Le due anime dell’eBook

Tempo di lettura: 2 minuti

Da aspirante scrittore, e da discreto conoscitore delle tecnologie informatiche, non posso fare a meno di interrogarmi in merito a come l’editoria cambierà (o potrebbe cambiare) dopo la violenta immissione sul mercato di un prodotto come l’iPad, in considerazione del suo legame con gli eBook.
Per farla breve, ci sono a mio avviso due punti di vista sul libro elettronico e sulle sue potenzialità.
Il primo, appunto, e quello dell’aspirante scrittore. Il mondo dell’editoria può dare adito alla convinzione che, seppure dotati di talento, sia impossibile arrivare alla pubblicazione cartacea attraverso i normali canali (concorsi, contatti con le case editrice, piccoli passi) dimenticando un po’ troppo spesso che in Italia si legge molto poco, e questo è un problema. Io personalmente sono ancora convito che, avendo i numeri e una discreta dose di testardaggine, ci si può ritagliare un posto sugli scaffali delle librerie. Ma questo è un altro discorso.
Dicevo che se ci si lascia sconfortare dal difficile accesso al mondo editoriale ‘standard’ l’eBook autoprodotto è decisamente una manna dal cielo. Attraverso internet è possibile piazzarsi sui canali di distribuzione web (amazon, piuttosto che altri portali) e, con una presenza oculata, farsi una certa pubblicità sui social network. In questo modo si può rendere raggiungibile a un grande numero di potenziali lettori la propria opera, in più a costi contenuti. E questo non può essere un male.
L’altro punto di vista è quello del lettore e visto che ogni scrittore, per prima cosa, è un lettore ancora più accanito, ci si ritrova dall’altra parte della barricata.
Il punto è semplice e diretto: quale controllo sulla qualità del prodotto elettronico che sto per comprare c’è, nell’editoria digitale autoprodotta? Quale garanzia ho, io lettore, che il file acquistato non sia di bassissima qualità? La risposta è semplice: nessuna. E quindi, a maggior ragione, per quale motivo dovrei investire i miei soldi (seppure pochi, o comunque meno della versione cartacea) in un prodotto letterario che non ha nessuna garanzia?
Si potrebbe obiettare che anche con l’editoria su carta arrivano sugli scaffali libri che sono mediocri o comunque non all’altezza del poso che occupano ma si tratta comunque di casi isolati.
Non si corre il rischio, con l’eBook, di avere un sacco di prodotti di livello ambiguo il cui effetto collaterale potrebbe essere quello di allontanare i lettori dalla tecnologia di per sé ad altissimo potenziale (e forse, dalla lettura in assoluto)?
Io non sono ancora riuscito del tutto a districare il nodo gordiano, ma nel frattempo mi rivolgo ancora alle vecchia case editrici, in cerca di un riscontro sulla reale qualità di ciò che scrivo.

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Comments (2):

  1. cesare

    22 Dicembre 2010 at 12:01

    Interessante l’argomento.
    Il mio parere è che, comunque, ha avuto più successo da solo l’I-PAD piuttosto che svariati E-BOOK reader messi insieme.
    Mi viene da pensare che la cosa sia positiva, essendo io, come te, più legato al “vecchio” libro cartaceo che alla sua versione elettronica.
    Credo che il motivo sia da ricercare nel fatto che l’E-BOOK reader non esisteva fino a pochi anni fa; si è passati dalla carta al digitale in un unico passaggio, mentre oggetti come l’I-PAD sono il frutto di una evoluzione costante e graduale di un pc, un telefono, uno stereo e altre cose che forse dimentico.
    Solo per ultima metterei in questi apparecchi la possibilità di essere utilizzati come E-BOOK reader, visto anche solo il tipo di schermo non certo adatto a questa pratica.
    Per quanto riguarda la qualità dei prodotti che si verranno a creare, rivolti al mercato elettronico, sono d’accordo con te che la forbice della stessa si amplierà enormemente, in maggior evidenza verso il basso; è un bene?, è un male?
    Come può essere possibile trovare la giusta linea di demarcazione tra il bocciare scrittori (obiettivamente??) mediocri e il promuoverne altri (soggettivamente??) validi??.
    Scrivo così perchè ritengo sia più facile trovare pareri concordi nel valutare un “brutto libro” piuttosto che avere la stessa percentuale nel valutarne uno “buono”.
    Volevo scrivere 2 righe, ma noto di essermi un pò dilungato; va beh.. pazienza!! 🙂
    Ciao, Cesare.

  2. Maico Morellini

    22 Dicembre 2010 at 21:38

    Di sicuro l’assalto alle potenzialità dell’eBook ha avuto il suo picco con l’introduzione dell’iPad e credo che, almeno in questo momento, sia legato a doppia mandata al destino del tablet Apple.
    In linea di massima, ho sempre sostenuto che qualsiasi cosa diffonda potenzialità culturali, alte o basse che siano, va bene. Però, ultimamente, mi sta venendo il dubbio che a tutto ci debba essere un limite.

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