Il Trono di Spade

GoT: due piccole rivoluzioni?

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Quattro episodi su sette, con ancora nove puntate (tre di questa settima stagione e sei dell’ottava) prima di veder calare il (o un) sipario su uno dei fenomeni televisivi più imponenti di questo ventunesimo secolo. In molti ci eravamo chiesti come sarebbe cambiato Il Trono di Spade con il sorpasso definitivo dello show rispetto alle trame letterarie libri di George R.R. Martin e questi prima quattro episodi hanno in parte risposto alle nostre domande.
Due sono i più evidenti e principali aspetti della piccola rivoluzione che David Benioff, D.B. Weiss e compagni hanno attuato con la settimana stagione del Trono.

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Il sito si rinnova!

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Breve, brevissima comunicazione di servizio: come i più attenti di voi avranno notato, il mio sito internet si è decisamente rinfrescato facendo un balzo in avanti di qualche secolo.
Ci sono novità? Una sopra tutte: alla fine di questa pagina (così come alla fine di ogni pagina del sito) trovate un piccolo spazio per inserire la vostra email e per iscriversi alla mia newsletter mensile la quale vi riassumerà i contenuti pubblicati sul sito.

L’altra novità è meno evidente ma (spero) più di soddisfazione: ho intenzione di affidare a queste pagine qualche aggiornamento in più rispetto ai progetti (letterari e non) in corso. Niente di invadente, niente che abbia in animo la prevaricazione delle vostre libertà individuali, solo qualche aggiornamento in più!

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Percezione, realtà e inganno

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Lo spunto per questa riflessione nasce in tre fasi: la prima fase è stata un’ottima cena annaffiata da un buon vino rosso, la seconda il torrido caldo di queste settimane e la terza, ultima ma non ultima, la notizia di questi giorni sullo stop da parte di Facebook alla comunicazione tra due intelligenze artificiali.
Scremate tutte le suggestive teorie fantascientifiche lo staff del social ha deciso di interrompere l’attività delle due IA perché queste comunicavano tra loro utilizzando un linguaggio poco comprensibile agli esseri umani. Ma non per il desiderio di ingannare i loro creatori, quanto per una mancanza di alternative: non erano state formate nel modo corretto (in sostanza, semplifico, non sapevano l’inglese) e hanno tentato di comunicare con i soli strumenti di cui disponevano. Sotto molti aspetti questo è un atteggiamento molto, molto umano.

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IL PIANETA DELLE SCIMMIE RELOADED

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Affido questo manoscritto allo spazio, non con la speranza di ottenere soccorso, ma per contribuire, forse, a scongiurare lo spaventoso flagello che minaccia la razza umana. Dio abbia pietà di noi!

Ulisse Mérou, Il Pianete delle Scimmie di Pierre Boulle

Con queste parole l’ex agente segreto e scrittore transalpino Pierre Boulle apriva il sipario sul racconto postumo del suo personaggio Ulisse Mérou, giornalista francese di un futuro remoto imbarcato insieme al professor Antelle su un’astronave diretta verso un lontano pianeta. Mérou aveva affidato il suo drammatico racconto a una bottiglia, lanciata nello spazio e ripescata da due turisti siderali di un futuro ancora più lontano.
Per Boulle era il 1963. Due anni prima Jurij Gagarin aveva infranto uno dei più grandi limiti dell’umanità restando per quasi due ore in orbita e aprendo così nuovi scenari per tutti gli scrittori di fantascienza.
Era il 1963 e Pierre Boulle pubblicava il suo tredicesimo romanzo: “Il Pianeta delle Scimmie” dove tutto iniziava, appunto, con un viaggio nello spazio.

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[Recensioni Film] – ‘The War – Il Pianeta delle Scimmie’ di Matt Reeves

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VOTO:★★★★☆

Dopo un primo capitolo interessante, dopo un secondo film dalla produzione molto complicata e decisamente meno riuscito, Matt Reeves suggella i suoi due terzi di trilogia scimmiesca con una pellicola (so che non esistono più le pellicole, ma vintage sono e vintage rimango) strana, coraggiosa, interessante e anomala.

