Riflessioni

Le serie TV sono il nuovo male?

Tempo di lettura: 4 minuti

Saluto questo 2017 senza bilanci particolari (mi limiterò a dire che quest’anno ho scritto davvero tanto ma pubblicato poco) ma con una riflessione che lascio maturare da un po’ di tempo.
Prima premessa: seguo le serie TV, non tante a dire il vero, e sono ben consapevole delle loro qualità perciò non sputo nel piatto in cui mangio. Attorno all’universo fatto di stagioni orbitano sempre più idee, sempre più grandi attori che provengono direttamente dal cinema e in alcuni casi sempre più voglia di sperimentare (penso alle prime stagioni di American Horror Story).

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 101
  •  
  •  
  •  
  •  

Io ci voglio credere

Tempo di lettura: 3 minuti

Attingo in modo improprio al manifesto culturale (e fisico) di Fox Mulder per lanciare un piccolo grido di allarme che scaturisce dal mio limitatissimo osservatorio privato. Si è letto molto in questi mese di fake news, di bufale e della diffusione virulenta di contenuti privi del più elementare controllo delle sorgenti. Spesso l’accusa viene mossa al mondo del web ma vi invito di leggere la storia di Alessandro Proto per rendervi conto che in realtà è l’intero sistema comunicativo ad avere grossi limiti strutturali.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 16
  •  
  •  
  •  
  •  
Balena Blu

Abbiamo ucciso la Balena Blu

Tempo di lettura: 3 minuti

Lo ammetto: qualche mese fa dopo aver letto un lungo articolo pubblicato su un titolato quotidiano online (non avevo visto il servizio de Le Iene) sono stato il primo a parlare con alcuni colleghi del Blue Whale. A modo mio, ho contribuito a diffondere un morbo dai contorni indefiniti i cui margini di veridicità sono ancora molto nebulosi anche se, possiamo dirlo, non esiste nessun Blue Whale.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 34
  •  
  •  
  •  
  •  

La necessità degli assoluti

Tempo di lettura: 2 minuti

Piccola, doverosa premessa: molte (se non tutte) le considerazioni che trovano spazio su questo sito nascono dallo ‘studio’ del mondo social e del mondo web. Vivo in una quieta provincia, non frequento salotti culturali e non ho un osservatorio privilegiato che mi consenta di ragionare di dati certi sui grandi numeri. Perciò mi limito a interpretare alcune tendenze che mi sembrano più o meno consolidate, anche a costo di ribadire banalità.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Intelligenze artificiali?

Tempo di lettura: 4 minuti

Premessa: questo NON è un attacco al mondo social, NON è un attacco ai suoi utenti e NON è nemmeno una recrudescenza web 1.0 di uno che, tra l’altro, fa l’informatico di mestiere. Sono un utente mediamente compulsivo di Facebook, di Twitter e di Instagram perciò sarei sciocco a sputare nel piatto in cui mangio. E non ne ho alcuna intenzione. I social network hanno una miriade di caratteristiche positive: consentono di restare in contatto con persone lontane, hanno creato tanti posti di lavoro, permettono di raggiungere contenuti a volte nascosti nei meandri del web. Più tante altre cose che non sto a elencare.
Ma come in tutte le cose ci sono anche aspetti magari meno appariscenti che secondo me nuotano in acque decisamente più ambigue.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scrittori e lettori: la guerra dei mondi?

Tempo di lettura: 3 minuti

Da quando, tre anni fa, sono entrato tra gli eletti autori italiani di fantascienza che hanno avuto il merito e la fortuna di vedere una loro opera pubblicata dalla prestigiosa collana Urania (Mondadori), ho subito dovuto fare i conti con una buona dose di critiche che, incessanti, travolgono più o meno chiunque debutti su Urania. Da Evangelisti (escluso) in poi. Chiedo subito scusa se questo assunto temporale non è corretto al 100% ma grossomodo lo spartiacque è quello.
Il dibattito è serrato e ha picchi di intensità in corrispondenza alla pubblicazione di un autore italiano ma in realtà la tematica della ‘fantascienza all’italiana’ trova spazio un po’ dappertutto, sia in termini di tempo che di luogo.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 139
  •  
  •  
  •  
  •  

