[Recensioni Libri] – ‘La ragazza meccanica’ di Paolo Bacigalupi

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★★½
Quando leggendo un romanzo alle idee dell’autore si aggiungono le tue, quando seguendo il filo narrativo nascosto tra le pagine scopri suggestioni che potrebbero portare a nuove storie che non vedi l’ora di scrivere, vuol dire che stai affrontando un grande autore. E’ proprio questo che ho incontrato leggendo ‘La ragazza meccanica’ di Paolo Bacigalupi.
Il romanzo è ambientato a Bangkok in un futuro distopico nel quale malattie, crisi energetica e conflitti hanno precipitato l’intera Thailandia (ma non solo) in un vero e proprio medioevo. Le grandi multinazionali energetiche controllano il mondo grazie ai loro generipper, scienziati in grado di plasmare il mondo piegando la genetica alla loro volontà, e sono disposte a tutto pur di mantenere salda la loro presa. E’ all’interno di questo scenario che il glaciale Anderson Lake, rappresentante della compagnia calorica AgriGen, tesse le sue trame. E’ nella Bangkok torrida e dilaniata dai giochi politici tra i Ministeri che Emiko, l’imprevedibile ragazza meccanica, lotta per la sua sopravvivenza.
Il romanzo di Bacigalupi non è semplice. L’ambientazione è curata in modo straordinario e proprio per questo l’impatto iniziale disorienta. Termini thai, tanti nomi e tanti concetti. Ma l’autore gioca a carte scoperte trascinandoci subito nel suo mondo. Il caos di Bangkok e la costante onomatopea che riempie le strade della capitale thai sono esaltante dal metalinguaggio scelto da Bacigalupi. Molte parole in lingua, molti suoni che riproducono su carta il disordine della città.
Poi ci sono i personaggi. Tanti e variegati. Caratterizzati alla perfezione anche con poche, decise pennellate. La Falange farang ne è un chiaro esempio: poche pagine chiariscono la depravata decadenza dell’occidente in contrapposizione con il sacro disordine del Regno.
Ciò che Bacigalupi fa è sorprendente: ci precipita all’interno di un mondo complesso che ha una storia ricca e inquietante prima del nostro arrivo e ne avrà una altrettanto complessa dopo. Ed è qui che che ci mostra tutta la sua bravura. Non c’è niente che non funzioni nel romanzo. Anche quando l’autore indugia in lunghe scene di azione e combattimento non perde mai la presa e anzi, gli eventi sono orchestrati fino al lungo e irresistibile cliffhanger finale.
Aggiungo che il personaggio di Gibbons, deus ex machina dell’interno romanzo, generipper dalle capacità quasi divine è assolutamente straordinario. E concludo dicendo che anche il finale è all’altezza delle aspettative. A volte si ha l’impressione che Bacigalupi corra troppo svolgendo alcune trame più in fretta di quello che ci si aspetterebbe ma nell’economia complessiva del romanzo questo non è un difetto, anzi. E’ una chiara scelta narrativa che assume il giusto significando procedendo nella storia.
Tirando le fila ‘La ragazza meccanica’ è un ottimo romanzo. Una distopia credibile e immaginosa dalle tinte forti e carica di significati. Sopra tutti la figura di Emiko, che dà il nome al romanzo, è riflesso di una vera e propria analisi sociale. Nessun regime, per quanto forte e strutturato, per quanto ancorato al potere secolare e quasi religioso dei suoi leader, può prescindere dall’imprevedibile potere del singolo.
Una lezione di democrazia innestata in un grande romanzo di fantascienza.
di Maico Morellini

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Ghostland – di Pascal Laugier

Tempo di lettura: 3 minuti

Adoro Pascal Laugier, anche se non ci andrei nemmeno a bere un caffè tanto mi preoccupa il funzionamento della sua mente. Lo adoro a tal punto da aver messo il suo Martyrs in cima alla mia classifica dei 20 film horror. L’ho adorato anche nel meno convincente The Tall Man (2012) perciò aspettavo con una certa trepidazione Ghostland (in Italia, La Casa delle Bambole). Laugier non mi ha deluso, anzi.

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Il fallimento del futuro?

Tempo di lettura: 2 minuti

Quando il futuro ha smesso di essere un faccenda di cui occuparci? Quando è diventato esclusivo demanio di multinazionali e governi? Mi guardo intorno e dal mio limitato osservatorio vedo che da una parte si ragiona di connettività, infrastrutture, intelligenze artificiali, gestione dei dati, ripristino e trasformazione in un grande corridoio informatico della vecchia Via della Seta (per fare un esempio). Dall’altra si è concentrati su un presente abbastanza misero (dal punto di vista concettuale), fatto di sussistenze, di paure, di contrazioni sociali, di ritorno ad alchemiche ricette ottocentesche, di esclusioni e di frammentazione del tessuto connettivo che dovrebbe tenere insieme tutto. Uno Jedi direbbe che abbiamo smesso di essere in comunione con la Forza.

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