[Recensioni Film] ‘Avengers: Age of Ultron’ di Joss Whedon

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★☆☆
Appena uscito dal cinema le prime parole che mi sono venute in mente sono le stesse che Brody disse ne ‘Lo Squalo’ (1975): “Ci serve una barca più grossa“. La corazzata Marvel ha preso il largo ma inizia a navigare in acque tempestose e serve un mezzo adeguato per resistere a tutti i fortunali.
Chiariamo subito una cosa: Whedon non avrebbe potuto fare meglio di così. Non con il materiale di cui disponeva e non con il sentiero obbligato che il ‘progetto Vendicatori’ impone. Perciò nell’economia complessiva di quello che è stato e di quello che sarà il mondo Marvel dei ‘Marvel Studio’, ‘Age of Ultron’ è un film perfetto. Ma non è il miglior film possibile. Andiamo con ordine.
Il secondo capitolo degli Avengers riprende la storia più o meno dove Captain America: The Winter Soldier l’aveva lasciata: i supereroi sono perciò impegnati in una campagna contro quello che resta dell’Hydra. Durante la missione di recupero dello scettro di Loki, Iron Man e compagnia incrociano i guantoni contro i gemelli Wanda e Pietro Maximoff e da quel momento le cose non saranno più le stesse. Wanda (la Scarlet dei fumetti) usa i suoi poteri su Tony Stark e ne catalizza le profonde paure maturate dall’attacco dei chitauri in poi. Il dado è tratto. Stark decide di sfruttare lo scettro creando la prima intelligenza artificiale del mondo: nasce Ultron e come è facile immaginare, le cose non andranno proprio nel verso giusto.
Le premesse per una pellicola all’altezza del primo Avengers ci sono tutte. La squadra, durante il lungo minutaggio di combattimento complessivo, è una gioia per gli occhi e conferma quello che già sapevo: Whedon ama i fumetti e li maneggia con un rispetto straordinario. Ultron è un villain a tratti quasi shakespeariano, con belle battute e monologhi ben centrati.
La dicotomia Ultron-Visione poi è molto interessante. Stark, sfruttando la tecnologia aliena dello scettro, cerca di creare una nuova intelligenza artificiale superiore al suo Jarvis ma l’intervento umano è destinato a corrompere con le sue passioni un’energia pura e priva di malizia come quella suggerita dallo scettro. Visione invece è il perfetto contraltare di Ultron: in lui vive una piccola componente umana che però non riesce a contaminarne l’essenza aliena. Concetti interessanti e nobili, che ho molto apprezzato. Wanda (una Elizabeth Olsen davvero convincente) è il miglior personaggio messo in campo, sia per poteri che per drammaticità: peccato che la parola mutante non venga mai pronunciata. E peccato che pare essere negato il suo legame con Magneto.
I problemi, come dicevo, derivano tutti dagli obblighi del film. Come sappiamo la Marvel ha creato un nuovo modo di fare cinema portando la logica del fumetto sul grande schermo. Tanti film, tutti collegati, che concorrono a creare un universo vasto e potente: come se fossero albi differenti di un’unica, grande storia. Bello, bellissimo. Ma anche rischioso. Soprattutto se i piani per i cine-albi futuri si spingono avanti di uno, due o tre anni.
Whedon doveva portare la storia a un certo punto. Doveva introdurre nuovi personaggi, doveva chiudere archi narrativi aperti in Iron Man 3 e Captain America, doveva preparare ciò che vedremo nel prossimo film su Cap e nel prossimo Avengers. E nel contempo aveva anche l’obbligo di mantenere la bellissima armonia tra i membri della squadra con le loro forze e le loro debolezze. Tante, tantissime cose da far collimare in una pellicola sola.
Alcune sono riuscite bene, altre meno. Si parla tanto in questo film, e ci si mena ancora di più. Alcune direzioni obbligate (per esempio l’allontanamento di Hulk) sono prese forzando la mano e per questo risultano disomogenee in un prodotto che invece aveva fatto dell’equilibrio la sua forza. Ecco, questo è forse il difetto maggiore: un’amalgama meno convincente e un’evoluzione frettolosa di alcuni personaggi. Sotto certi aspetti è come se mancasse qualcosa: forse serviva un altro film sugli Avengers prima di questo?
Ma, come dicevo, non me la sento di incolpare Whedon. Il cinema è pieno di franchise che sono rimasti invischiati nella loro stessa continuity: nel caso della Marvel la cosa è ancora più complessa perchè si tratta di far coincidere passato, presente e futuro. Quella che è la forza più grande della Casa delle Meraviglie in questo caso si è dimostrata anche una piccola debolezza, costringendo il film corale per eccellenza a un prodotto di raccordo. Bello, ricco, ma pur sempre di raccordo.
Aggiungo una nota a margine: per la prima volta abbiamo assistito al confronto diretto tra mondo Avengers e mondo X-Men. Pietro ‘Quicksilver’ Maximoff è comparso sia in questo film che nello stupendo ‘X-Men: Giorni di un futuro passato‘: la versione di Brian Singer mi è piaciuta molto, molto di più. Forse, per il momento, è un bene che gli uomini X restino nelle mani della Fox.
Per il momento.
di Maico Morellini

