[Preview Cinema] ‘Lo Hobbit: la desolazione di Smaug’ il trailer

Tempo di lettura: 2 minuti

Nonostante manchino quasi sei mesi al debutto nelle sale de ‘Lo Hobbit: La Desolazione di Smaug’ (12 dicembre 2013) la febbre inizia a salire anche (e soprattutto) grazie al trailer uscito qualche giorno fa (lo trovate in coda a questo breve pezzo).
Dopo un primo capitolo non perfetto ma quasi, riuscirà Peter Jackson a replicare il successo?
Per la prima volta, vedendo il trailer e avendo riflettuto sui (pochi) difetti del predecessore, ho il timore che il grande Peter possa cadere vittima dei tecnicismi (la diabolica tentazione della CGI sopra ogni altra cosa) e lasciarsi prendere toppo la mano da una trama di base comunque più leggera rispetto a ‘Il Signore degli Anelli’.
Il campanello di allarme è suonato vedendo la scena dei barili: senza fare spoiler eccessivi (ma un minimo sì) è grazie a questo stratagemma se i nani riusciranno a lasciare il reame di Thranduil. Nel romanzo si trattava di una trovata piuttosto leggera e divertente: barili chiusi e perigliosa navigazione tra i flutti, cascate annesse. Qui pare che le cose si complichino: sequenze eccessive con buona pace del delicato realismo che, pur essendo nella Terra di Mezzo, Jackson aveva sempre adottato. Rischia, con trovate di questo tipo, di risultare troppo sbilanciato anche perchè se ci saranno momenti ironici e chiassosi, come anche nel libro trovavano spazio, nel trailer intravediamo Gandalf e Radagast a Dul Guldur, probabilmente alle prese con il Negromante. Una parte della storia che Tolkien aveva omesso di raccontare in dettaglio ma che giustamente Jackson, nel meraviglioso tentativo di creare un vero e proprio universo tolkeniano che vada oltre i paletti imposti dalla versione cartacea de ‘Lo Hobbit’, vuole portare in scena.
E’ possibile conciliare momenti narrativi così differenti (e dallo spessore tanto variegato) senza rischiare uno stacco troppo netto all’occhio dello spettatore? Se da un lato passare da due a tre film, come era nelle intenzioni iniziali, ha permesso di arricchire e aggiungere trame originali (Azog e il suo contributo alla trasformazione eroica di Bilbo, per esempio), dall’altro rischia di consentire a Jackson troppo tempo. Sequenze che prima non avrebbero trovato spazio, adesso rischiano di prenderselo in modo eccessivo.
Tre film per ‘Il Signore degli Anelli’ sembravano pochi e le versioni estese, infatti, trasformavano pellicole quasi perfetti in film impeccabili. Qui il rischio è all’esatto opposto: nessun limite di tempo rischia di lasciare troppo spazio a cose che forse sarebbe meglio non lo avessero.
Detto questo, la mia fiducia in Jackson è tale e tanta che sono pronto a rimangiarmi fino all’ultima battuta. Certo, tra l’altro, che comunque ‘La Desolazione di Smaug’ amplierà la visione tolkeniana del grande Peter in modo unico e magistrale.
Con o senza barili.

Il trailer:

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