Recensioni Libri – ‘WWW2: In guardia’ di Robert J. Sawyer

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Per la seconda volta consecutiva mi capita di leggere un romanzo che non è il capitolo primo di una saga senza aver prima masticato, letterariamente parlando, i predecessori. Mi era successo un mese fa con ‘I Tre Demoni’ di Connelly e ci sono ricascato un paio di settimane or sono con ‘WWW2: In Guardia’ di Robert Sawyer.
La cosa interessante? In entrambi i casi non ho sofferto particolarmente la mancanza del retroterra conoscitivo che invece una lettura ordinata e coerente mi avrebbe dato.
‘WWW2’ racconta delle prime interazioni tra una nuova forma di intelligenza artificiale (IA) che origina proprio dal World Wide Web, Internet per dirla più brevemente, e la razza umana. In realtà ‘WebMind’, questo è il nome dell’IA, nasce nel volume precedente (‘WWWI: Risveglio’ del 2009, sempre edito da Urania) ma anche non sapendo nulla della sua genesi la storia ha una direzione precisa che, comunque, soddisfa. In ‘WWW2’ Sawyer si concentra molto sull’interazione tra WebMind e Caitlin Decter, una sedicenne appassionata di matematica che può vedere il web grazie,o a causa, di una cecità guarita tramite moderni dispositivi tecnologici. E fa anche un notevolissimo sforzo per rendere il suo romanzo scientificamente credibile: grazie a personaggi non così dettagliati ma funzionali, infatti, (i genitori di Caitlin, entrambi scienziati così come altri comprimari) investe molte delle sue risorse nel tentativo di garantire una coerenza tecnica a ogni cosa. E, lo devo dire anche da addetto ai lavori, riesce a pieno nel tentativo.
In parallelo carica WWW2 anche di tematiche evoluzionistiche e sociali: la reazione del ‘Watch’, un ente governativo preposto anche al controllo del WEB, è suscettibile di una critica che Sawyer non risparmia. Come sempre l’uomo, quando incontra qualcosa che non conosce, lo vede come una minaccia e tenta di distruggerlo. Ma per fortuna le persone comuni, come Caitlin, hanno una visione più rispettosa e illuminata e questa è un’altra bella critica all’arroganza di chi si attribuisce un diritto di decisione che non sempre gli appartiene.
Il romanzo è poi ricco di omaggi alla fantascienza: WebMind che guarda ‘War Games’ (1983) attraverso gli occhi di Caitlin, così come altri classici, è uno splendido modo di citare senza copiare.
La costante farcitura della trama con interessanti teorie scientifiche e sociologiche (quella dei giochi, i riferimenti ai test di Turing, teorie evoluzionistiche non banali) da un lato rende ogni pagina una piccola e appassionata scoperta. Dall’altro finisce con l’appiattire la tridimensionalità dei protagonisti che sono sacrificati all’impianto scientifico e in più rende tutto decisamente , forse troppo, veloce.
Nel complesso, se siete appassionati di scienza e non vi spaventa un romanzo che si ‘sporca le mani’ nello spiegare in modo credibile ogni cosa, WWW2 fa proprio per voi. Se invece i massimi sistemi adattati all’informatica rischiano di annoiarvi, WWW2 può risultare indigesto.
Personalmente mi assegno (senza Cappello parlante di Harry Potter) al primo gruppo e ho letteralmente divorato ‘WWW2’.

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