DIECI ANNI

Tempo di lettura: 3 minuti

Era il novembre del 2011 quando debuttava in edicola Il Re Nero, mio romanzo d’esordio vincitore de l Premio Urania 2010. Sono passati dieci anni. Dieci anni che avrei voluto celebrare letterariamente in modo diverso ma pazienza, recupererò. Dieci anni che hanno significato tanto e ai quali mi sento in dovere (e anche un po’ in diritto) di dedicare qualche parola.

Il Re Nero

Inizio da qualche numero? Sì, vale la pena ricorrere ai numeri. Soprattutto per chi come me (e so che siamo in tanti, soprattutto nel meraviglioso ma sofferto mondo della narrativa di genere) sente di non fare mai abbastanza, di essere sempre in ritardo, di inseguire costantemente qualcosa che si dimostra molto abile nella sua inafferrabilità. E allora i numeri possono dare una dimensione diversa, possono dimostrare che qualcosa si è fatto. Anche se sono numeri parziali, che andrebbero interpretati. Ma diamoli comunque.

In dieci anni ho scritto e pubblicato:

  • 7 romanzi
  • 2 antologie personali
  • 4 racconti singoli (tre in digitale, uno sulla Collana Miskatonic)
  • 1 racconto scritto a quattro mani (con il compianto Glauco De Bona)
  • 16 racconti su altrettante antologie
  • 1 podcast crime
  • 3 prefazioni

Ho partecipato con entusiasmo a serietà a praticamente tutti i progetti che mi hanno proposto, anche quelli che mi portavano fuori dalla mia zona di comfort. Ho scritto tanto, forse troppo. A posteriori rifarei tutto, proprio tutto. Forse a qualcosa dedicherei un tempo diverso, meno frenetico, meno ansioso, ma rifarei quello che ho fatto.

Dieci anni

Però dieci anni sono una bella opportunità per tirare qualche somma, per guardare al passato e cercare di capire qualcosa del futuro (parlo sempre di letteratura eh, niente di troppo esistenziale anche se scrivere È di per sé esistenziale). Perciò, cosa ho capito?

Ho capito che qualcosa lo devo e lo voglio cambiare. Quindi scriverò meno, ma lo farò meglio. Quindi sarò meno ‘yes man’ perché la creatività ha un costo. Non si esaurisce, quello no. È un muscolo che se bene allenato è capace di fare lunghe maratone così come rapidi scatti in avanti. Ma ha un costo emotivo al quale occorre prestare attenzione. Perciò scriverò meno (l’ho già detto?), rifletterò di più sempre percorrendo il sentiero della narrativa di genere che è e resta l’enorme acquario nel quale voglio continuare a nuotare.

Dedicherò tempo alle cose che non vanno nel mio scrivere (e dopo dieci anni se qualcuno sa ascoltarsi e sa ascoltare, di cose che non vanno nelle propria scrittura ne trova), proteggerò il mio carattere e soprattutto il mio entusiasmo. Cose che qualche volta ho sentito scricchiolare qua e là. E non credo il mio carattere e il mio entusiasmo se li meritino, questi scricchiolii. E non credo di meritarli nemmeno io.

Perciò tanti auguri a me, e grazie a tutti quelli che hanno condiviso anche solo un pezzetto di questa strada insieme. Nessun rapporto di fine anno, in questo 2021. Nessun bilancio ma sul tavolo solo dieci candeline su cui soffiare. E un desiderio da esprimere e da trasformare in certezza: quello che verrà sarà ancora meglio di quello che è stato.

Ci rileggiamo nel 2022!

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