[Recensioni Film] – ‘Liberaci dal male’ di Scott Derrickson

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★½☆☆

Premessa: avevo buone aspettative per questa pellicola. Perché? Perché il regista, Scott Derrickson, si era affrancato alla grande da diverse prestazioni mediocri con il terrificante (nel senso buono) e talentuoso ‘Sinister’ (2012). Perciò, dopo aver portato una ventata di coraggiosa freschezza nell’horror americano mi aspettavo continuasse sulla retta (e faticosa) via da lui intrapresa. Ma, come sempre, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Che abbia decido di cimentarsi in una nuova pellicola a tema ‘possessione demoniaca’ per lavare l’onta del mediocrissimo ‘Esorcismo di Emily Rose’ (2005)? Forse. Perché a dispetto dei nove anni trascorsi l’impianto su cui si basa ‘Liberaci dal male’ assomiglia molto al suo predecessore: alle spalle una storia vera romanzata in una versione cinematografica di certo più spinta dei fatti a cui si ispira.
Ralph Sarchie (Eric Bana) è un poliziotto di New York (lo è anche il vero Ralph Sarchie) che viene coinvolto suo malgrado in una complessa indagine che mescola demoni sumeri, reduci della guerra in Iraq e i più classici ingredienti delle storie che trattano di truculente possessioni demoniache. Lo scontro tra Sarchie e il maligno avverrà in una centrale di polizia dove il poco ortodosso padre Mendoza (Édgar Ramírez) aiuterà il poliziotto a debellare le forze demoniache coinvolto nei crimini sui quali sta indagando.
Cosa non funziona nel film? Il cast si comporta piuttosto bene (il posseduto Sean Harris, soprattutto, si spertica in una performance di tutto rispetto) e gli intrecci hanno un inizio, una fine e uno svolgimento equo. Perciò, ripeto la domanda, cosa non funziona nel film?
Semplicemente, e so che sembra un paradosso, ‘Liberaci dal male’ non ha anima. Tutto è già visto e anche l’idea di un demone evocato in medio oriente non è per niente nuova (John Connolly, per esempio, ne tratta con grande bravura nel suo romanzo ‘I tre demoni’). Derrickson è ingessato e costretto dalle tematiche trattate nel libro ‘Beware the Night’, romanzo scritto dal vero Ralph Sarchie a cui il film si ispira, e sfugge dalle spire soffocanti della verosimiglianza solo quando si rivolge a ciò che gli riesce meglio: un metacinema nel quale filmati nel film, o registrazioni audio nel film, contribuiscono a svolgere la trama della storia. Come accadeva con i Super 8 di ‘Sinister’, qui filmati di guerra, riprese di sorveglianza o mp3 registrati e riascoltati danno qualche brivido in più.
Ma, nel complesso, è poca roba e queste scene si riducono a esercizi di stile fini a loro stessi. Un salvagente al quale il regista tenta di aggrapparsi mentre la narrazione scivola via senza bellezza. Ma, ahinoi, un salvagente bucherellato e con poca, pochissima pressione.
Insomma Diavolo 2 – Derrickson 0.
di Maico Morellini

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