Recensioni Libri – ‘L’Undicesima frattonube’ di Massimo Pietroselli

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La prima cosa che salta all’occhio leggendo questo romanzo, e che viene confermata dalla biografia dell’autore, è che Pietroselli scrive di cose che conosce molto bene.
Ci si sente rassicurati addentrandosi nella narrazione da qualcuno che parla con autorità di tematiche complesse (intelligenze artificiali, informatica, sistemi), perchè questa consapevolezza si trasmette al lettore. E questo è il modo migliore per creare un’ambientazione credibile e solida.
Per contro però il grado di dettaglio così curato e puntualmente accompagnato da spiegazioni scientifiche richiede un certo sforzo da parte del lettore per non limitarsi a leggere, senza capire realmente, senza assorbire fino in fondo il grande sforzo creativo dell’autore.
E quindi la scientificità del romanzo può diventare un’arma a doppio taglio soprattutto nei confronti di lettori non smaliziati che possono restare un po’ disorientati.

La storia scorre bene ma a tratti è vittima di un’ambizione che poi viene un po’ disattesa, questo soprattutto nella conclusione. L’ambientazione, come dicevo, è solida e viene gestita con disinvoltura. Questo la rende famigliare e mette a suo agio il lettore che non perde troppo tempo a chiedersi il perché delle cose: ci sono, e convincono. Molto rapidamente, si entra nell’ottica del mondo che Pietroselli ci presenta.
I personaggi però non sono altrettanto convincenti. Un po’ stereotipati e non così approfonditi: questo loro difetto si trasmette soprattutto nei dialoghi.
Comunque, nel complesso, è un romanzo di fantascienza italiano che li amanti del genere dovrebbero proprio leggere.
Tra le altre cose, vincitore del premio Fantascienza.com del 2003.

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