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[Recensioni Film] – ‘My Name is Bruce’ di Bruce Campbell

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VOTO:★★★☆☆
Cortocircuitare una tipologia di personaggio cinematografico con l’attore che lo interpreta è spesso un azzardo perché richiede da parte di entrambi una serie di caratteristiche che non sempre sono a disposizione. Prima di tutto l’attore deve aver interpretato una serie di ruoli che, per quanto differenti, abbiano un solido denominatore comune. In secondo luogo i personaggi devono necessariamente avere nel loro DNA un forte, fortissima componente ironica.
Il nome di Bruce Campbell, volto immortale di Ash Williams, riesce a coniugare entrambe le caratteristiche e lo dimostra nella meta-pellicola del 2007 My Name is Bruce, diretta dallo stesso Campbell.

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[Recensioni Film] – ‘Behind the Mask’ di Scott Glosserman.

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VOTO:★★★★☆
Il cinema horror è costellato dai serial killer, da orrori capaci di mettere in ginocchio le sfortunate comunità che li ospitano. Jason Voorhees, Frederick Charles ‘Freddy’ Krueger, Michael Mayers e Charles ‘Chucky’ Lee Ray: creature talmente malvagie da aver dato vita a leggende nere, a incubi eterni.
E se dietro questi nomi, se dietro le sovrannaturali caratteristiche suggestionate dalle gesta delle quattro icone del terrore ci fossero solo uomini in carne e ossa? Se Freddy, Jason, Mike e Chucky fossero in realtà comuni assassini seriali realmente esistiti?
Ecco il semplice ma geniale presupposto che costituisce l’ossatura narrativa di Behind the Mask: The Rise of Leslie Vernon, film falso-documentario prodotto per l’home video nel 2006 e diretto da Scott Glosserman.

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Da Spider a Enemy: la tela dei ragni canadesi.

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Chaos is order yet undeciphered.

Ci sono due reazioni principali a un film come Enemy: la prima è isolare il senso di disagio che trasmette e limitarlo al tempo della visione, la seconda è abbracciarlo, farsi contaminare, e portarlo con sé oltre la pellicola in cerca di qualcosa che aiuti a capire la reale portata di quello che si è visto. Non c’è un modo giusto o uno sbagliato, sono due approcci differenti. Se si abbraccia la prima metodologia è probabile che i natali del film, ‘L’uomo duplicato‘ di José Saramago, siano sufficienti a determinare ciò che si è visto: una storia che flirta con la fantascienza nella quale doppioni di sé stessi in contatto tra loro attraverso visioni subliminali intrecciano le loro esistenze. Siano esse reali o fittizie.
Ma se la spiegazione non basta, se il finale resta sospeso nel limbo tra la nostra razionalità e il subconscio, ecco che si inizia a scavare ben oltre il minutaggio in celluloide della pellicola.

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[Recensioni Film] – ‘A Train to Busan’ di Yeon Sang-ho

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VOTO:★★★★½

Inizio questa recensione con un lamentela: è davvero un peccato che il circuito cinematografico italiano non diffonda quasi nessun titolo concepito nel profondo oriente. Grande plauso ai (pochi) festival dedicati alla cultura cinematografica orientale perché, e A Train to Busan ne è una lampante testimonianza, permettono di accedere a prodotti davvero eccellenti.

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[ebook] – 7 note nere

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Cosa vuole il demone che vive al di là dello specchio? Chi si nasconde dietro gli efferati delitti di un serial killer? Quale terribile potere hanno quei vecchi ferri da maglia?
Sette note oscure, sette storie nere. Un viaggio dal quale tornerete profondamente cambiati.

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[Recensioni Film] – ‘Life’ di Daniel Espinosa

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VOTO:★★★☆☆
In un panorama nel quale il cinema di genere che può godere della grande distribuzione vive di remake, reboot, sequel o prequel (tralasciamo il comparto cine comics che ha un ecosistema autonomo), un titolo come Life, suo malgrado, catalizza in modo particolare l’attenzione degli appassionati.
A maggior ragione se l’ambientazione scelta per la pellicola promette di essere molto attuale e molto legata alle recenti avventure delle agenzie spaziali di tutto il mondo.

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