SCI-FI [UPDATE]: ‘INTERSTELLAR’ DI CHRISTOPHER NOLAN

Tempo di lettura: 3 minuti

Dobbiamo pensare non come individui ma come specie. – Interstellar

Adoro Christopher Nolan e questo è un dato di fatto. Ho sempre pensato che sarebbe stato lui a raccogliere il testimone di Steven Spielberg e questo, dal mio punto di vista, è successo. Ma se siete scettici a riguardo e avete bisogno di qualche conferma in più, ‘Interstellar’ (in uscita il 7 Novembre 2014) è il film che ufficializza questo passaggio di consegne. Progetto cinematografico la cui pre-produzione è iniziata nel 2006 aveva sponsor di tutto rispetto: la regia doveva essere di Steven Spielberg, il soggetto di quel vulcanico demonio di Jonathan Nolan e le idee alla base della storia suggerite dallo scienziato americano Kip Stephen Thorne. Metaforicamente, ‘Interstellar’ diventa proprio il fatidico testimone perché nel 2013 la Warner e la Paramount danno il progetto in mano a Christopher Nolan.
Cosa sappiamo del primo, vero, film di fantascienza pura diretto dal geniale regista Inglese? Due cose.
La prima arriva dal trailer: il mondo del futuro è costretto in una pulita quanto micidiale distopia che trae le sue origini dal tragico passato americano. Il progresso scientifico non subirà drammatici rallentamenti facendoci precipitare all’età della pietra, così come l’uomo non sarà costretto a vivere in un deserto radioattivo alla Mad Max. Semplicemente, e terribilmente, la minaccia più grande sarà il clima e i suoi effetti sulle coltivazioni che sfamano tutta la razza umana. Carestia, quindi. Un tremendo spettro che già negli anni ’30 aveva manifestato il suo potenziale distruttivo attraverso letali tempeste di sabbia e che in ‘Interstellar’ vengono riprese, nelle forma e nella sostanza, come la catarsi che porterà il protagonista a lasciare il pianeta Terra.
La seconda cosa che sappiamo deriva direttamente dalle teorie di Kip Thorne che fanno da solida base al soggetto scritto dai fratelli Nolan. Lo scienziato nato a Logan (Utah) nel 1940 è un sostenitore della possibilità di viaggiare nel tempo (e nello spazio) attraverso i buchi neri ed è stato precettato come produttore esecutivo di Interstellar anche per dare robuste fondamenta scientifiche al film. Con i Nolan coinvolti, con la loro attenzione ai dettagli, il supporto di Thorne ha un valore aggiunto inestimabile.
Perciò Cooper (interpretato da Matthew McConaughey) condurrà l’equipaggio della sua astronave, e noi, in un viaggio di speranza per l’intera razza umana. Citando Michael Caine:”Non siamo destinati a salvare il mondo. Siamo destinati ad abbandonarlo“.
Diverse sono le cose che saltano all’occhio dando uno sguardo al trailer: la prima è l’essenzialità della tecnologia. Nolan non ci vuole stupire con ologrammi o tecnologie appariscenti. Il mondo del suo futuro è talmente vicino da non permettere un lusso come questo. La missione è disperata e dobbiamo riconoscerci in essa. Un altro dettaglio è il fotogramma che mostra forse la figlia di Cooper molto cresciuta confermando che ‘Interstellar’ scivolerà tra presente e futuro. Si parla poi di set islandesi (speriamo che la sperduta isola abbia smaltito la maledizione di Prometheus) e di un uso della computer grafica molto razionale. Poco blu screen, tanta recitazione pura.
Insomma, riassumendo abbiamo: distopia legata alla carestia, viaggi nello spazio, viaggi nel tempo, buchi neri. Tutti ingredienti che Nolan non ha mai utilizzato ma che sono parte del suo bagaglio culturale. Ama ‘Star Wars’ (e chi non lo ama), ammira ‘2001: Odissea nello Spazio’ e adesso si sente pronto per dire la sua in questo tipo di cinema.
Aggiungo una considerazione del tutto personale. Christopher Nolan è nato nel 1970 e a lui, come a tutti quelli della mia generazione, è stato strappato a suon di ‘cinico realismo’ il sogno del viaggio nello spazio. Il desiderio di poter sognare le stelle, di raggiungerle, di pensare alla razza umana che colonizza il Sistema Solare ci è stato negato. Noi che nel 1969 non abbiamo vissuto lo sbarco sulla Luna siamo stati costretti nella palude della realtà virtuale anche troppo terrestre e terricola. Io credo che questo ‘Interstellar’ possa essere il grido di dolore di queste nostre generazioni, il riscatto di chi vuole le stelle pur sentendosi dire da decenni che sarà impossibile averle.
Credo che non ci possa essere profeta migliore di Christopher Nolan.

di Maico Morellini

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Comments (2):

  1. Gian Luigi

    30 Giugno 2014 at 11:20

    Ottimo. Sono sicuro che non ci deluderà.

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