Recensioni libri – ‘Rabbia’ di Chuck Palahniuk

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★★☆

Quando pensi di esserti abituato allo stile pulp e senza filtro di Palahniuk, ecco che incappi in un suo nuovo esperimento narrativo. Accanto al modo inconfondibile di scrivere che lo contraddistingue, in questo ‘Rabbia’, decide di creare la biografia di Buster ‘Rant’ Casey attraverso una serie di interviste ai suoi amici, nemici, parenti e chi più ne ha più ne metta. Geniale, come sempre. In più denso, densissimo, e con tanti livelli di lettura. Azzarderei persino definendo ‘Rabbia’ quattro libri in uno solo. Vediamoli.

La prima cosa che mi è saltata agli occhi, e che corrisponde al primo libro ‘virtuale’ dei quattro, è stata la somiglianza di Rant con il cinematografico Joker de ‘Il Cavaliere Oscuro’ (Christopher Nolan, 2008). Casey è, almeno nella prima parte del libro, entropia pura. Ovviamente entrambi i personaggi a loro volta si rifanno a concetti più estesi ma non ho potuto fare a meno di vederci una somiglianza molto forte. Per un terzo del libro Rant viene presentato con un individuo eccezionale che coltiva al suo interno il seme del caos. Trasforma la cittadina in cui vive grazie alle sue capacità al limite dell’umano e diventa, a tutti gli effetti, un catalizzatore di Caos. Quest libro nel libro è molto convincente e, a tratti, disturbante come solo Palahniuk sa essere.
Il secondo libro nel libro riguarda il ‘party crushing’. L’esasperazione del ‘Demolition Derby‘ americano che tra le abili mani di Palahniuk diventa una vera e propria scienza, un vero e proprio collettore sociale. Le regole di ingaggio, la filosofia dei party crasher, come questo cambia e ha cambiato la società immaginata dall’autore assomiglia a un vero e proprio trattato di sociologia.
Il terzo libro va a braccetto con il secondo. Estende il concetto di party crushing e disegna una società americana futura dilaniata dalla contrapposizione tra notturni e diurni. Regole ferree per gestire le relazioni e le problematiche economiche. Il party crushing, e la rabbia che dà il titolo al libro si incastrano in modo micidiale, nel rapporto tra diurni e notturni. Catalizzano, esaltano, complicano la difficile relazione tra le due categorie sociali. Un quadro terribile, e, lo ripeterò ma non posso fare diversamente, geniale. Estremizzata, una rivisitazione dei Morlock e degli Eloi di H.G.Wells.
Il quarto e ultimo libro si rifà a una tematica molto complessa, ma attenzione che è uno spoiler forte: i viaggi nel tempo. Paradossalmente, è anche la parte un po’ più debole e cervellotica del romanzo che gli fa perdere, a mio parere, la quinta stella. Buster Casey nel suo iniziale percorso di catalizzatore entropico poi viene relegato al ruolo di spettatore nel complicatissimo principio dei possibili viaggi nel tempo legati al party crushing. Viene richiesto al lettore un sforzo eccessivo ma al tempo stesso è una fortissima prova di coraggio.
Insomma, quattro libri in questo ‘Rabbia’. Ognuno dei quali ha una genialità così intrinseca da stupire anche per il grado di dettaglio e chiarezza. Peccato per qualche sbavatura, come ho scritto.
Ma essere riusciti a gestire tutto attraverso una serie di interviste, a tessere un così chiaro filo conduttore che attraversa le quattro aree tematiche descritte, è una cosa pazzesca.

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– Cavie

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