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La fantasia degli anni ’80?

Tempo di lettura: 3 minuti

David Eddings, Margareth Weis, Tracy Hickman, R.A. Salvatore, Stephen R. Donaldson: cinque icone del genere fantasy che mi hanno formato nella mia adolescenza. Era la fine degli anni ’80, scoprivo Hero Quest e Dungeons & Dragons, non avevo ancora letto Tolkien e stava iniziando il mio amore per la lettura.
Perciò leggere di Belgarath il Mago, di Sparhawk, di Raistlin e Caramon, di Drizzt e Artemis Entreri o di Thomas Covenant voleva dire immergersi in un’epica fantasy che al tempo costituiva una bella fetta del mio immaginario fantastico. Ho amato quegli autori e quei libri, li ho davvero amati alla follia anche se non li ho più riletti.
Poi alcuni giorni fa mi è stato chiesto di consigliare qualche testo a un ragazzo di tredici anni innamorato della lettura: tutti questi nomi sono scivolati fuori dal cassetto della memoria e sono finiti su una lista, in rigoroso ordine cronologico.

[Consigli di lettura] – Stephen R. Donaldson

Tempo di lettura: 4 minuti

Dai tredici ai diciannove anni si è consumata quella che a posteriori ho definito come la mia fase fantasy (chiunque abbia giocato a Dungeons & Dragons, prima o poi, ha avuto questa fase) e c’è un romanzo che ha dato il via a questo lungo e romantico periodo. No, non è stato Il Signore degli Anelli, quello è arrivato un anno dopo, ma in qualche modo Tolkien è coinvolto con la mia scoperta del fantasy letterario. In che modo?

[Eventi] – Estinguiamoci a Più Libri – Più Liberi

Annuncio urbi et orbi che venerdì 07 dicembre sarò per l’intera giornata ospite dello stand Watson (B64) a Più Libri e Più Liberi (Roma) e, insieme a me, ci sarà

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I crimini di Grindelwald?

Tempo di lettura: 3 minuti

Rifacendomi al genio di Leo Ortolani e riprendendo il suo George Miller scappato dalla casa di riposo per realizzare Mad Max: Fury Road, ho trovato la nuova versione (con i debiti distinguo) di David Yates per i due animali fantastici insolitamente frizzante. Lo scempio da lui perpetrato (non so quanto liberamente) ai danni de Il Principe Mezzosangue e de I Doni della Morte, violenza tutta incentrata sul depotenziamento di due romanzi stupendi in favore di una leggerezza tardo adolescenziale insopportabile, vieni qui compensato da guizzi oscuri che proprio da Yates non mi aspettavo. La cosa è sospetta, tanto da far venire il legittimo dubbio che Yates sia, in sostanza, un mestierante prezzolato in balia della produzione.

Racconti – Weird Po – N di meNare: L’aNtologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Per come la vedo io, la sperimentazione è una componente fondamentale della scrittura. Testare le proprie attitudini, uscire da quella che di norma viene definita come ‘zona di comfort’ e intraprendere con entusiasmo nuovi sentieri sono alcuni dei motivi che rendono lo scrivere così interessante.
Con Weird Po (titolo molto azzeccato suggeritomi dal vulcanico Jack Sensolini), mio contributo all’antologia N di meNare, ho provato a fare proprio questo. Travolto dall’entusiasmo di Jack, di Luca Mazza e degli altri straordinari compagni di avventura ho spinto sull’acceleratore cercando di esplorare nuovi territori.
Certo, citando un vecchio adagio: chi nasce quadrato non muore tondo, perciò scavando sotto la superficie ci sono sempre io, ma considero Weird Po un esperimento davvero ben riuscito.

SOLO – A Star Wars Story – di Ron Howard

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Piccola, doverosa premessa: non avevo aspettative di sorta su Solo e mi ero documentato ben poco prima di entrare in sala. Dal trailer, visto un paio di volte, mi era parso un possibile western stellare e dopo la visione posso dire che in effetti si tratta di questo. Una visione di frontiera, con tanto di assalto al treno, saloon, pistoleri, bari, miniere e chi più ne ha più ne metta. Io adoro il western perciò l’ipotesi di una contaminazione del genere mi affascinava. Lo dico subito, non sono rimasto deluso.