Tag: fantasy

POKER D’ASSI

Quattro assi: una space-opera, un fantasy (che solo fantasy non è), uno steampunk (che forse tanto steampunk non è) e un saggio.

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Post-nerdesimo?

E i nerd che una volta erano depositari della scienza informatica, che dissezionavano saghe antiche in cerca di significati nascosti? Esistono ancora quei nerd?

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La fantasia degli anni ’80?

Tempo di lettura: 4 minuti

David Eddings, Margareth Weis, Tracy Hickman, R.A. Salvatore, Stephen R. Donaldson: cinque icone del genere fantasy che mi hanno formato nella mia adolescenza. Era la fine degli anni ’80, scoprivo Hero Quest e Dungeons & Dragons, non avevo ancora letto Tolkien e stava iniziando il mio amore per la lettura.
Perciò leggere di Belgarath il Mago, di Sparhawk, di Raistlin e Caramon, di Drizzt e Artemis Entreri o di Thomas Covenant voleva dire immergersi in un’epica fantasy che al tempo costituiva una bella fetta del mio immaginario fantastico. Ho amato quegli autori e quei libri, li ho davvero amati alla follia anche se non li ho più riletti.
Poi alcuni giorni fa mi è stato chiesto di consigliare qualche testo a un ragazzo di tredici anni innamorato della lettura: tutti questi nomi sono scivolati fuori dal cassetto della memoria e sono finiti su una lista, in rigoroso ordine cronologico.

[Consigli di lettura] – Stephen R. Donaldson

Tempo di lettura: 6 minuti

Dai tredici ai diciannove anni si è consumata quella che a posteriori ho definito come la mia fase fantasy (chiunque abbia giocato a Dungeons & Dragons, prima o poi, ha avuto questa fase) e c’è un romanzo che ha dato il via a questo lungo e romantico periodo. No, non è stato Il Signore degli Anelli, quello è arrivato un anno dopo, ma in qualche modo Tolkien è coinvolto con la mia scoperta del fantasy letterario. In che modo?

[Eventi] – Estinguiamoci a Più Libri – Più Liberi

Annuncio urbi et orbi che venerdì 07 dicembre sarò per l’intera giornata ospite dello stand Watson (B64) a Più Libri e Più Liberi (Roma) e, insieme a me, ci sarà

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I crimini di Grindelwald?

Tempo di lettura: 4 minuti

Rifacendomi al genio di Leo Ortolani e riprendendo il suo George Miller scappato dalla casa di riposo per realizzare Mad Max: Fury Road, ho trovato la nuova versione (con i debiti distinguo) di David Yates per i due animali fantastici insolitamente frizzante. Lo scempio da lui perpetrato (non so quanto liberamente) ai danni de Il Principe Mezzosangue e de I Doni della Morte, violenza tutta incentrata sul depotenziamento di due romanzi stupendi in favore di una leggerezza tardo adolescenziale insopportabile, vieni qui compensato da guizzi oscuri che proprio da Yates non mi aspettavo. La cosa è sospetta, tanto da far venire il legittimo dubbio che Yates sia, in sostanza, un mestierante prezzolato in balia della produzione.