Racconto

[Racconto] – Maya di Maico Morellini

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Ho scritto questo brevissimo racconto per il bel progetto della fanzine cartacea SP15 e a distanza di quasi un anno lo pubblico qui. In Maya riprendo una leggenda locale che riguarda il Lago Calamone declinata un po’ alla mia maniera. Buona lettura!

L’uomo rimase nascosto tra gli alberi. Rimase lì anche quando il sole scivolò oltre le montagne che accoglievano il lago Calamone. Anche quando le luci del rifugio si spensero trascinando nel buio echi che sapevano di vino, di birra e di allegria.
Rimase nascosto perché aveva bisogno di restare solo, perché doveva vedere le ombre prima allungarsi e poi accorciarsi, stiracchiate dalla luce lunare. Era questione di tempo, come ogni cosa, era solo questione di tempo. Ma doveva restare lì ancora per un po’.
Quando aveva visto per la prima volta il lago? Quando aveva capito?
Setacciò la memoria in cerca di qualche ricordo ma trovò solo manciate di limacciosa ossessione. Si strinse ancor di più le ginocchia al petto mentre una lieve brezza strofinava i rami.
– Non importa – mormorò. Le parole si mescolarono al brusio che animava le fronde. – Non importa – ripeté.