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“Il mio nome è Ozymandias, re di tutti i re,
Ammirate, Voi Potenti, la mia opera e disperate!”

Il giudizio su Alien: Covenant orbita per buona parte intorno alla frase tratta da ‘Ozymandias‘, sonetto scritto da Percy Bysshe Shelley nel 1818. E, rilancio, l’apprezzamento per Covenant è ancora di più legato alla voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo in cerca di connessioni, riferimenti e suggestioni che giocoforza esulano dalla mera somma cinematografica delle parti. D’altra parte, non era così anche per Prometheus? Continue reading →

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Dunque è ufficiale: dopo lo scivolone concettuale di Prometheus – 2012 (troppa ambizione non supportata da una trama consistente) lo xenomorfico universo di Alien passa nelle mani di Neil Blomkamp, ex prodigio del cinema a medio budget che ci aveva deliziato con il suo ‘District 9’ (2009).
Perchè ex? Perchè il regista sudafricano ha poi venduto l’anima al diavolo (ovvero lo standard hollywoodiano) con il pavido ‘Elysium‘ (2013) e minaccia di ripetere lo stesso errore con il prossimo ‘Chappie’ (marzo 2015), film di fantascienza in odor di ‘Corto Circuito’ (1986). Se il curriculum di Blomkamp si fosse limitato a ‘District 9’, il suo debutto nell’ormai dissestata linea temporale di Alien mi farebbe ben sperare. Ma dopo i suoi ultimi lavori  il rischio che le esigenze delle major vincano sullo stimolo creativo del regista c’è. Ed è ben concreto. Continue reading →

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Avevo enormi aspettative nei confronti di Prometheus. Primo perchè segnava il ritorno di Ridley Scott alla fantascienza, dopo Alien e Blade Runner, secondo perchè adoro tutto ciò che riguarda lo xenomorfo per eccellenza. Navigando per la rete mi ero convinto non si trattasse di un prequel di Alien nel senso stretto del termine. C’erano rimandi teorici, certo. Alcune domande che era inevitabile porsi quando la Nostromo atterrava sull’LV-426 e incontrava l’astronave aliena (lo Space Jockey), per esempio, avrebbero trovato risposta (più o meno esaustiva).
Ma mi sembrava chiaro che la trama, ambiziosa almeno su carta, avrebbe avuto uno sviluppo del tutto autonomo (idea confermata anche dal fatto che la Prometheus atterra sull’LV-223, luna differente dall’LV-426).
Il film, dopo la visione, non mi ha soddisfatto. Laddove Alien lavorava su atmosfere claustrofobiche dosate con grande sapienza, Prometheus procede lineare snocciolando una trama a tratti confusa e a tratti ingenua. I personaggi (escluso il magnifico David di Michael Fassbender e la Vickers di Charlize Teron, merito però dell’interpretazione dell’attrice più che di una solida sceneggiatura) sono tratteggiati in modo superficiale e molti di loro muoiono senza aver detto nemmeno una battuta.
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