quello di divertirmi tornando nell’Italia post apocalittica che ho inventato come ambientazione del romanzo. Il secondo è (sarebbe) quello di stuzzicare chi ancora non ha letto La terza memoria e magari accompagnarlo verso il romanzo. Il primo scopo l’ho raggiunto. Vediamo se qualcuno mi aiuterà a raggiungere anche il secondo.
L’immagine qui sopra è la bellissima illustrazione che Franco Brambilla ha fatto per la copertina di Urania.

L’Adepto

Adrya aprì gli occhi ma non si mosse.
La luce del giorno la colpì scivolandole oltre le palpebre e insinuandosi come un lama sottile dietro agli occhi. Faceva male, ma lei sapeva come amministrare il dolore. Era una delle prime cose che insegnavano a ogni aspirante Adepto del Consiglio del Verbo.
Adepto.
Assaporò quella parola. Aveva studiato a lungo. Era stata umiliata dal Consigliere Antio, aveva ammirato la gelida determinazione di Beteah e la pacata saggezza di Moxeo. Le avevano insegnato a leggere e scrivere, a controllare il dolore e a ragionare in fretta. Tutto per arrivare lì, dove si trovava adesso.
Con cautela sollevò la mano destra ma non riuscì a controllarne il tremore. E se l’intervento non fosse riuscito? Era successo in passato. E pochi erano sopravvissuti a un secondo tentativo.
– Respira – si disse attingendo a tutto ciò che le avevano insegnato.
Il tremore si placò, il dolore divenne una cosa remota. Costante, insidioso, ma incapace di influenzare il presente di Adrya.
La mano riprese la sua corsa. Salì lungo il fianco, sfiorò le lenzuola, la tunica, divorò ogni centimetro che la separava dalla rivelazione più importante della vita di Adrya.
– Senza Regola non c’è alcuna legge, senza Legge non controlliamo il fato, senza il Fato non c’è alcuna regola – sussurò.
Poi accadde. Le dita sfiorarano qualcosa di tiepido. Incontrarono le incisioni sul metallo, ne seguirono gli intrecci fino a salire verso il volto.
L’intervento era riuscito: finalmente Adrya aveva la sua Regola. Sentì lacrime di gioia rigarle le guance. Aveva la sua Regola!
Si alzò ignorando le vertigini, ingnorando il dolore, travolta da una felicità che non ricordava di avere mai provato. Raggiunse il lato opposto della stanza dove la stavano aspettando uno specchio e uno scrittorio: ignorò il volto stanco, le macchie di sangue incrostato che le macchiavano il collo, i lividi che dalle guance scendevano fino alle spalle. Tutta l’attenzione di Adrya era concentrata sulla gabbia metallica che saliva dalle spalle e con curve sinuose arrivava a circondarle tutto il collo.
Si fermò sui riflessi rossi delle piccole ampolle piene di sangue e sui tubi che sgorgavano dalle carotidi, andando ad alimentarle.
La Regola. La sua Regola.
Era bellissima. Ed era un’inequivocable sentenza: lei, Adrya, era un Adepto del Consiglio del Verbo.
Poi lo sguardo le cadde sullo scrittoio e dovette aggrapparsi alla parete per non afflosciarsi a terra travolta da un’altra scarica di gioia: la Legge e il Fato.
Tremando raccolse il pennino di metallo scuro e la tavola di pietra nera.
– Senza Regola non c’è alcuna legge, senza Legge non controlliamo il fato, senza il Fato non c’è alcuna regola – ripetè.
Raccolse il pennino, la Legge, e la tavola di ossidiana, il Fato. Erano suoi. Gli strumenti che il Consiglio le aveva donato per aiutare l’Italia a risogere dopo il Disordine.
Avvicinò la Legge a una delle ampolle e questa si schiuse con un sibilo ospitandone le punta: ci fu un piccolo gorgoglio e il sangue dall’ampolla andò a caricare il pennino.
Poi Adrya sollevò la tavola di pietra. Il cuore batteva all’impazzata, le girava la testa e la stanza era sfocata dalle lacrime.
Fuoco.
Scrisse. E lo sentì. Sentì il potere che scaturiva dalle lettere marchiate sul Fato con il sangue. Sentì l’energia del Verbo evocata da quel rito che il Consiglio le aveva insegnato. Reagì mettendo a frutto tutto ciò che sapeva. Raccolse l’energia, la cucì intorno alla parola scritta e ne liberò il potere.
Un fuoco rosso e caldo sprigionò dal centro del tavolo e il Verbo, così come era arrivato, scivolò oltre le percezioni di Adrya. Ma era lì. Era sempre lì, in attesa che qualcuno ne evocasse il potere, in attesa che il sangue lo chiamasse incatenandolo alla parola scritta.
Acqua. Spegni.
Il pennino scivolò sulla tavola e di nuovo Adrya intrecciò la sua volontà all’energia del Verbo. Le fiamme sfrigolarono per poi spegnersi mentre il tavolo sprigionava acqua comparsa dal nulla.
Adrya guardò il Fato con le scritte rosso sangue. Guardò il pennino che gocciolava il liquido vitale e alla fine incrociò il proprio sguardo allo specchio: era estatico, galvanizzato, potente.
Perchè lei, adesso, era un Adepto.

