Recensioni libri – ‘Drood’ di Dan Simmons

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO: ★★★★★

Dan Simmons non è uno scrittore ‘occasionale’, non è un turista della narrativa e non è un semplice mestierante. Ne sono e ne ero ben consapevole.
Eppure, lo ammetto, non ero pronto a qualcosa di così complesso, completo e accattivante come ‘Drood’. Al tempo già ero innamorato della rivisitazione storica, in chiave fantastica, della Londra di ‘Jonathan Strange e il Signor Norrell‘ ma l’affresco vittoriano del ‘Gran Forno’ dipinto da Simmons in ‘Drood’ è qualcosa di molto superiore, che lascia senza fiato. Di sicuro complice dell’autore sono le mie aspirazioni letterarie che mi fanno apprezzare da addetto ai lavori lo sforzo creativo dietro un romanzo come questo.
Sia come sia Londra vista attraverso gli occhi di Wilkie Collins e attraverso la lente del suo rapporto con l’Inimitabile Charles Dickens è qualcosa di così reale da sentirne, una pagina dopo l’altra, il respiro sulla pelle. Simmons poi in alcuni momenti dimostra di padroneggiare il macabro e l’horror come raramente ho visto fare in altri romanzi. Accelerazioni, picchi, rallentamenti, colpi di scena, e una stregua infinita di personaggi tratteggiati in modo magistrale. Così precisi e dettagliata da divenirci famigliari con le loro fobie, con i loro difetti.
Questo libro non è solo un romanzo. E’ un’analisi letteraria, un gioco di ruolo irresistibile nel quale uno scrittore moderno supportato da una mole di ricerche sconfinata e incredibile immagina come scrittori del passato hanno avuto i loro slanci creativi, i loro conflitti e le loro collaborazioni. Simmons lancia una sfida che è impossibile non accettare: leggendo di Dickens e Collins diventa naturale il desiderio di recuperare poi ogni singolo romanzo sgorgato dalla penna di questi grandi autori. Più volte mi sono sorpreso su internet alla ricerca di informazioni sui due protagonisti e sui loro lavori. E questo, a mio parere, è il grande successo di questo romanzo.
Intendiamoci, ‘Drood’ non è un libro facile. E’ complicato, scritto in modo attento e complesso, ricco di descrizioni. E’ un libro che non si presta a giudizi tiepidi o sommari: o lo si ama, o lo si odia.
Io l’ho amato. Anche il finale, che traccia alcune linee, che suggerisce la realtà di ‘Drood’ ma che non la svela mai del tutto. Più di ogni altra cosa i due protagonisti, Wilkie Collins e Charles Dickens sono così profondi, così complessi, così sfaccettati da divenire persino più veri di qualunque biografia si possa mai leggere. Da trasformarsi in intimi amici che crediamo di conoscere bene.
Simmons, credo, ha superato se stesso.
di Maico Morellini

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