horror

A Quiet Place – di John Krasinski

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★★☆
Finalmente. E’ la prima parola che mi è uscita dalla testa durante e dopo la visione di A Quiet Place, esordio fanta-horror del poliedrico John Krasinksi che qui è sceneggiatore, regista, interprete e marito (dentro e fuori dal set) della bella e brava Emily Blunt. Perché ‘finalmente’? Perché A Quiet Place riesce a ibridare in modo molto equilibrato tutti mattoncini costituenti il DNA del nobile genere horror.

[Racconto] – L’Adepto

Tempo di lettura: 3 minuti

L’Adepto è una brevissimo racconto inedito ispirato al mondo del mio romanzo La terza memoria ed è nato con un duplice scopo. Il primo è quello di divertirmi tornando nell’Italia post apocalittica che ho inventato come ambientazione del romanzo. Il secondo è (sarebbe) quello di stuzzicare chi ancora non ha letto La terza memoria e magari accompagnarlo verso il romanzo. Il primo scopo l’ho raggiunto. Vediamo se qualcuno mi aiuterà a raggiungere anche il secondo.
L’immagine qui sopra è la bellissima illustrazione che Franco Brambilla ha fatto per la copertina di Urania.

Work in progress – Aprile 2018

Tempo di lettura: 3 minuti

E’ un po’ che marino questa rubrica, anche agevolato dalla sua natura squisitamente aperiodica: l’ultimo aggiornamento risale al 2 ottobre 2017 ed è da lì che ripartirò. Perciò, dove eravamo rimasti e dove stiamo andando?

Creep – di Patrick Brice

Tempo di lettura: 2 minuti

★★★★☆

Continua grazie a Netflix la mia paziente e inesorabile operazione di recupero horror e questa volta è il turno di una produzione indipendente prodotta poi dal mecenate Jason Blum e dalla sua Blumhouse. Creep mischia il found footage al mokumentary ma lo fa con una freschezza che solo certi registi indipendenti sembrano, almeno in questo momento storico, possedere.

[EVENTI] – Tempo di Libri – ci sarò!

Tempo di lettura: 1

Tempo di Libri inizia oggi: giusto il tempo di chiudere la settimana lavorativa e raggiungerò Milano per un giro a fiermilanocity. Arriverò sabato 10 marzo, al mattino, e sarò a zonzo tra i vari stand fino a pomeriggio inoltrato.
Non avrò pianta stabile, ma potreste avvistarmi in qualunque punto e in qualunque momento perciò siete avvisati. Chiunque poi fosse così scellerato da volermi incrociare di proposito, faccia un fischio: caffè, birra, un cordiale, un Diplomatico o anche solo due chiacchiere sono i mattoncini fondanti la giornata di sabato.

Il Rituale – di David Bruckner

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★½☆
Continua il bel lavoro di recupero/distribuzione di Netflix verso un cinema horror di certo meno chiassoso dei grandi franchise ma assolutamente degno di attenzione. Dopo il bel (e italiano) Oltre il guado di Lorenzo Bianchini, è il turno de Il Rituale, produzione tutta inglese firmata da David Bruckner e ispirata all’omonimo romanzo di Adam Nevill.

Oltre il guado – di Lorenzo Bianchini

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★★☆

Nonostante ne avessi sentito parlare in termini molto positivi già un paio di anni fa dai miei infiltrati al TO Horror Film Fest, recupero con colpevole ritardo questa pellicola di Lorenzo Bianchini e confermo che si tratta di un film davvero interessante. Porta una bella ventata di originalità nell’altrimenti asfittico panorama horror italiano.

IT – di Andy Muschietti

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★★☆
Lo dico senza se e senza ma: trasporre IT sul grande (o piccolo) schermo è assolutamente impossibile. E’ impossibile perché la storia è così complessa e completa, così totalizzante, che anche piccole omissioni finiscono con lo snaturare l’armonia complessiva del capolavoro originale di King. Ed è impossibile anche perché IT è un romanzo senza filtro, morboso, violento, coraggioso e che non si ferma davanti a nulla. Parla una lingua dimenticata, di certo una lingua che l’ecosistema cinematografico (o televisivo) non può e non vuole imparare.

Work in progress – Settembre 2017

Tempo di lettura: 2 minuti

Circa un mese fa vi avevo aggiornato qui sul proseguo delle mie fatiche letterarie inaugurando la rubrica Work in Progress: a poco più di trenta giorni di distanza, dove siamo arrivati?

Poker di mummie in casa Hammer

Tempo di lettura: 5 minuti

“La morte è un incidente che produce creta. Usala, modellala, impara da lei”
John Gilling

Nel 1960 il mistico mondo della cultura egizia sarebbe tornato sulle prime pagine di tutti i giornali: il presidente egiziano Nasser avrebbe deciso proprio quell’anno di iniziare i lavoro per la diga di Assuan minacciando di seppellire i millenni di storia rappresentati dai templi di Abu Simbel.
A modo suo la Hammer Films anticipò i tempi rinverdendo l’interesse forse troppo accademico per le maledizioni egizie: nel 1959 il veterano regista Terence Fisher, dopo il mostro di Frankenstein e il vampiro Dracula, portò sul grande schermo la mummia, il non morto più antico.