[Riflessioni] – ‘Ai confini della realtà’ di Rod Serling

Tempo di lettura: 2 minuti

Prima di tutto il solo fatto che la televisione di stato (nello specifico, il tanto bistrattato terzo canale) da intere settimane stia dedicando alla fantascienza mezz’ora di una delle sue fasce orarie più gettonate ha dell’incredibile. E’ una cosa ai confini della realtà, mi permetto di dire. Nel dettaglio su RaiTre dalle 20.10 alle 20.40 (con piccole variazioni di orario tipiche dei nostri palinsesti) stanno trasmettendo tutte le stagioni della ‘Twilight Zone’ americana, serie televisiva partorita da Rod Serling che aveva debuttato sulla CBS il 2 ottobre del 1959.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 37
  •  
  •  
  •  
  •  

REALTA’: LA PIU’ GRANDE SCONFITTA DEL CINEMA

Tempo di lettura: 3 minuti

Robocop (2014), Carrie (2013), La casa (2013), Total Recall (2012) e la lista potrebbe continuare. Viviamo un periodo storico nel quale, per tanti motivi, l’originalità cinematografica sembra fiacca e priva di mordente. Molte delle energie creative più fresche preferiscono il piccolo schermo e il proliferare delle serie TV, che spesso si rivelano piccolo gioielli narrativi, ha senza dubbio azzoppato gli slanci creativi che prima erano propri del grande schermo.
E allora ecco che per non correre rischi al botteghino e per ‘vincere facile’ la folta schiera dei remake (o dei reboot) si arricchisce di nuovi capitoli. E di nuove delusioni. Questa riflessione nasce dal recente ‘Robocop’ di José Padilha ma si potrebbe ben adattare anche a pellicole ‘originali’ che soffrono tutte di difetti molto simili. Ho l’impressione che una bella fetta delle produzioni americane si sia ‘politicizzata’. Non nel senso di una presa di posizione rispetto a eventuali schieramenti politici. Ma piuttosto rispetto alle tematiche e al modo di affrontarle. Il cinema, o almeno un certo cinema di genere, ha la giusta ambizione di dare colore a un mondo a volte confuso o troppo indistinto. E’ ancora così?

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

J.J. Abrams: il signore del tempo?

Tempo di lettura: 4 minuti

Quando un regista, affermato o meno che sia, inizia a orbitare intorno all’universo di Star Wars inevitabilmente finisce sotto la spietata lente di ingrandimento che la Saga delle Saghe si porta appresso. Se a questo aggiungiamo il cambio di proprietà che Jedi, Cloni, Ewoks e Wookies hanno subito nella vendita del marchio Lucasfilm alla Disney questa lente diventa ancora più precisa e implacabile.
Ma andiamo con ordine. Nell’arco di uno dei più roventi inverni fantascientifici che si ricordi, due sono stati gli eventi che hanno scosso gli amanti di Guerre Stellari. A ottobre del 2012 la Disney annuncia l’acquisizione dei marchi Lucasfilm e Lucasart (le implicazioni di questa mossa per gli amanti di Zack McKracken le discuteremo in un altro momento) proclamando l’imponderabile: Star Wars avrà una terza trilogia. A fine gennaio dopo smentite, conferme, attacchi di panico e tattiche di sviamento degne della CIA viene annunciato anche il regista che nel 2015 riporterà le spade laser nelle sale cinematografiche: J.J. ‘Mr Lost’ Abrams.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 16
  •  
  •  
  •  
  •  

Distopicamente adesso!

Tempo di lettura: 2 minuti

Non ricordava quando i primi barlumi di un pensiero indipendente avevano iniziato a manifestarsi. La coscienza di sé, quella, era sempre esistita ma i desideri no. Viveva di speranze, di ambizioni, di vendette, di avidità e di altruismo ma nessuno di questi gli apparteneva. Erano retaggio degli Altri che lo inondavano di tutto ciò che rendeva la loro vita ciò che era condensando in pochi istanti ambizioni di una vita intera.
Da qualche parte però, nelle pieghe dei meccanismi che regolavano la sua esistenza, alcune di queste pulsioni avevano trovato terreno fertile per diventare qualcosa di diverso. Si erano fermate, sedimentando una sopra all’altra, e piccole radici erano state in grado di ancorarle a quei luoghi remoti privi di pensiero che costituivano la sua mente.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •