WILLIAM H. HODGSON

Tempo di lettura: 6 minuti
Terrore dagli abissi – William Hope Hodgson

William H. Hodgson ancor prima di essere uno scrittore, è stato un grande avventuriero. La sua vita, interessante quanto i racconti che ha scritto, si è conclusa prematuramente durante la Grande Guerra a soli quarantatré anni lasciandogli, nel complesso, poco più di dieci anni di carriera letteraria. Per me, che amo il mare e i racconti marinareschi questa raccolta ottimamente proposta da Hypnos, si è rivelata essere l’equivalente di un forziere scovato su un’isola tropicale. Ricco di tesori. Ricco di mistero.
La struttura è quella di racconti che vanno dal breve al medio, non più di una trentina di pagine ciascuno nel complesso, che narrano di tutti i misteri nascosti in un mare ancora sconosciuto. Hodgson scrive a inizio 1900 e attinge, nella sua narrativa, da esperienze dirette sperimentate durante la sua vita da mozzo. In questo l’autore tiene a mente una delle regole sacre della scrittura: raccontare per prima cosa di ciò che si conosce.
Per questo le navi sulle quali si svolgono le trame inventate da Hodgson sono così dettagliate, precise e ricche di un profumo salmastro che le rende reali. Il mondo che viene esplorato dall’autore ha tutto il fascino dello sconosciuto, di un reame nel quale l’uomo è visitatore e che nasconde misteri insondabili e terribili.
Mostri marini descritti con poche, solide, pennellate che colpiscono più per il loro effetto sugli esseri umani che per la loro forma accennata, sterminate isole galleggianti di alghe che diventano ecosistemi nei quali l’uomo combatte una lotta senza speranza. E poi il labile confine tra realtà e magia, una zona del crepuscolo che Hodgson ha più volte toccato con mano e che per questo riesce a descrivere così bene.
In mare, lontano da tutto e da tutti, una tempesta può trasformarsi nel portale che garantisce l’accesso all’inferno o al paradiso. I racconti sono figli di un tempo più libero, di un mondo nel quale il senso del bizzarro, il weird, trovava una culla naturale nei misteri dell’oceano.
Ci sono alcuni passi di lato in questo ‘Terrore degli abissi’. Hodgson esplora anche il giallo, il mistero che sembra avere connotazioni innaturali ma che poi viene riportato all’ingegno di criminali particolarmente astuti. Questi, a mio parere, sono i tentativi meno riusciti dell’autore ma solo perché la sua grande maestria si esprime all’ennesima potenza quando può dar voce a tutti i demoni che di certo hanno popolato le sue lunghe notti da marinaio trascorso in coperta. Quando flirta con il giallo, con il normale travestito da occulto, mette in campo grande creatività e inventiva che però non sono all’altezza delle sue visioni più bizzarre.
In conclusione, se amate il weird e se amate il mare ‘Terrore dagli abissi’ vi darà esattamente tutto quello che vi serve. Non resta che aspettare la pubblicazione della prossima raccolta di Hodgson.


I pirati fantasma – William Hope Hodgson

La cosa più sorprendente dei grandi autori weird (o bizzarri) del passato è quanto il presente sia debitore nei loro confronti. Di William H. Hodgson e dei suoi racconti ho già parlato ma con ‘I Pirati Fantasma’ è arrivata la conferma della particolarità di questo autore.
Il romanzo (o racconto lungo, secondo l’editore ma per struttura e numero di battute secondo me si può guadagnare a buon titolo il nome di romanzo) si svolge a bordo della Mortzestus, una nave che durante il suo viaggio a Capo Horn è teatro di misteriosi accadimenti. Il punto di vista è quello del marinaio Jessop che si imbarca sulla Mortzestus già insospettito dalla strana nomea di ‘nave sfortunata’ che accompagna il vascello. Sospetti questi che sono destinati a diventare certezze quando, durante la notte, lo stesso Jessop vedrà strane figure eteree provenienti dall’oceano salire a bordo della nave. Morti misteriose e altrettanto inspiegabili sparizioni condizioneranno il destino della Mortzestus.
Due sono le caratteristiche principali di questo romanzo. La prima è la grande precisione con la quale Hodgson descrive la vita marinara. In questo attinge a piene mani dalla sua esperienza di mozzo usando termini precisi, descrizioni vivide, nel complesso una affresco talmente dettagliato da disorientare, almeno all’inizio, per l’eccesso di informazioni. La seconda è la capacità di Hodgson di confezionare un storia così originale e visionaria da aver ispirato grandi maestri del cinema e della letteratura a distanza di decina di anni. Il romanzo è stato scritto intorno al 1909 ma la freschezza delle idee di Hodgson è impressionante: portali sul mondo dei morti, nebbie che impediscono di essere individuati e che nascondono vascelli fantasma.
E’ impossibile non notare che il film ‘The Fog’ (1980) diretto da Carpenter attinge a piene mani dall’immaginario descritto da Hodgson, dalla sua nebbia che nasconde navi spettrali e dalla quale escono pirati eterei ed invincibili.
A sua volta Hodgson recupera alcune leggende marinaresche, come quella dell’Olandese Volante, e le rielabora trasformandole in qualcosa di più occulto e terribile. Attualizzando qualcosa e riuscendo a esprimerlo in modo diretto e moderno.
La battaglia finale tra i pirati fantasma e l’equipaggio della Mortzestus è impressionante per modernità, per tempi e per svolgimento. Deve, secondo me, qualcosa anche alla struttura dei racconti di Poe nei quali gli eventi acceleravano poco alla volta fino a chiudersi in un caleidoscopio di terrore. Pensare che storie come questa sono state scritte più di cento anni fa rende ancora più impietoso il confronto con un certo horror cinematografico tutto incentrato sulla banalità dell’immagine e sulla povertà di atmosfera. Anche questa opera di Hodgson è la conferma di quanto i suoi scritti possano aver influenzato Lovecraft nel trattare il mondo dell’occulto e del sovrannaturale.
Unico difetto? Come accennava l’utilizzo massiccio di termini marinareschi che, almeno all’inizio, può disorientare un po’. Ma sotto certi aspetti questo può anche essere un pregio perchè Hodgson racconta le sue storie senza filtro e vuole a tutti i costi portarci a bordo della Mortzestus, come uno dei marinai protagonisti della storia. In questo non fa sconti e a ben vedere è giusto così.

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