Abbiate cura delle cose belle

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Sabato sera, il 9 marzo 2019, la libreria Miskatonic University di Reggio Emilia ha organizzato il suo ultimo evento. In una bella, bellissima serata si sono ritrovati editori, autori, lettori ma soprattutto un bel gruppo di amici. L’evento era l’assegnazione del prestigioso Premio Hypnos e la libreria si è trovata letteralmente invasa da un gruppo tanto eterogeneo quanto entusiasta di appassionati a tutti i livelli.
La libreria Miskatonic University chiuderà alla fine di questo mese.
Molti di voi lo sapranno già, Andrea e Giulia hanno annunciato sui social questa brutta notizia qualche tempo fa, ed è stato un brutto colpo per tutti. Come ho avuto modo di dire, la Miksatonic non era solo un’attività commerciale. Era un porto sicuro per gli appassionati, un luogo che ha trasformato Reggio Emilia in crocevia fondamentale anche per gli addetti ai lavori. Un crogiolo da cui è nato un progetto straordinario come la Collana Miskatonic. E molto altro.
Con decine e decine di presentazioni, con autori ed editori, con eventi culturali della più svariata caratura e con una sincerità, un entusiasmo e una disponibilità che chi frequenta il mondo del fantastico in Italia sa essere caratteristiche più uniche che rare.
Adesso che la data di chiusura è imminente, al netto degli attestati di stima 4.0, tutti web e social, voglio però ricordarvi una cosa fondamentale: la Miskatonic University era una cosa bella e secondo me non abbiamo avuto di lei la cura che meritava.
Per pigrizia, per leggerezza, per avidità, per miopia. Tutti sappiamo quanto è difficile il mondo editoriale, a tutti i livelli. Eppure troppe volte si è data per scontata l’esistenza di un luogo straordinario come la Miskatonic University.
Ciò che è fatto è fatto, per questo ora più che mai occorre ricordarsi di avere sempre cura delle cose belle. Ogni evento organizzato da un posto come la Miskatonic richiede impegno, mette a disposizione del pubblico autori ed editori, apre una finestra unica su un mondo altrimenti difficile da decifrare. Richiede tempo e denaro, ma non per chi vi partecipa perché si tratta sempre di eventi liberi.
Aver cura di un posto significa riconoscere l’impegno, significa apprezzarlo e contribuire, sostenerlo, ciascuno in base agli strumenti di cui dispone. Nel caso specifico, tutti siamo lettori e non devo certo spiegarvi io quale sarebbe stato il modo migliore per ringraziare, per contribuire, per sostenere.
Dico questo perché so che il dispiacere di tutti è sincero ma so anche che l’inevitabile parete sollevata dai tempi frenetici dei social tende a trasformare le cose in accadimenti inevitabili, senza effetti finali e soprattutto senza cause. Non è così. O meglio, non è solo così.
La Miskatonic University era (è) una cosa bella, e bisognava averne molta cura. Ricordiamolo, ricordiamolo sempre: almeno per tutte le cose belle che verranno.

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