Racconti

I Necronauti in edicola!

Tempo di lettura: 2 minuti

E ci siamo. A quasi un anno dalla pubblicazione del primo racconto in ebook, dopo una prima stagione composta da 10 episodi e una seconda stagione composta da 5, la space opera de I Necronauti frantuma i confini del digitale e affronta la sua prima sfida cartacea.
Grazie a Edizioni BMS e al visionario (e coraggioso) Maurizio De Paola gli episodi che compongono la prima stagione sono stati raccolti in un unico volume cartaceo appartenente alla collana Ambrosia, distribuito in tutte le edicole e acquistabile anche sullo store dell’editore. La storia al suo interno, sviluppata in 10 episodi indipendenti ma collegati tra loro, è autoconclusiva
Cosa sono I Necronauti?

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[Racconti] – La Confraternita dei Rabdomanti

Tempo di lettura: 3 minuti

Ed eccomi a diffondere e promuovere questo bellissimo progetto al quale ho avuto la fortuna e il piacere di partecipare con il mio racconto ‘La confraternita dei Rabdomanti’.
Di cosa si tratta? Di una raccolta partorita dalle menti di tre volti molto noti alla fantascienza italiana, Francesco Grasso, Massimo Mongai e Marco Minicangeli, e che ha visto la luce (cartacea e digitale) grazie dall’attivissimo Luigi Petruzzelli (Edizioni Della Vigna). L’idea alla base di questa antologia è riportata sulla pagina dell’editore ma la ripeto di seguito per aiutarvi a inquadrare meglio il progetto:

“Nutrire il futuro” è il tema di Expo 2015. In questo libro, pubblicato nell’ambito dei tavoli tematici Expo, troverete diciotto racconti sul cibo del futuro, e sul futuro del cibo.
In una Terra con sempre più abitanti e risorse sempre più saccheggiate, avere abbastanza da mangiare potrebbe diventare un problema nei prossimi decenni. I curatori hanno quindi chiesto agli autori, e naturalmente alle autrici, di immaginare cosa potrà accadere.
Ne sono uscite diciotto portate varie, un menu completo: chi ha un approccio più ottimista, chi più pessimista, chi cita il caffé e chi il peperoncino, chi parla di tonkatsu e spaghetti e chi di acqua. Manca il vino, in compenso è presente una strana bevanda dal gusto nuovo e forte. Poi, nuove diete e nuovi cibi…

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[Racconto di Halloween] – Non ancora

Tempo di lettura: 1

Con questo piccolo regalo spero di solleticare il vostro lato più oscuro!
Eccovi l’incipit di ‘Non ancora‘, breve racconto dell’occulto con il quale voglio festeggiare insieme a voi la notte delle streghe. Di seguito trovate i due link per scaricarlo in formato epub e in pdf. E ringrazio Sara Adami per la copertina.

Buon Halloween!

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[Racconto] “Adatto”, sopravvivere a ogni costo

Tempo di lettura: 2 minuti

50 racconti per 50 autori: distopie, ucronie, racconti ambientati nello spazio o in realtà alternative. Una vasta galassia narrativa dalla quale lasciarsi travolgere e coinvolgere. Una prefazione a cinque stelle del grande curatore di Urania: Giuseppe Lippi.
Questi gli ingredienti di “50 sfumature di SF“, antologia pubblicata in eBook da ‘La Mela Avvelenata

Uno sbuffo di vapore, umido e maleodorante, saturò l’aria della grande caverna. Seguì una vibrazione sorda, che rimbalzò sulle volte di pietra grezza.
Il Grembo si stava svegliando e la luce verdastra del suo cuore pulsante gettava ombre sui molteplici archi della grotta. Un grido metallico si fece strada attraverso tonnellate di pietra, seguito da un forte rumore di ingranaggi e dal ronzio delle immense batterie nucleari. Raggiunse l’esterno e si diffuse nella valle: la sofferenza straziata di una madre che sta per partorire.

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Racconto – Punti di vista

Tempo di lettura: 4 minuti

Questo racconto è stato pubblicato su una piccola antologia. Esperimento di narrazione breve, brevissima.

