Il ragno del tempo

Tempo di lettura: 4 minuti

Sono contento ed emozionato mentre scrivo queste poche righe introduttive a Il ragno del tempo. Contento perché sancisce la collaborazione con Providence Press, una casa editrice che stimo molto, che ho il piacere e la fortuna di frequentare anche oltre le faccende più squisitamente letterarie. Quando si incontrano anime affini, la collaborazione professionale va a completare il bel rapporto che si crea.

Emozionato dal momento che considero Il ragno del tempo una sorta di mia opera prima. Perché? Perché qui dismetto i panni dell’autore di fantascienza e indosso i vestiti eccentrici del bizzarro. Il ragno del tempo è un romanzo breve, ambientato ai giorni nostri, che apre finestre su un mondo inquieto e inquietante visto e raccontato dai protagonisti.

L’INIZIO?

Poco alla volta nelle prossime settimane, su questa pagina, svelerò qualche dettaglio fino ad accompagnarvi all’uscita del libro, prevista per i primi di settembre. Da dove partiamo? Dall’inizio. E l’inizio per me è stato questo:

Una cartina geografica dell’Europa, un’Europa piuttosto frammentata, come potete notare. Siamo intorno al tredicesimo secolo e quei punti colorati, e quello spago, tracciano un percorso. O degli spostamenti. O una rotta. Una rotta che conduce anche fuori dall’Europa e che poi ci rientra dopo essersi spinta nel più profondo oriente. Dove mi hanno portato questi indizi?

I LUOGHI – IL LAGO DI SUVIANA

C’è un luogo in particolare intorno a cui ruotano molte delle vicende raccontate ne Il ragno del tempo. Una piccola perla scura incastrata sull’Appennino bolognese dove la semplicità ha tutto un altro significato. Il lago di Suviana, le sue spiagge ghiaiose, le montagne che lo abbracciano (o lo soffocano?). Visitarlo vuol dire sbirciare tra le sue ombre e ascoltare le storie che ha da raccontare. Io ci sono stato: eccolo.

Il lago di Suviana

I LUOGHI – AVIGLIANA

A venti chilometri da Torino, con il cuore all’ombra della Mole e l’anima aggrappata alla val di Susa, c’è Avigliana. Un piccolo comune innestato al centro di un anfiteatro naturale e ammorbidito dalla presenza degli omonimi laghi. È qui che la nostra storia si sposterà, è qui che alcuni dei segreti seppelliti secoli fa per tutta Europa verranno scoperti. È qui che mi sono spostato anche io, qualche anno fa, cercando tra i tetti rossi alcune risposte.

Avigliana

I LUOGHI – LA SACRA DI SAN MICHELE

All’imbocco della Val di Susa c’è un’antica abbazia. Austera ed elegante, piega lo sguardo a sinistra e osserva Torino mentre la sua anima si arrampica lungo la valle. È una vedetta l’Abbazia di San Michele della Chiusa. Una vedetta che si allunga sulla cima del monte Pirchiriano restando quasi sospesa sulle nebbie, galleggiando sulla storia di Torino, della valle di Susa e di tutte le anime curiose che si sono lasciate affascinare dalle sue geometrie. Tra le mura della Sacra, qualcuno, ha lasciato segreti che forse era meglio restassero tali.

Sacra di San Michele

COORDINATE

Di seguito, qualche altro dettaglio un po’ più generale su Il ragno del tempo a partire dalla splendida copertina. E poi la copertina completa, con qualche dettaglio in più.

“C’è una villa sull’Appennino bolognese, dalle geometrie inconsuete e dall’aspetto minaccioso e senziente.
C’è un notaio, diverso da ciò che sembra e alla ricerca di qualcosa di perduto.
C’è un’investigatrice, che preferirebbe occuparsi di altro ma che non può resistere al richiamo del pericolo.
C’è un vecchio professore, che conosce troppe cose e che non vorrebbe saperne più nulla, solo dimenticare.
E poi c’è qualcosa. Qualcosa che sta arrivando… ”

Il mondo non vuole essere scoperto, vuole essere sedotto.

ETTORE BARCHI
Condividi!
  •  
  •  
  • 7
  •  
  •  
  •   

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *