George A. Romero

REALTA’: LA PIU’ GRANDE SCONFITTA DEL CINEMA

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Robocop (2014), Carrie (2013), La casa (2013), Total Recall (2012) e la lista potrebbe continuare. Viviamo un periodo storico nel quale, per tanti motivi, l’originalità cinematografica sembra fiacca e priva di mordente. Molte delle energie creative più fresche preferiscono il piccolo schermo e il proliferare delle serie TV, che spesso si rivelano piccolo gioielli narrativi, ha senza dubbio azzoppato gli slanci creativi che prima erano propri del grande schermo.
E allora ecco che per non correre rischi al botteghino e per ‘vincere facile’ la folta schiera dei remake (o dei reboot) si arricchisce di nuovi capitoli. E di nuove delusioni. Questa riflessione nasce dal recente ‘Robocop’ di José Padilha ma si potrebbe ben adattare anche a pellicole ‘originali’ che soffrono tutte di difetti molto simili. Ho l’impressione che una bella fetta delle produzioni americane si sia ‘politicizzata’. Non nel senso di una presa di posizione rispetto a eventuali schieramenti politici. Ma piuttosto rispetto alle tematiche e al modo di affrontarle. Il cinema, o almeno un certo cinema di genere, ha la giusta ambizione di dare colore a un mondo a volte confuso o troppo indistinto. E’ ancora così?

Recensioni Film – ‘Eaters’ di Luca Boni e Marco Ristori

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Ebbene, dopo aver pubblicato l’intervista ai due registi di Eaters proprio su questo sito, e dopo essermi procurato il blu ray del film non senza una certa fatica (la distribuzione italiana è praticamente inesistente, ma questo non per colpa dei registi, anzi), sono pronto a una recensione del primo zombi movie italiano dopo secoli che questo genere non calcava il palco nazionale.

Come gli stessi Luca e Marco hanno ammesso il film è ricco di omaggi al Maestro dei Morti Viventi, George Romero, e la stessa ambientazione ricorda molto ‘Il Giorno degli Zombi‘: il mondo è in mano ai non morti e noi facciamo la conoscenza di un manipolo di ‘eroi’ (seppure i due protagonisti Igor e Alen non hanno per niente i tratti tipici degli eroi nel senso positivo del termine, anche perché condividono il desco con personaggi ben poco raccomandabili) al servizio di uno scienziato che vivono una giornata dopo l’altra senza un vero obiettivo. Il mondo (dopo una coraggiosa panoramica iniziale vista attraverso i mezzi di informazione che ci mostra la diffusione della pestilenza, pare per mano di un Predicatore folle noto come l’Untore) è in rovina. Le nascite sono a zero a causa di una pressoché globale infertilità femminile (in questo ricorda ‘I Figli degli uomini‘ e lo scienziato pazzo Gyno, e questo è un tocco di originalità che solo gli ultimi film di Romero sembrano accennare, ha come scopo quello di creare una razza ibrida uomo-zombi in grado di ripopolare la Terra.
L’ambientazione, quindi, è piuttosto classica e le location richiamano la devastazione di romeriana memoria. L’utilizzo della computer grafica non è eccessivo e i mangia carne sono realistici e convincenti. In più, anche se a qualcuno può far storcere il naso, c’è una marcata ironia tutta italiana che avvolge l’intera pellicola. Dai neo nazisti con il ‘piccolo Fuhrer’, al pittore di nature ‘morte’ che più morte non si può. L’interazione tra i due protagonisti funziona e seppure a volte i dialoghi paiono un po’ surreali. E le caricature di situazioni e contesti sono convincenti. Tutto questo ci viene mostrato attraverso il viaggio dei due protagonisti, attraverso i canoni di un classico road movie, ma nel panorama desolato di un mondo sull’orlo della follia.
Insomma, non si tratta di un film privo di difetti, primo dei quali forse tentare di raccontare tanto di tutto (c’è anche una critica sociale al mondo dell’informazione ma poco accennata e anche una storia d’amore che però fatica a decollare) ma rispetto a pellicole che hanno avuto più risalto (penso al francese ‘The Horde‘) ha decisamente dei numeri in più. Ha un certo coraggio, non è privo di una certa originalità, non è priva di zombi e di sicuro merita molto di più di quanto gli è stato concesso, soprattutto sull’ostile suolo italiano.
Tra le altre cose, la colonna sonora è veramente azzeccata. Insomma, se amate gli zombi e i road movie io ve lo consiglio.

[Recensioni TV] – ‘Dead Set’ ovvero gli zombie al Grande Fratello

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Questa recensione/analisi è stata pubblicata integralmente sul numero 30 del Living Force, fanzine del Fan Club Yavin 4.

Sgombriamo subito il campo da facili fraintendimenti: non sto parlando della possibile presenza di un non-morto come concorrente alla prossima edizione del grande fratello. Anche perché, e lo dico senza timore di smentita, ho come l’impressione che non sarebbe proprio una novità. Chiarito di cosa non ci vogliamo occupare, andiamo nel vivo di questa breve recensione.
Una delle tendenze che si è andata via via rafforzando negli ‘zombie movie’ proprio a partire dal 2005 (data di uscita del romeriano ‘La terra dei morti viventi’) è stato l’approccio laterale all’invasione dei morti-viventi. Non più pellicole incentrate su come il mondo reagisce alla minaccia degli zombi, ma spaccati di come ecosistemi ridotti si rapportano all’imponderabile prosperare dei mangiatori di uomini (penso a ‘L’Orda’, ‘Diary of the dead’, ‘Survival of the dead’, etc).

George A. Romero – Il Re dei Morti Viventi

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Questa recensione/analisi è stata pubblicata integralmente sul numero 30 del Living Force, fanzine del Fan Club Yavin 4.

Quando si parla di zombi, cinematografici o meno, è impossibile non prendere come punto di riferimento Geroge A. Romero che ha trasmutato lo zombi da haitiano a quello occidentale delle ‘zombie walk’ (anche noi in Italia abbiamo avuto la nostra prima marcia dei morti viventi a Reggio Emilia, il 26 febbraio 2011) e protagonista di una vasta filmografia di mangiatori di uomini.