[Recensioni Film] – ‘Oculus’ di Mike Flanagan

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★★☆

Ci sono alcuni film horror che inciampano nel tentativo di accontentare tutti i tipi di pubblico ai quali si propongono. Sono quelle pellicole sbilanciate che vogliono mantenere una coerenza interna senza rinunciare ad alcuni elementi classici del nobile genere a cui si ispirano, ma lo fanno in modo maldestro: spiegoni e personaggi malamente tratteggiati sono i principali esiti di questa ‘ansia da prestazione’. ‘Oculus’ (2013) non è uno di questi film. Mike Flanagan (nato a Salem, che sia un caso?) sa il fatto suo e confeziona un prodotto onesto, equilibrato e che presa la sua direzione, tiene il timone ben saldo.
La storia ricalca alcuni temi classici dei film di genere: la quiete di una famiglia felice viene turbata dall’arrivo di uno specchio antico che ben presto, come nelle più classiche ghost stories, inizia a manifestare poteri inquietanti. La famiglia è condotta verso un tragico epilogo ma la sete di sangue dello specchio non si ferma ed è proprio da qui che ‘Oculus’ riparte.
Come dicevo il tema è piuttosto classico ma Flanagan lo gestisce con una tranquillità invidiabile e con un grande rispetto per l’intelligenza del pubblico. Non si perde in spiegazioni inutili, non cerca di raccontarci perché lo specchio è maledetto o da dove viene la forza maligna che lo abita ma si concentra solo ed esclusivamente sui personaggi e su come raccontare la loro storia.
Ed è proprio con la storia che Flanagan dà il suo meglio. Prima di tutto sceglie una struttura narrativa non banale e anzi molto impegnativa facendo procedere il film su due diverse linee temporali: il passato e il presente di Kayilie Russel (Karen Gillian) e del fratello Tim (Brenton Thwaites) si intersecano in un lungo e complesso delirio catalizzato dagli inquietanti poteri dello specchio. Sotto molti aspetti questa costruzione ricorda quella di ‘Insidious 2‘ (2013) ma è più complicata perché non ha alle spalle un prequel di successo: tutto quello che Flanagan ci mostra inizia e finisce nell’ora e mezza di pellicola. Non è cosa da poco, tutt’altro.
Questa sintesi concettuale che Flanagan maneggia in maniera tanto disinvolta permette anche di costruire personaggi credibili e funzionali. Nessun fronzolo, nessuna aspettativa sovradimensionata. La famiglia Russel si trova semplicemente ad affrontare un nemico troppo forte e quindi le poche ma incisive pennellate con le quali vengono tratteggiati Alan e Marie (rispettivamente Rory Cochrane e Katee Sackhoff) servono egregiamente al loro scopo. Tutto è credibile e la complessa atmosfera da delirio onirico che il regista riesce a mettere insieme coinvolge lo spettatore: Flanagan sorprende per la lucidità con la quale maneggia un film banale nei temi ma non nello svolgimento. Aggiungo un utilizzo intelligente di videocamere e cellulari: nessun mokumentary, nessun nastro affidato ai posteri, ma anche in questo caso scelte funzionali alla storia.
‘Oculus’ è ricco di situazioni interessanti e anche il cast funziona bene: Cochrane e la Sackhoff sono fuori dalla loro zona di comfort ma si mettono subito comodi portando a casa un bel risultato.
Insomma ci sono segni molto positivi per l’horror oltreoceano: dopo Wan e Derrikson, anche Mike Flanagan risolleva un genere che per troppo tempo era finito lontano dalle luci della ribalta.
di Maico Morellini

Consigli per non dormire:
Insidious 2 VOTO:★★★★☆
– ‘The ConjuringVOTO:★★★★½
– ‘La madreVOTO:★★★½☆
– ‘SinisterVOTO:★★★★½
– ‘The Tall ManVOTO:★★★★☆
– ‘Quella casa nel boscoVOTO:★★★★½
– ‘The Woman in BlackVOTO:★★★½☆

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