[Recensioni Libri] – ‘Danza Macabra’ di Dan Simmons

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★★☆

Ogni volta che leggo un romanzo una delle prime domande che mi faccio é: quali sono stati i catalizzatori narrativi per l’autore? Che cosa ha acceso la scintilla della creatività portandolo a sviluppare proprio la storia che sto leggendo? ‘Danza Macabra’ (Carrion Comfort, 1989), come tutti i romanzi di Simmons, è in grado di dare risposte sorprendenti a queste domande.
La storia inizia durante la seconda guerra mondiale, nel campo di concentramento di Chelmno, dove Saul Laski lotta per sopravvivere agli orrori della soluzione finale tedesca. Lì, tra le pieghe dei mali più oscuri mai compiuti dall’uomo, incontrerà l’Oberst Wilhelm Von Borchert, alias William Border, uno dei vampiri della mente che saranno al centro dell’intero romanzo. La narrazione si sviluppa intrecciando la caccia di Laski al carnefice nazista con gli intenti dell’Island Club, un ricchissimo circolo privato al quale possono accedere solo altri vampiri della mente, e con il Trio composto da William Border, da Melanie Fuller e da Nina Drayton. I normali esseri umani (Laski e altri compagni di lotta) inizieranno una micidiale partita a scacchi, altro tema ricorrente, contro questi esseri capaci di controllare la mente. Perché questo sono i vampiri: entità selvagge e primordiali, scherzi evolutivi della natura in grado di imporre la propria volontà sui comuni uomini, tanto da creare servitori perfetti incapaci di qualunque pensiero indipendente e asserviti ai loro desideri.
Campi di concentramento, scacchi, le teorie sullo sviluppo cognitivo e morale di Lawrence Kohlberg, il potere, la depravazione e la più assoluta mancanza di inibizioni che un talento come quello dei vampiri catalizza: ecco gli ingredienti che compongono ‘Danza Macabra’. Ecco, secondo me, le idee dalle quali Simmons ha tratto ispirazione per la sua monolitica opera (parliamo di quasi mille pagine). Leggendo ho ritrovato alcune delle atmosfere tratteggiate da F. Paul Wilson nel suo eccellente ‘La Fortezza’ (1981) , soprattutto nei blocchi narrativi legati ai campi di concentramento e all’inumana crudeltà di Wilhelm Von Borchert e del suo Der Meister, ed è molto affascinante vivere la percezione che capaci autori americani hanno dell’olocausto.
In questo romanzo risalta la più totale assenza di speranza per gli uomini normali nel confrontarsi contro l’Oberst, la Fuller, C. Arnold Barent – il presidente dell’Island Club – o qualunque altro, più o meno potente, vampiro della mente. La lotta è impari e gli apparati più efficienti dell’intelligence umana sono corrotti oltre ogni possibile redenzione. Laski e i suoi compagni sono pedoni sulla maligna scacchiera predisposta dai vampiri e l’unica cosa che riescono a fare è condurre i pezzi portanti di questa lotta l’uno davanti all’altro sperando che, in accordo con le leggi di Kholberg, la loro appartenenza al Livello Zero dello sviluppo morale ne determini le azioni.
Ma, in ultima analisi, il fallimento è l’unica opzione possibile. Il messaggio ultimo del romanzo è tremendo e terribile: certo, si può tentare di combattere. Sacrificando le cose più care, scendendo a spietati compromessi, aggrappandosi alla propria coscienza e cercando di salire i Livelli Morali tracciati da Kohlberg si può tentare di contrapporre la propria semplice umanità all’involuta razionalità dei vampiri.
Ma comunque vadano le cose, per quanto un pedone possa trasformasi in un nuovo, micidiale pezzo, la partita a scacchi che ‘Danza Macabra’ rappresenta si giocherà sempre a un livello così alto da relegare l’uomo comune al ruolo di spettatore.
Il romanzo, proprio a causa della sua estrema ricchezza, non è privo di difetti. A volte indugia un troppo in regioni concettuali difficili da seguire e altre volte le motivazioni di personaggi così sociopatici come i vampiri restano difficili da trasmettere senza richiedere al lettore un ‘atto di fede’.
Ma, nel complesso, è un affresco maestoso, cinico e terrificante. Simmons ha una penna fenomenale, questo non lo scopro di certo io, ma in ‘Danza Macabra’ ci presenta un’inedita versione di sé.
di Maico Morellini


(‘Danza Macabra’, Gargoyle Editore, 941 pagine)

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