1.1 – La Luce di Titano

Tempo di lettura: 2 minuti

Il segreto della necropropulsione permette di controllare l’intero Sistema Solare e la Terra è disposta a tutto per scoprirlo.

 

Sinossi:
La ‘Luce di Titano’, ammiraglia della Corporazione dei Necronauti, è l’immensa astronave che tiene in contatto la Terra con le altre Colonie del Sistema Solare. Micah Veidt, agente dei Servizi Segreti terrestri ha una missione: infiltrarsi sulla nave e cercare di carpire i segreti della necropropulsione, la terribile tecnologia che consente alla Luce di Titano di viaggiare nello spazio. Ma sull’astronave nulla è come sembra ed Eliphas Nuuro, Emissario della Corporazione, ha piani tanto oscuri quanto le Lune di Saturno da cui i Necronauti provengono. Una volta lasciata la Terra per Micah inizia una corsa contro il tempo.

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– Forum della Writers Magazine Italia – La Luce di Titano

Non lo avrebbe mai ammesso ma ogni volta che questo accadeva, prima dell’avvio delle operazioni, faceva in modo di essere in quella sala. L’astronave della Corporazione era immensa, anche secondo i canoni dei veicoli spaziali concepiti prima del Silenzio, e le sue forme sfidavano molte delle leggi fino a quel momento adottate. Lunga oltre due chilometri, era frastagliata da guglie, torri ricurve, rostri e segmenti appuntiti che richiamavano l’antichissimo stile gotico terrestre. La prua si apriva in lunghe e affilate strutture tentacolari mentre le uniche componenti arrotondate erano quelle legate alla necropropulsione. Al centro della Sepolcro, o come la chiamavano i Necronauti Luce di Titano, tre enormi ellissi il cui asse maggiore culminava in grandi strutture ovali, oscillavano intorno al nucleo necropropulsivo: un’immensa sfera circondata da filamenti e sovrastrutture metalliche che lo stringevano in una ragnatela pulsante.
Poi, sparsi lungo tutta la superficie della nave, altri blocchi sferici incastrati tra guglie e protusioni aguzze. Biancastri, sembravano uova di un mostruoso insetto e si distaccavano dal nero opaco della nave: le sfere della morte. Al loro interno c’erano uomini e donne rinchiusi nelle capsule che aspettavano, privi di conoscenza, venisse il loro turno.
La Sepolcro era in grado di ospitare diverse centinaia di capsule e stando ai calcoli che il MIST aveva fatto, questo le poteva garantire un’autonomia nello spazio di alcuni anni. Un tempo sufficiente per muoversi libera nel sistema solare, da Urano a Marte, senza tappe intermedie ma dosando bene i salti. I Necronauti erano molto previdenti in questo e nessuna di quelle sfere era mai del tutto vuota.

(estratto da ‘La Luce di Titano‘ – primo episodio de I Necronauti)

Luce di Titano

(ringrazio di cuore Simone Messeri per il tempo e l’impegno messo nel realizzare la ‘Luce di Titano’ che vedete qui sopra)

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