Recensioni Libri – ‘Fatal Revenant’ di Stephen Donaldson

Tempo di lettura: 2 minuti

Prima di tutto, una doverosa precisazione: l’ho letto in inglese (perchè in Italia non ho idea di quando e se arriverà) e questo di sicuro preclude considerazioni prettamente stilistiche. L’unica cosa che posso dire è che è un inglese difficile. Recensioni americane parlano di un eccessivo utilizzo di ‘parole da dieci dollari l’una’ e mi trovo d’accordo. Non è un passeggiata, per niente.

Detto questo, non posso far altro che concentrarmi sulla trama e sullo sviluppo degli eventi.
Questo libro è il secondo volume di una quadrilogia che concluderà le Cronache di Thomas Covenant, l’Incredulo, saga fantasy iniziata negli anni ottanta.
La prima avvertenza è: se non avete letto (o non vi ricordate) i sei volumi precedenti abbandonate questa nuova serie. I richiami sono continui e anche molta della magia contenuta nelle pagine del romanzo si basa su una solidissima e vasta ambientazione costruita in decine di migliaia di anni. E quindi sulla sua conoscenza.
Proprio questi richiami, questa commistione con personaggi e figure di un passato che era già mitologico nella prima saga letteraria, creano un’aura di magia che solo in Donaldson sono riuscito, nei miei pellegrinaggi fantasy, a trovare.
Non è privo di difetti, per niente. Le motivazioni dei personaggi, in particolare della protagonista, sono ripetute allo sfinimento e questo appesantisce una lettura già di suo complessa.
Ma per contro i colpi di scena, le interazioni, l’epicità, la magia stessa che permea ogni pagina spingono a continuare, nonostante le difficoltà.
In questa romanzo, ancor più che nel precedente, Donaldson pretende molto da se stesso. Si spinge così a fondo nella genesi del mondo da lui creato, e nel farlo corre rischi grandissimi. Ma li affronta tutti in maniera rimarchevole.

Se avete amato l’ambientazione molto tolkeniana ma con una sua ENORME dignità delle Cronache di Thomas Covenant, questo libro è semplicemente imperdibile.

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Comments (4):

  1. cristiano

    20 Marzo 2012 at 18:30

    Ciao io sono un grande fan di queta serie, e ho scoperto da poco delle ultime cronache iniziate nel 2004, ho letto la tua recensione e sono ancora piú interessato.volevo sapere se ad oggi i libri siano stati tradotti, visto che si parlo inglese ma leggerlo sopratutto se cosí difficile sarebbe un’impresa ardua.
    Ciao cristiano

  2. Maico Morellini

    20 Marzo 2012 at 18:41

    Ciao Cristiano,
    intanto è sempre un piacere conoscere un fan di Donaldson che secondo me in Italia non è considerato come dovrebbe.
    Purtroppo ho brutte notizie: a tutt’ora i libri non sono stati tradotti anche se da un paio d’anni si parla di una loro uscita in italiano. Io, esasperato e stanco di aspettare, mi sono tuffato sulle edizioni in inglese. Ma a detta degli stessi lettori americani, si tratta di un linguaggio molto molto ricercato.
    Però ti assicuro che vale la pena!

  3. Silvio

    7 Agosto 2012 at 07:55

    Ciao!

    Lo stile e la scelta dei vocaboli di Donaldson purtroppo non sono per l’americano medio :), chi conosce ed ama la lingua inglese non ha molte difficoltà, anche perché alla fine le parole da dieci dollari spesso provengono da latinismi e comunque non appesantiscono il flusso di lettura. In questi casi risulta molto comodo l’ebook reader con il dizionario monolingue incorporato, ti risparmia il tempo di cercare.
    Per il resto, questa ultima quadrilogia supera di gran lunga le altre, stilisticamente parlando, magari però a livello di storia ho apprezzato più la seconda….

  4. Maico Morellini

    7 Agosto 2012 at 08:02

    Ciao Silvio,
    sto tenendo in caldo il terzo volume e penso me lo porterò in vacanza dove ho tempo e testa per dedicarmici.
    Io ho amato la prima trilogia, soprattutto la Guerra dei Giganti e l’Oro Bianco mi hanno fatto letteralmente sognare. Però devo dire che per vastità, completezza, ambizione e anche scelte narrative questa è decisamente monoliticae inimitabile. Capisco Donaldson, leggendone il blog, quando dice ha dovuto affinare la sua tecnica prima di sentirsi pronto a raccontare quello che intendeva dirci nell’ultima trilogia.
    A presto!
    Maico

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