[Recensioni Film] ‘Captain America: The Winter Soldier’ di Anthony e Joe Russo

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★★☆

Diventa sempre più difficile riuscire a giudicare singolarmente i film della Marvel perchè a tutti gli effetti la Casa delle Meraviglie non si limita a sfornare pellicole. Ha creato e sta creando veri e propri albi cinematografici: storie che durano un paio d’ore e che hanno la stessa funzionalità e lo stesso fascino dei fumetti mensili. Con un solo difetto: sono relativamente troppo pochi.
Captain America si localizza temporalmente due anni dopo l’invasione aliena di New York narrata ne ‘I Vendicatori‘ e da lì prosegue raccontandoci come lo S.H.I.E.L.D. sia cambiato. Alexander Pierce (un Robert Redford invecchiato ma che dice ancora la sua) ha spianato la strada a Nick Fury (Samuel Jackson è sempre sul pezzo) consentendogli di lavorare a un progetto tanto ambizioso quanto ricco di ombre: mettere in orbita permanente tre helicarrier dotate di armamenti in grado di colpire qualunque punto sul pianeta e connesse con satelliti che le rendono capaci di prevenire qualunque minaccia. Ma le cose cambiano quando il misterioso ‘Winter Soldier’ attenta alla vita di Fury e apre la via a una frangia terroristica che ha germogliato dentro allo S.H.I.E.L.D. stesso. Compito di Captain America, della Vedova Nera (Scarlett Johansson) e del neo reclutato Sam ‘Falcon’ Wilson (Anthony Mackie) é di impedire che il piano diabolico di un vecchio nemico di Steve Rogers venga portato a termine.
A differenza della precedente pellicola targata Captain America, i temi affrontati dai fratelli Russo sono decisamente più spinosi. Abbandonato lo storico nemico nazista qui l’antagonista è tutto interno. Guerra preventiva, sfumature di grigio in un mondo che ha perso il bianco e il nero, incertezze, giusto, sbagliato. Temi attuali (ancora, però, il terrorismo che non vuole mollare la presa sul cinema come avevo scritto qui) e onestamente anche trattati in modo sorprendente per qualcuno che aveva fatto del cinema di puro intrattenimento la sua forza. Questo unito alla leggerezza che comunque resta il marchio di fabbrica Marvel, fanno sì che nell’economia complessiva del progetto Vendicatori 2.0, Captain America risulta proprio un bel film. Finalmente abbiamo un quadro più convincente di Natasha Romanoff e delle sue motivazioni. Captain America per contro si conferma e fa quello che sa fare meglio: comanda, combatte, picchia ed è immacolato nella sua carismatica purezza. Il mondo dei grigi è credibile e lo ripeto, la critica alla chiusura maniacale degli Stati Uniti contro le minacce è dura e circostanziata. Non solo: è una delle rare volte in cui il Presidente degli Stati Uniti non viene mai nominato. Come se i giochi di potere moderni fossero giocati su scacchiere a lui proibite. E scusate se è poco per un film di supereroi.
Difetti? Pochi. E, come dicevo, del tutto trascurabili se si considera che Captain America: the Winter Soldier è  un super-albo di raccordo che prepara il terreno ai nuovi Vendicatori. Stessa struttura, stesso successo: pellicola che ha la sua assoluta dignità, prima scena dopo i titoli di coda che apre nuovi scenari, seconda scena dopo i titoli che quadra il cerchio della pellicola. Tra l’altro spulciando il curriculm dei fratelli Russo si scopre che non sono turisti del cinema d’azione e non consumati registi di genere: la magia dei Vendicatori fa miracoli.
Io lo ripeto: dalla Marvel non potrei (e non vorrei) volere di più.

di Maico Morellini

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Comments (1):

  1. Nicola Terramagra

    4 Aprile 2014 at 06:45

    Ottima recensione! Ho visto il film pochi giorni fa e mi è piaciuto tantissimo!

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