Qui trovate tutto quello che vi serve sapere su:
La terza memoria – romanzo di fantascienza – Urania Mondadori

Se volete avere informazioni sulle mie recensioni, sulle mie uscite letterarie e sulle mie partecipazioni a Convention e /o fiere, iscrivetevi alla newsletter inserendo il vostro indirizzo email in fondo alla pagina.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 68
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Halloween 2018 – La Casa nella Notte

Tempo di lettura: 2 minuti

Domani è Halloween e quale momento migliore per prendere lo smartphone, infilarsi le cuffie e lasciare che una voce ci racconti una storia fatta di sorprese, inquietudini e brividi?
Io voglio fare la mia parte parlandovi de La Casa nella Notte. Di cosa si tratta?
La Casa nella Notte è una serie da ascoltare a puntate, come quelle che tempo fa spopolavano in radio, ma che oggi trovano una nuova via di diffusione attraverso il podcast. Originale, scritta appositamente per la diffusione in podcast sarà disponibile da domani, mercoledì 31 ottobre e sarà gratuita: l’unica cosa che dovrete fare voi è cliccare nel link qui sotto, spegnere le luci, indossare le cuffie e lasciare che Enrico Salimbeni (la voce narrante) vi racconti la storia che io ho scritto. Perché la penna dietro La casa nella notte, è la mia (e questo dovrebbe essere un motivo in più per ascoltarla). Qui sotto il link: scaldate i motori ascoltando già da ora il trailer!
Ascolta La Casa nella Notte

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 83
  •  
  •  
  •  
  •  

Il fallimento del futuro?

Tempo di lettura: 2 minuti

Quando il futuro ha smesso di essere un faccenda di cui occuparci? Quando è diventato esclusivo demanio di multinazionali e governi? Mi guardo intorno e dal mio limitato osservatorio vedo che da una parte si ragiona di connettività, infrastrutture, intelligenze artificiali, gestione dei dati, ripristino e trasformazione in un grande corridoio informatico della vecchia Via della Seta (per fare un esempio). Dall’altra si è concentrati su un presente abbastanza misero (dal punto di vista concettuale), fatto di sussistenze, di paure, di contrazioni sociali, di ritorno ad alchemiche ricette ottocentesche, di esclusioni e di frammentazione del tessuto connettivo che dovrebbe tenere insieme tutto. Uno Jedi direbbe che abbiamo smesso di essere in comunione con la Forza.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 43
  •  
  •  
  •  
  •