Recensioni libri – ‘La biblioteca dei morti’ di Glenn Cooper

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Questo libro è rimasto sulla mensola, a prendere polvere, per un bel po’ di tempo.
E mentre in libreria vedevo i suoi seguiti campeggiare sugli scaffali in una certa quantità mi ripromettevo che avrei letto il primo capitolo di quella che sembrava essere una vera e propria saga.
Per prima cosa, ‘La Biblioteca dei Morti’ non è scritta male, anzi. E’ scorrevole, semplice, e non sbrodola mai in un eccesso di descrittività che, per un libro del genere, sarebbe ingiustificata. Non solo, alla base c’è anche una bella idea e i flashback, a tutti gli effetti, sono colonna portante dell’intera struttura narrativa. Il problema è quando si iniziano a legare tutte le cose insieme. Quando l’autore inizia a tirare i fili e deve far fronteggiare ai suoi personaggi l’idea originale che ha messo in gioco.
Ecco, credo che il difetto principale sia proprio la dissonanza tra la qualità dei protagonisti e quella dell’idea di fondo, originalissima e ben strutturata. Per farla breve, protagonista, antagonista, comprimari e tutto il resto non sono per nulla all’altezza del resto. Stereotipati, troppo geniali, troppo perfetti, troppo.
E nessuno di loro, nonostante tutto, ha caratteristiche sufficienti per restare impresso a fuoco nella memoria.
Poi a conti fatti, se si asciuga la trama e si mettono sotto forma di scaletta tutti gli eventi, la storia c’è.
Ma, lo ripeto, è male amalgamata con tutto il resto.
Un’occasione mancata, ma di sicuro Glenn Cooper si merita una seconda chance.

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