Ridley Scott

Blade Runner 2049 – di Denis Villeneuve

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Premessa: questa non è una recensione del film, o almeno non una recensione del film in senso stretto. Ho difeso e apprezzato pellicole come Star Wars: Il Risveglio della Forza o Alien: Covenant, sopportando e digerendo un fuoco di fila impietoso, una scomposizione della trama mirata a evidenziare ogni piccola incongruenza. Non ho la minima intenzione di fare la stessa cosa con Blade Runner 2049. Anche perché la gioia è nell’orecchio di chi ascolta e nell’occhio di chi guarda e la gioia non è mai una colpa o qualcosa da dover distruggere. Diciamo che questo è più un grido di dolore.

Alien: Covenant

[Recensioni Film] – ‘Alien: Covenant’ di Ridley Scott

Tempo di lettura: 3 minuti

“Il mio nome è Ozymandias, re di tutti i re,
Ammirate, Voi Potenti, la mia opera e disperate!”

Il giudizio su Alien: Covenant orbita per buona parte intorno alla frase tratta da ‘Ozymandias‘, sonetto scritto da Percy Bysshe Shelley nel 1818. E, rilancio, l’apprezzamento per Covenant è ancora di più legato alla voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo in cerca di connessioni, riferimenti e suggestioni che giocoforza esulano dalla mera somma cinematografica delle parti. D’altra parte, non era così anche per Prometheus?

‘Il Cacciatore di Androidi’ – Ridley Scott, 1982 – 2012

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Questo pezzo è stato pubblicata integralmente sul numero 34 del Living Force, fanzine del Fan Club Yavin 4.

Nel 1982 il quarantacinquenne Ridley Scott continuò, dopo il capolavoro di Alien (1979), quella che sembrava essere diventata la sua nuova deriva fantascientifica di grande successo. E lo fece girando quella che viene ricordata come una delle migliori pellicole di genere mai realizzata: ‘Blade Runner’. Il titolo del film deriva dal romanzo di Alan E. Nourse, ‘The Bladerunner’ (1974) ma riprende i contenuti di un altro romanzo, ‘Il cacciatore di Androidi’, scaturito dalla geniale e tormentata penna di Philip K. Dick nel 1968.