Tutto quello che vorreste sapere sui film ‘Progetto Vendicatori’:
Guardiani della Galassia
Captain America: The Winter Soldier
Thor 2: The Dark World
Iron Man 3
The Avengers
Thor

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Comments (4):

  1. Florian

    27 Aprile 2015 at 13:57

    Maico, come sempre sono quasi al 100% d’accordo con quanto dici. Il film, in effetti, non poteva essere “molto” meglio di così, tuttavia non per questo si può discolpare regia, storywriter e soprattutto la Marvel/Disney.

    Scegliere di trasporre film e fumetti è sempre un’opera difficile. Raggruppare decine di anni di Avengers in una manciata” di film non è facile, e proprio per questo la Marvel e la Disney hanno “stabilito un percorso” ben preciso. Dall’introduzione dei personaggi, al “raggruppamento” nel primo Avengers e via dicendo…

    Tuttavia, se hanno pianificato tutto, perché hanno deciso di “stravolgere” le origini di Ultron, modificando nettamente il continuum fumetti/film (un po’ come avvenne con Iron Man III e il Mandarino)? In Ironman III la cosa è andata “più che male” (almeno per quanto mi riguarda) qui sono riusciti “un po’ meglio” ma non capisco cmq il motivo di questa scelta.

    Senza entrare troppo nel dettaglio, mi limito a dire che è previsto un Ant-man (prossimamente) e per rimanere più fedeli ai fumetti sarebbe bastato invertire l’uscita dei film (Avengers-AgeOfUltron e Ant-man) e modificare leggerissimamente la trama di Age of Ultron.
    Sarebbe stata una scelta che avrei sicuramente preferito.

    Quanto ai fratelli Maximoff… quante allusioni, collegamenti e possibili risvolti futuri si sono “fregati” giocandosi le carte in questo modo? Non entro nel dettaglio in quanto il film è ancora nelle sale e non voglio fare spoiler, ma di certo chi ha visto il film E letto i fumetti sa di cosa sto parlando (I poteri di Wanda, il ruolo di Pietro con gli Inumani, la storia dei Mutanti…)

    Insomma, sì, il film in se è un bel film MA visto che sono stati così “bravi e diligenti” a stabilire una tabella di marcia, avrebbero potuto (e dovuto a mio avviso) fare un piccolo sforzo in più: O avrebbero dovuto pianificare MEGLIO e seguire quindi i fumetti, o avrebbero dovuto “lavorare” di più sulle storie e scriverne di inedite “liberamente ispirate” ai personaggi.

  2. Maico Morellini

    28 Aprile 2015 at 17:54

    Florian non posso che concordare.
    L’idea di ‘albizzare’ le uscite cinematografiche della Marvel è stata (ed è) geniale, tanto che la DC e lo stesso Star Wars (ma qui è più facile perchéè sono sempre in casa Disney) stanno adottando lo stesso processo creativo/realizzativo.

    MA, per l’appunto, c’è un MA grande come una casa. Ingessare un universo così vasto costringendolo a tappe forzate è pericoloso e richiede una costante attenzione non facile da mantenere. Se non ce l’ha fatta Whedon …

    Però sono pronto (e sarà ben lieto) di essere smentito!!!

  3. Florian

    29 Aprile 2015 at 17:09

    Già, ed è proprio il “mantenere” che mi preoccupa di più…

    Perché fin’ora, piccoli incidenti di percorso a parte, penso che la Marvel abbia fatto, tutto sommato, un buon lavoro. Il problema ora sarà portare a termine questo enorme progetto e FERMARSI prima di rovinare questo “universo cinematografico parallelo ai fumetti” prima di rovinarlo con film che non potranno più seguire i fumetti (date le differenze e discrepanze che nel tempo si sentiranno) e che quindi dovranno “originali” e allora sarà bene valutare se continuare o se fermarsi in guadagno… cosa che purtroppo (Trilogia del Signore degli Anelli e i vari “Hobbit” docet) non è facile.

  4. Maico Morellini

    5 Maggio 2015 at 08:24

    Lo so, è un rischio concreto e molto presente.
    Forse l’unica soluzione sarebbe aprire un filone slegato dai fumetti e creare un universo SOLO cinematografico.
    Una sorta di reboot (come tanti ne fa la Marvel sulle testate da fumetteria) dedicato al cinema.
    Questo però comporterebbe inventarsi storie nuove e creare una continuity del tutto scollegata da quella originale.
    Può piacere? Non so.
    Ma almeno sarebbe un modo onesto per tutelare chi ama gli universi narrativi di queste lunghe saghe cinematografiche.

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