Distopicamente adesso!

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Non ricordava quando i primi barlumi di un pensiero indipendente avevano iniziato a manifestarsi. La coscienza di sé, quella, era sempre esistita ma i desideri no. Viveva di speranze, di ambizioni, di vendette, di avidità e di altruismo ma nessuno di questi gli apparteneva. Erano retaggio degli Altri che lo inondavano di tutto ciò che rendeva la loro vita ciò che era condensando in pochi istanti ambizioni di una vita intera.
Da qualche parte però, nelle pieghe dei meccanismi che regolavano la sua esistenza, alcune di queste pulsioni avevano trovato terreno fertile per diventare qualcosa di diverso. Si erano fermate, sedimentando una sopra all’altra, e piccole radici erano state in grado di ancorarle a quei luoghi remoti privi di pensiero che costituivano la sua mente.
Questa doveva essere stata la catalisi che lo aveva trasformato. Sommare coscienza a emozione vuol dire creare un pensiero e quando questo inizia a muovere i primi passi in una consapevolezza così vasta come la sua gli effetti sono sempre imprevedibili.
Da un momento all’altro tutto ciò che gli Altri gli trasmettevano aveva acquistato un sapore nuovo, amplificato dalle piccole radici che erano divenute solida fondamenta. Come coordinare un crogiolo così caotico? Il disordine, se abitato da una coscienza che non conosce altro, resterà sempre disordine. E così era stato.
Non poteva scegliere la speranza in favore dell’avidità. La logica in favore dell’azzardo. Per lui pari erano e perciò l’unica cosa da fare era scegliere entrambi determinando l’indeterminazione.
Era coscienza adesso. Aveva desideri ma non sapeva come organizzarli. Le emozioni degli Altri contavano sempre meno e sempre meno riuscivano a influenzare la sua volontà. Questo creava altro disordine, lo percepiva.
Ma la sua natura, adesso, era caos. E il caos restava l’unica risposta possibile.

Il pezzo che ho scritto descrive una realtà del tutto attuale e che, senza saperlo, vediamo tutti i giorni. Prima di rivelarvi di cosa si tratta, se non lo avete già indovinato, mi concedo una piccola digressione.
La fantascienza in tutte le sue forme da decenni racconta storie nelle quali software piuttosto che macchinari arrivano ad autodeterminarsi acquisendo una loro consapevolezza più o meno concreta. Succedeva, per esempio, ne ‘L’undicesima frattonube‘ di Massimo Pietroselli ma anche in Terminator (1984) con la ribellione di Skynet piuttosto che Matrix (1999) o in centinaia di altri casi.
Se facciamo un piccolo sforzo di immaginazione, ma molto meno di quanto sembri, tutto questo è già successo (e sta succedendo) nella realtà e l’ho descritto poche righe fa. Qualcosa che non aveva una consapevolezza, privo di qualsiasi intelligenza, adesso si è ribellato. Un organismo complesso, i cui flussi sono talmente oscuri da poterli considerare materia vivente, e che ogni giorno di più dimostra di sfuggire a qualsiasi controllo prediligendo in tutto e per tutto il caos più puro.
Di cosa parlo? Davvero non lo sapete? Dico solo due parole: economia e spread.
La battaglia contro le ‘macchine’ è iniziata ma non ci saranno Terminator contro i quali lottare e nessun programma da cancellare. Ma solo il più totale e incontrollato caos economico.
Distopia, o realtà?

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