Filosofia, Scienza, Fantascienza e Assoluzione

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Questa riflessione nasce a seguito dei confronti che sono sbocciati sul web dopo l’uscita nelle sale del bel film Arrival. In realtà i vari dibattiti mi sono serviti a mettere a fuoco alcuni elementi che avevo raccolto ma per i quali mi mancava un tessuto connettivo capace di tenerli insieme.
Prima considerazione: nel mondo contemporaneo manca quasi del tutto la filosofia. Per mille motivi, alcuni contingenti, altri storici, altri dettati da errori di comportamento, il pensiero filosofico è stato via via accantonato fin quasi a sparire. Al netto di quanto viene insegnato a scuola, l’eccesso di informazioni alle quali siamo sottoposti quotidianamente rende difficile fermarsi a riflettere e rende ancora più difficile approcciare a qualunque forma di speculazione fine a se stessa. L’assimilare sta prendendo il posto del riflettere. Questo ha alcuni effetti collaterali secondo me, il primo dei quali è l’incapacità di uscire dai propri schemi di pensiero per adottarne altri. L’incapacità, quindi, di assumere un punto di vista diverso dal proprio indebolendo così ogni potenzialità di empatia e comprensione verso gli altri.
Seconda considerazione: l’eredità della filosofia può e deve essere raccolta dalla fantascienza. Se c’è uno strumento in grado di speculare sul presente, sul futuro, sul tempo e sullo spazio aprendo nuovi canali di riflessione è la fantascienza. Ne è recente testimone Arrival la cui origine cartacea, il racconto Storia della Tua Vita, affonda le radici alla fine degli anni ’90. Il racconto (o il film) ci spinge a riflettere sulla concezione stessa di tempo e sulla casualità, oltre che sulla predestinazione. Apre la nostra mente, così come fanno altre storie fantascientifiche molto innestate nel presente.
Terza e ultima considerazione: negli ultimi anni stiamo assistendo a una curiosa convergenza tra speculazione fantascientifica e analisi scientifica. E’ di questi giorni la notizia secondo la quale l’intero universo potrebbe essere un gigantesco ologramma. E’ di qualche mese fa la notizia secondo la quale un gruppo di eminenti scienziati sta valutando seriamente la possibilità che il nostro universo sia in realtà una evolutissima simulazione virtuale. Uniamo queste due cose al concetto di tempo espresso in Arrival (semplifico: tutto è già successo, il tempo non ha senso nella sua concezione lineare), all’ineluttabilità degli eventi dell’ottimo Predestination, alla necessità del ripetersi delle cose che suggeriva Matrix.

E qui lancio la provocazione. E’ come se l’uomo con i più potenti strumenti speculativi di cui dispone (fanta-filosofia, fantascienza e teorizzazione scientifica) stesse cercando inconsciamente di assolversi dagli errori che sempre più commette e ha commesso. La predestinazione, la possibilità che tutto sia già stato scritto, l’appartenenza a una realtà simulata della quale non controlla nulla fino ad arrivare all’ologramma vero e proprio.
Menti molto diverse tra loro ma unite da una forte capacità di astrazione ci stanno forse suggerendo che la strada dell’uomo è già segnata da forze che non comprende? Un ritorno a un moderna versione delle antiche divinità che facevano piovere, nevicare, scoppiare incendi, crescere i raccolti o guastare messi?
Scienziati e scrittori si esaltano vicendevolmente, gli uni fornendo teorie, gli altri rendendole fruibili attraverso un moderno pensiero filosofico. Il libero arbitrio rimane al centro di tutto ma è un libero arbitrio offuscato da fattori esterni, da entità sconosciute o da teorie scientifiche che, in ultima analisi, tendono ad assolverci da troppe responsabilità perché tutto, anche se lo viviamo giorno per giorno, è già scritto.
Una nuova era alle porte? Una tendenza casuale? Speculazioni di poco conto?

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Le serie TV sono il nuovo male?

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Saluto questo 2017 senza bilanci particolari (mi limiterò a dire che quest’anno ho scritto davvero tanto ma pubblicato poco) ma con una riflessione che lascio maturare da un po’ di tempo.
Prima premessa: seguo le serie TV, non tante a dire il vero, e sono ben consapevole delle loro qualità perciò non sputo nel piatto in cui mangio. Attorno all’universo fatto di stagioni orbitano sempre più idee, sempre più grandi attori che provengono direttamente dal cinema e in alcuni casi sempre più voglia di sperimentare (penso alle prime stagioni di American Horror Story).

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[Racconto di Natale] – Memosintesi

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Si chiude un anno piuttosto complesso sotto molti aspetti e per esorcizzarlo (e in qualche modo festeggiarlo) inauguro una nuova tradizione che spero di poter trasformare in appuntamento fisso: il Racconto di Natale. Va bene, lo ammetto, Memosintesi non è un racconto natalizio e non è nemmeno un racconto del tutto originale ma da quale parte bisogna pur partire. Scritto in occasione della bella iniziativa del Cittadino di Lodi che questa estate ha pubblicato sulle sue pagine me e altri colleghi fantascientisti, questo racconto è un piccolo frammento di qualcosa che un giorno potrebbe diventare ben più corposo.

Sperando che questo minuscolo regalo piaccia, auguro di cuore ai miei lettori, ai miei amici, a chi incappa tra queste pagine guidato dalla passione per il cinema, per la lettura o depistato dai misteriosi algoritmi di Google, un Buon Natale e, se non dovessimo rileggerci prima, un Felice Anno Nuovo.

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