Punti di vista

Qualcosa doveva essere andato storto.
Non per l’attacco in se, era stato tutto meno che una sorpresa visto che conoscevano i piani del nemico già da molto tempo.
“Siamo pronti a riceverli, sire” erano state le ultime  parole di un Cavaliere incaricato a guardia personale del Re. Le ultime prima che morisse in uno dei modi più stupidi che fosse dato immaginare.
‘Forse è stato un errore’ pensò l’anziano sovrano mentre intorno a lui infuriava ancora quella catastrofica battaglia ‘Ho lasciato che entrassero tutti a palazzo, convinto di poterli schiacciare. Invece la mia astuzia mi si è rivoltata contro’.
Poco meno di un’ora prima la vittoria gli era parsa a portata di mano: nulla a che fare con la disfatta che lo stava travolgendo.
Una fortissimo clangore metallico strappò il Re dai suoi cupi rimorsi. Il mastodontico guerriero che era rimasto tutto quel tempo alla sua destra, apparentemente addormentato, scattò in avanti finendo per intercettare il crociato nemico. Uno spietato duello venne ingaggiato a poco più di un metro dal Re, che sorrise cupamente.
Ma il ghigno da lupo che si era dipinto sul suo volto si tramutò in una maschera di dolore quando, per la terza volta in pochi minuti, lo sguardo del sovrano si posò sul corpo senza vita della Regina. La morte della giovane aveva segnato l’inizio della fine, e soprattutto, con lei era morta la possibilità di vincere quella battaglia in maniera rapida.
Ricordava perfettamente cosa era accaduto. Lei, utilizzando le potenti arti magiche di cui solo le donne erano dotate in quel regno, si era camuffata e durante l’ingannevole ricevimento, con disinvoltura, aveva quasi affiancato il sovrano nemico. Sarebbe bastato un guizzo dello stiletto che tanto abilmente sapeva manovrare, un solo graffio e il veleno avrebbe fatto il resto.
Ma era stata ingannata, tutti loro erano stati ingannati. Poiché con altrettanto potenti sortilegi un mero paggio di corte aveva assunto le sembianze del Re, ed era caduto sotto la pugnalata  della fattucchiera.
La trappola era scattata e la giovane donna uccisa dai Cavalieri nemici. E da quel momento in poi, la catastrofe era divenuta di minuto in minuto sempre più inevitabile.
La lotta tra il suo fedele guerriero e il crociato ammantato di bianco stava ancora infuriando, anche se chiazze rossastre sul bianco mantello dimostravano che le sorti dello scontro erano già segnate. Una parata, una finta ed un affondo. In poco più di un fruscio il crociato cadde al suolo privo di vita.
‘Una mera consolazione’ pensò, e come a conferma delle sue parole quattro soldati nemici si avvicinarono al guerriero che ancora si frapponeva fra lui e il suo destino.
Dopo la morte della Regina era infuriata la più selvaggia e al tempo stesso calcolata delle battaglie. Il pavimento di marmo aveva iniziato a tingersi di cremisi mentre i combattenti incontravano uno dopo l’altro il loro destino.
Si erano battuti bene, certo. Anche ora il Re vedeva il Cavaliere falciare un soldato dopo l’altro, per correre in suo soccorso. Il nemico era stato abile nel separarli, approfittando delle arti magiche di cui anche lui disponeva (aveva condotto lì anche la sua Regina ! Dovevano immaginarlo, avrebbero dovuto prevedere una mossa simile….eppure…), e si stava preparando a giocare il tutto per tutto, nel tentativo di ucciderlo.
Il guerriero cadde sotto le lame dei soldati nemici, che ora si rivolsero a lui come fameliche iene in  caccia di un debole e morente leone.
Anche ora poteva vedere il ghigno del Re nemico farsi largo sotto l’armatura, tra le spire della dorata corona che indossava.
Perché erano arrivati a quel punto?  Per quale motivo si erano trovati partecipi di quella lucida e organizzata carneficina il cui reale scopo forse sfuggiva persino a loro? ‘Era il nostro destino’ si rispose mentre un altro crociato, nel bianco del suo mantello, si fece largo tra i soldati per reclamare la vita del Re.
Si guardò di nuovo intorno. Il Cavaliere, uno dei pochi alleati che gli erano rimasti, era troppo lontano. Non sarebbe mai arrivato in tempo. Davanti a lui veniva il crociato, feroce e con una sola parola scritta tra le pieghe lucenti del bianco mantello: morte.
Il Re comprese la trappola. Capì che anche il potere della Regina nemica era all’opera, ma un moto di fierezza si fece largo nella sua anima.
Si sollevò in tutta la sua statura, solitamente mascherata dal peso del governo e dalla vecchiaia e come un’inesorabile fiera sfoderò l’antica lama.
Sarebbe caduto combattendo, non in cerca di un’inutile fuga lontano da quella sala.
Il crociato titubò qualche istante colpito da quell’esile figura che ora lo fronteggiava senza timore, per poi ricadere vittima della sua furia.
Il Re raccolse le forze e si scagliò all’attacco. Nei suoi colpi esplose un’antica ira alimentata dal possente orgoglio della sua stirpe, mai realmente dimenticato. Il crociato si oppose, inizialmente con forza, ma fu travolto dai colpi del sovrano, inarrestabili.
E allora la trappola, se ormai di trappola si trattava, scattò.
I soldati nemici sfoderarono le armi, gettandosi sul Re.
Lontano, troppo lontano, il Cavaliere gridò di disperazione.
Nella stanza il ritmato ticchettio si interruppe, lasciando solo l’estinguersi di un eco.

