[Racconti] – La Confraternita dei Rabdomanti

Tempo di lettura: 3 minuti

Ed eccomi a diffondere e promuovere questo bellissimo progetto al quale ho avuto la fortuna e il piacere di partecipare con il mio racconto ‘La confraternita dei Rabdomanti’.
Di cosa si tratta? Di una raccolta partorita dalle menti di tre volti molto noti alla fantascienza italiana, Francesco Grasso, Massimo Mongai e Marco Minicangeli, e che ha visto la luce (cartacea e digitale) grazie dall’attivissimo Luigi Petruzzelli (Edizioni Della Vigna). L’idea alla base di questa antologia è riportata sulla pagina dell’editore ma la ripeto di seguito per aiutarvi a inquadrare meglio il progetto:

“Nutrire il futuro” è il tema di Expo 2015. In questo libro, pubblicato nell’ambito dei tavoli tematici Expo, troverete diciotto racconti sul cibo del futuro, e sul futuro del cibo.
In una Terra con sempre più abitanti e risorse sempre più saccheggiate, avere abbastanza da mangiare potrebbe diventare un problema nei prossimi decenni. I curatori hanno quindi chiesto agli autori, e naturalmente alle autrici, di immaginare cosa potrà accadere.
Ne sono uscite diciotto portate varie, un menu completo: chi ha un approccio più ottimista, chi più pessimista, chi cita il caffé e chi il peperoncino, chi parla di tonkatsu e spaghetti e chi di acqua. Manca il vino, in compenso è presente una strana bevanda dal gusto nuovo e forte. Poi, nuove diete e nuovi cibi…

‘La Confraternita dei Rabdomanti’ è il mio contributo a questa bella raccolta. Un racconto sull’acqua e su come l’assenza del fluido vitale potrebbe modificare non solo l’ecosistema, ma anche la politica planetaria.
Di seguito l’incipit del racconto:

«Presto inizieranno le Aste…» sussurrò l’uomo dal volto velato. «Siamo pronti?»
«Dobbiamo esserlo,» ribatté il suo interlocutore, poco più di un ragazzo. «Non possiamo aspettare il prossimo Mercato dell’Acqua. Non ne abbiamo la forza.»
«Non ne abbiamo la forza,» convenne il primo, le pa- role ovattate dagli stracci che gli celavano la bocca. Si levò in piedi. La tenda sembrò rimpicciolirsi, sopraffat- ta dalle ombre proiettate dal misero fuoco che ardeva tra un cerchio di pietre. L’uomo emise un gemito di do- lore.
«Stai bene, Onyda?» s’informò il giovane, apprensivo.
«La vita nel Deserto logora. Lo sapevamo bene, quan- do abbiamo deciso di restare.»
«Allora questa è davvero la nostra ultima occasio- ne… Gli altri?»
«Sono pronti. Dopodomani, quando saranno giunte le Isole Acquatiche. Quello sarà il momento.»
«Il momento di riprenderci quello che ci spetta,» ap- provò il giovane.
L’uomo dal volto velato uscì nella notte gelida del Deserto Padano. Raggiunse la cima di una collina pol- verosa. Tutt’intorno, come scheletri di enormi creature preistoriche, affioravano dal terreno sabbioso le mace- rie dell’antica città di Bologna. Erose, frantumate senza pietà dal Deserto. All’orizzonte si levavano imponenti colonne di luce: silenziose, i suoni soffocati dal vento che fischiava una canzone spettrale.
Il Mercato dell’Acqua stava per cominciare.

“La confraternita dei Rabdomanti” in Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici?, collana La Botte Piccola n. 24, Edizioni Della Vigna, 2015. Disponibile anche in ebook presso il sito dell’editore.

Diciotto sfumature di cibo oltre a prefazione e postfazione nella gustosa antologia preparata con i lavori seguenti:
Roberto Paura – Prefazione
Giulia Abbate – Calendario della semina
Donato Altomare – Mens sana…
Andrea Angiolino – Ritorno a casa
Davide Camparsi – La pecora perduta
Vittorio Catani – Un gusto nuovo e forte
Elena Di Fazio – Più uguali degli altri
Francesca Garello – Future Food District
Francesco Grasso – La stirpe dei corvi
Marco Minicangeli – L’ultima caccia
Massimo Mongai – Chi ha veramente inventato il tonkatsu? E gli spaghetti?
Maico Morellini – La Confraternita dei Rabdomanti
Errico Passaro – Il pasto invisibile
Giuseppe Perciabosco – La carne degli dèi
Michele Piccolino – Caramelle da uno sconosciuto
Luigina Sgarro – Profumo di caffè
Roberto Vacca – Cambiano i tempi e noi cambiamo in essi
Francesco Verso – Italianski, tikaj, tikaj
Alessandro Vietti – Indovina chi viene a cena
Massimo Mongai – Postfazione: In Cauda Venenum

Riferimenti e recensioni:
L’eco di Bergamo – Gianlorenzo Barollo
Edizioni della Vigna
EATALIAN SCI-FI – L’iniziativa sul WEB
Recensione: Gianfranco De Turris – Il giornale
Recensione: Daniele Barbieri – La bottega del Barbieri
Amazon Store: Ma gli androidi mangiano spaghetti elettrici?
di Maico Morellini

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Ghostland – di Pascal Laugier

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Adoro Pascal Laugier, anche se non ci andrei nemmeno a bere un caffè tanto mi preoccupa il funzionamento della sua mente. Lo adoro a tal punto da aver messo il suo Martyrs in cima alla mia classifica dei 20 film horror. L’ho adorato anche nel meno convincente The Tall Man (2012) perciò aspettavo con una certa trepidazione Ghostland (in Italia, La Casa delle Bambole). Laugier non mi ha deluso, anzi.

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Il fallimento del futuro?

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Quando il futuro ha smesso di essere un faccenda di cui occuparci? Quando è diventato esclusivo demanio di multinazionali e governi? Mi guardo intorno e dal mio limitato osservatorio vedo che da una parte si ragiona di connettività, infrastrutture, intelligenze artificiali, gestione dei dati, ripristino e trasformazione in un grande corridoio informatico della vecchia Via della Seta (per fare un esempio). Dall’altra si è concentrati su un presente abbastanza misero (dal punto di vista concettuale), fatto di sussistenze, di paure, di contrazioni sociali, di ritorno ad alchemiche ricette ottocentesche, di esclusioni e di frammentazione del tessuto connettivo che dovrebbe tenere insieme tutto. Uno Jedi direbbe che abbiamo smesso di essere in comunione con la Forza.

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