[PREVIEW] Alien: la via per il successo?

Tempo di lettura: 3 minuti

Dunque è ufficiale: dopo lo scivolone concettuale di Prometheus – 2012 (troppa ambizione non supportata da una trama consistente) lo xenomorfico universo di Alien passa nelle mani di Neil Blomkamp, ex prodigio del cinema a medio budget che ci aveva deliziato con il suo ‘District 9’ (2009).
Perchè ex? Perchè il regista sudafricano ha poi venduto l’anima al diavolo (ovvero lo standard hollywoodiano) con il pavido ‘Elysium‘ (2013) e minaccia di ripetere lo stesso errore con il prossimo ‘Chappie’ (marzo 2015), film di fantascienza in odor di ‘Corto Circuito’ (1986). Se il curriculum di Blomkamp si fosse limitato a ‘District 9’, il suo debutto nell’ormai dissestata linea temporale di Alien mi farebbe ben sperare. Ma dopo i suoi ultimi lavori  il rischio che le esigenze delle major vincano sullo stimolo creativo del regista c’è. Ed è ben concreto.
Quel poco che è dato sapere sul nuovo Alien,infatti,  non mi porta a essere ottimista. Vediamo:
FATTO1: i concept immaginati da Blomkamp erano visivamente potenti ma concettualmente un disastro. Ripley e il caporale Hicks riportati a forza nell’universo di Alien. Ottima strizzata d’occhio ai nostalgici (me compreso) ma un’idea di base che fa scattare un tremendo campanello d’allarme: possibile che sia tutta qui la creatività di Blomkamp? Ripley e Hicks?! Ancora!? Questa via sembra diventata obsoleta ma ciò non toglie che quelle fossero le intenzioni iniziali del regista.
FATTO2: la Fox entra a gamba tesa e disloca temporalmente la pellicola dopo il prossimo Prometheus 2 (orfano alla regia, e per fortuna, di Ridley Scott).


Perciò in ogni caso la storia sarà ancorata a eventi pregressi. Per quanto riguarda Prometheus 2 abbiamo davvero poche indicazioni, a parte la conferma di Fassbender e della Rapace, ma ci saranno comunque un prequel e delle blindature logiche da rispettare.
E’ la ricetta giusta? Secondo me no. Per come la vedo io l’unico modo per uscire dalla palude dei prequel/sequel/reboot sarebbe sedersi intorno a un tavolo con qualche bravo sceneggiatore e concepire qualcosa di nuovo. Non voglio spingermi fino a suggerire una pellicola tutta incentrata dal punto di vista degli Alien, credo che il pubblico non sia pronto a un approccio così estremo, ma qualcosa di nuovo sì.
Una struttura narrativa diversa che non abbia ambizioni troppo elevate come quelle di Prometheus (che ammicca in modo del tutto inutile al mondo Alien) ma che sia in grado di aggiungere qualcosa di davvero originale. Visto che fantasticare non costa niente, perchè non prendere la palla al balzo raccontando cosa è successo alla Regina degli Alien una volta scaricata dalla Sulaco? Un modo elegante per citare i vecchi capitoli ma poi portare il tutto verso una narrazione fresca e indipendente. Un razza aliena diversa, mai vista, che si trova a dover affrontare la minaccia dei micidiali xenomorfi (possibilmente lasciando stare i Predator). Non sarebbe un tocco originale? Oppure fare un passo di lato. Descrivere una Terra invasa dagli Alien (un ‘what if’ di cui parlano in almeno tre pellicole) e realizzare un film con tanta azione e tanta adrenalina, ambientato proprio sul nostro pianeta in un futuro imprecisato. Insomma, la via dello spin-off illuminato.
Faticoso? Certo. Pericoloso? Anche. Ma credo sia venuto il momento per gli addetti ai lavori di dimostrare che nel cinema c’è ancora tanta creatività e voglia di sperimentare creando qualcosa di davvero nuovo, seppure con un occhio di riguardo al glorioso passato del franchise.
Ripeto, aggiungere un capitolo alla serie rimestando nel torbido (il fallito ‘Prometheus’ (2012) da una parte e il discutibile ‘Alien – la clonazione’ (1997) dall’altra) non credo porterà a niente di buono. Legarsi ad ambientazioni fallimentari rischia di replicare lo stesso fallimento e questo Alien non se lo merita. A dirla tutta, nemmeno noi.
Perciò per me la chiave del successo resta la ricerca di altre vie poco battute nella speranza che questo redima Blomkamp e possa essere da esempio per altri registi intrappolati da logiche ormai stantie. Il sequel è sempre la via migliore? Citando Yoda: “No… più rapido… più facile… più seducente…”. Ma non migliore, e di sicuro non più forte.
E voi, come lo vorreste il nuovo Alien?
di Maico Morellini

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Comments (2):

  1. Alessandro De Vescovi

    25 Febbraio 2015 at 18:24

    “Ottima strizzata d’occhio ai nostalgici (me compreso) ma un’idea di base che fa scattare un tremendo campanello d’allarme: possibile che sia tutta qui la creatività di Blomkamp? Ripley e Hicks?! Ancora!? ”

    Non provare ad avvicinarti al videogioco Colonial Marines, lo dico per il tuo bene…

    “Descrivere una Terra invasa dagli Alien (un ‘what if’ di cui parlano in almeno tre pellicole) e realizzare un film con tanta azione e tanta adrenalina, ambientato proprio sul nostro pianeta in un futuro imprecisato.”

    Già fatto dalla Dark Horse con i fumetti di Alien e portato anche in Italia con qualche romanzo come Aliens: il nido sulla Terra.

    In effetti la Dark Horse è stata molto prolifica nell’EU di Alien che si dirama dal finale di Aliens con Hicks e Newt come protagonisti (poi rinominati in Wilks e Billie visto l’incipit di Alien 3) in cui gli Xenomorfi conquistano la Terra ed entrano a far parte della cultura umana, non solo come un torbido segreto della WY, sono conosciuti, temuti e combattuti dall’intera razza umana.

    Qui un po’ di informazioni sul meraviglioso EU di Alien, Predator e AvP:
    http://www.avpgalaxy.net/literature/

  2. Maico Morellini

    25 Febbraio 2015 at 18:30

    Ciao Ale,
    grazie delle dritte! Era una parte di Alien che proprio non conoscevo.
    Avevo giocato ai primi videogiochi di Alien Vs Predator (l’uno e il due) ma poi mi sono fermato.

    Adesso dò una bella occhiata la link che mi hai passato.

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