I due uomini si fissarono per interminabili secondi e poi il più giovane dei due si alzò. Mosse la mano in un gesto quasi sacerdotale, rovesciando un piccolo oggetto di legno sistemato sul tavolo:
“Scacco Matto”.

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Racconto – Alta Finanza

Tempo di lettura: 3 minuti

Avevo scritto questo brevissimo racconto per partecipare alle microfinzioni di minimaetmoralia.Il bando indicava come argomento i dettami di Alexander Langer e la sua concezione di una società meno indirizzata al profitto.
Buona lettura.

Alta finanza

Non sono mai stato un mago degli investimenti. A dirla tutta non ho nemmeno mai capito le regole di mercato e le oscure alchimie che regolano la New Economy.
Dal mio punto di vista, tra un consulente finanziario e un aruspice, capace di leggere il futuro nel volo degli uccelli, non c’è una grande differenza. Eppure al giorno d’oggi se c’è una cosa che il mondo non ti perdona è proprio la volontà di restare in panchina quando in campo si sta giocando la partita della finanza, alta o bassa che sia.
Insomma, per farla breve, non puoi essere un perdente, nemmeno per scelta. Quando incroci i guantoni con le oscillazioni di borsa, e non puoi scegliere di non farlo, c’è un solo motto: vincere.
E’ con questo spirito che ho deciso di intraprendere la mia personale arrampicata sociale verso un ruolo di maggiore rilievo nella Nuova Economia. La scelta del terreno di gioco è stata facile ed è quasi venuta da sé: l’edilizia.
Se bisogna vendere l’anima al diavolo, mi sono detto, lo voglio fare cercando di garantirmi almeno una porta di servizio per il paradiso. Perciò via libera per l’edilizia, ma diamine niente abusivismo, niente mostri ecologici e un occhio di riguardo a uno sviluppo più a misura d’uomo.
Come dicevo, le speculazioni non sono per niente il mio forte ma, se c’è una cosa che mi è sempre riuscita facile, è rallentare quando tutti gli altri accelerano e portarli alla mia velocità. Perciò è così che è iniziata la mia nuova carriera. Il primo finanziamento è stato facile da ottenere, persino più del previsto.
Sin da subito ho alternato investimenti molto oculati, non potevo permettermi salti nel buio vista la mia incapacità nel settore, con idee innovative. A spiazzare i miei avversarsi è stato l’approccio ‘slow food’ degli interventi di cui mi facevo promotore. L’idea del profitto in secondo piano, dell’assenza di competizione selvaggia, di un approccio più socialmente compatibile spiazzava tutti e al tempo stesso vedeva le zone in cui investivo crescere con lentezza, ma in modo costante.
E in più i miei clienti si sentivano a loro agio: avere a che fare con qualcuno che non ti sta con il fiato sul collo e non dà l’impressione di guardarti solo dentro il portafogli li confortava.
Dormivano nei miei albergo pagando un prezzo onesto, mangiando buon cibo e godendo di piccole perle tecnologiche incastrate in un verde da fare invidia alle più sperdute isole canadesi.
Mi sembrava di aver trovato la gallina delle uova d’oro. Certo, a volte percepivo il fiato della competizione alle costole: i miei avversari, nello spietata danza della concorrenza, cercavano di provocarmi, di farmi diventare come loro. Nel più distorto spirito olimpico, vincere a ogni costo.
Mentre io, e per questo ero considerato un alieno: mi accontentavo di un onesto piazzamento. Il podio non ha mai fatto per me.
Poi sono arrivate le difficoltà.
Un po’ di sfortuna, investimenti sbagliati, periodi di magra senza nessun cliente. Lo spettro dell’ipoteca futura ha visitato anche me, come nella più illustre tradizione delle novelle natalizie, e sono stato costretto a cedere un po’ il passo. Non sapevo di preciso dove mi avrebbe portato la cattiva sorte ma di sicuro, contro tutti e tutto, mi sono tenuta stretta quella piccola chiave dorata per il regno dei cieli.
Non vincere, ma giocare. Ecco il mio motto. Giocare tenendo ben presente chi siamo e dove vogliamo andare. E soprattutto senza dimenticare che gli squali, voraci e senza scrupoli, non sono per forza gli unici pesci che possono nuotare nel mare della finanza, degli investimenti, della crescita economica.
E adesso eccomi qua. Davanti a me c’è sempre la solita vecchia strada, piena di imprevisti, pieni di punti interrogativi. Una strada che ho fatto tante volte ma che non finisce mai di stupirmi perché ogni volta, a ogni passo, è come giocare con il fato. Non so dirvi qual’è la morale, se ho fatto le scelte giuste, se la prossima volta, avendone la possibilità, farò le stesse cose.
Di sicuro adesso sono qui, ed è il mio turno. Perciò appoggio la penna, alzo gli occhi, e incrocio lo sguardo dei miei avversarsi.
“Avanti, mi serve un bel quattro per non finire in prigione. Adoro il Monopoli”.

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