Racconti – Weird Po – N di meNare: L’aNtologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Per come la vedo io, la sperimentazione è una componente fondamentale della scrittura. Testare le proprie attitudini, uscire da quella che di norma viene definita come ‘zona di comfort’ e intraprendere con entusiasmo nuovi sentieri sono alcuni dei motivi che rendono lo scrivere così interessante.
Con Weird Po (titolo molto azzeccato suggeritomi dal vulcanico Jack Sensolini), mio contributo all’antologia N di meNare, ho provato a fare proprio questo. Travolto dall’entusiasmo di Jack, di Luca Mazza e degli altri straordinari compagni di avventura ho spinto sull’acceleratore cercando di esplorare nuovi territori.
Certo, citando un vecchio adagio: chi nasce quadrato non muore tondo, perciò scavando sotto la superficie ci sono sempre io, ma considero Weird Po un esperimento davvero ben riuscito.

Mi sono divertito e questo di norma è un bel segno. Il progetto è innovativo, interessante e supportato da idee a dir poco geniali. Una di queste? INSERT COIN e SELECT YOUR WRITER.
Di seguito l’incipit del mio racconto e, come dico in questi casi, cliccate, comprate, leggete. E fatemi sapere cosa ne pensate! In fondo alla pagina dettagli e link per l’acquisto in digitale E cartaceo.

WEIRD PO

La carovana si infilò tra le ombre del malconcio ponte di Viadana. C’era una luna rossiccia, sfocata dalle nubi sanguigne che infestavano il cielo di ciò che restava della vecchia Emilia Romagna.
Il primo carro rallentò fino a fermarsi, gli pneumatici che scricchiolavano sulla ghiaia vetrosa: il letto essiccato del fiume Po ne era ricoperto per tutta la sua lunghezza. Più di qualcuno aveva sottovalutato le affilate pietre e l’ancora più letale polvere sollevata dai venti che si incanalavano lungo il greto.
Le ferite a piedi e gambe si potevano curare ma quando il fine crepuscolo vetroso entrava nei polmoni, l’unica via di salvezza era un guaritore e il prezzo da pagare non era molto differente dalla morte. Solo meno doloroso.
Per questo cadaveri decoravano a intervalli regolari gli argini del fiume. Corpi isolati o piccole cataste di sfortunati viaggiatori spezzati dalle emorragie interne si confondevano tra le ombre lunari.
– Quelli almeno hanno avuto il coraggio di crepare – borbottò Adan setacciando la notte oltre il finestrino. – Si sono imbottiti di sabbia rossa e hanno passato le ultime ore dalla loro vita a vomitare sangue. Bella fine. Onesta. Quasi come tirare le cuoia tra le gambe di una kurvë. Di una puttana – sputò per terra sbirciando il colore del muco. Nessun filamento di sangue. Nessun grumo: – Sembra che almeno per stanotte non andrò a fare compagnia a quei tizi laggiù – indicò un punto indefinito oltre il carro.

N di meNare: L’aNtologia (Lethal Books Vol. 0)
Sinossi:
Nerdheim, Pacchiarotti, Gonnella, Longo, Hoffmann, Berti, Andruccioli, Recchia, Sensolini, Mazza, Morellini, Mala Spina, Korami, Della Rossa, Silvestri, Forlani.
Quattordici eroi. Due eroine.
Sedici pallottole. A tradimento.
Tanti stili, tanti calibri, tanti generi.
Ma un solo comun denominatore: l’Ignoranza. Quella eroica.
E quando l’Ignoranza incontra l’Eroico, nasce il Fantasi di Menare.
Fantasi con la I, perché i sedici autori selezionati per questa antologia, rigorosamente italica, dimostrano che il fantastico può essere schiaffeggiato in ogni sua declinazione, andata e ritorno, dritto e manrovescio.
Colpi bassi, metriche alte. Dall’ironia del medioevo villaggesco allo spazio profondo, passando per lo spaghetti fantasi, i lati proibiti della Storia e bucoliche ruralità parallele che lo farebbero venire duro a Virgilio.
Ogni capitolo è un round, ogni capoverso un colpo di gong.
Via via che scorrono i racconti, in una sorta di timeline immaginaria storicamente scorretta, la risata diventa sberleffo, il weird si fa picchiaduro, il colpo di scena fatality.
Perciò non vi resta altro da fare, INSERT COIN e SELECT YOUR WRITER.

E come direbbe il vecchio Jack Burton: meNa il tuo colpo più duro, amico.
Non ci fai paura.
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[Racconto] – L’Adepto

Tempo di lettura: 3 minuti

L’Adepto è una brevissimo racconto inedito ispirato al mondo del mio romanzo La terza memoria ed è nato con un duplice scopo. Il primo è quello di divertirmi tornando nell’Italia post apocalittica che ho inventato come ambientazione del romanzo. Il secondo è (sarebbe) quello di stuzzicare chi ancora non ha letto La terza memoria e magari accompagnarlo verso il romanzo. Il primo scopo l’ho raggiunto. Vediamo se qualcuno mi aiuterà a raggiungere anche il secondo.
L’immagine qui sopra è la bellissima illustrazione che Franco Brambilla ha fatto per la copertina di Urania.

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Westworld 2 – la creazione di un nuovo Olimpo

Tempo di lettura: 2 minuti

Insomma, per concludere, il world-building narrativo di Westworld (così come quello di True Detective in parte come quello del Trono di Spade) è una sapientissima fusione di suggestioni iniettate a poco a poco nella coscienza dello spettatore. Un nobilissimo frankenstein meta-concettuale nel quale il tutto è ben superiore alla somma delle parti perché riesce a rivolgersi alla nostra parte filosofica senza però trascurare quella più moderna.

So che non è elegante, citarsi non lo è mai, ma riprendo la conclusione del mio pezzo su Westworld pubblicato qui a fine 2016 e rilancio: Nolan e la Joy hanno tenuto il timone ben saldo in quella direzione.

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