[Recensioni Film] – ‘Star Wars VII: Il risveglio della Forza’ di J.J. Abrams

Tempo di lettura: 4 minuti

VOTO:★★★★☆
Questo articolo è stato pubblicato su Nocturno 158
Nel 1977 il pubblico entrò in sala, vide “Star Wars Ep IV: Una nuova speranza”, ma non aveva idea che a questo film ne sarebbero seguiti altri due. La storia iniziava in modo concitato e finiva lasciando solo alcune porte aperte.
Nel 1999 con “Star Wars: La minaccia fantasma” tutti conoscevano Guerre Stellari e molti sapevano sarebbe stata una nuova trilogia il cui epilogo era chiaro già prima di vedere i tre film completi.
Il 16 dicembre 2015 siamo entrati in sala sapendo che “Star Wars: Il Risveglio della Forza” avrà due seguiti. Abbiamo un orizzonte, abbiamo una prospettiva, abbiamo una nuova trilogia di cui non sappiamo nulla e del cui contenuto possiamo solo speculare.

[OMAGGIO O PLAGIO?]
Diciamolo chiaramente: le assonanze tra lo Star Wars del 1977 e questo sono tante. Non solo a livello visivo, non solo per questioni prettamente tecniche (modellini al posto della troppa CGI, ripresa dell’immaginario visivo originale) ma anche dal punto di vista della trama. La struttura narrativa è molto, molto simile ma la realtà dei fatti è che questo E’ Star Wars, la sua essenza, il suo cuore. Non solo, è Guerre Stellari visto e rielaborato dall’occhio di un regista che prima di tutto ne è innamorato alla follia. Per una volta Abrams parla con il cuore e lo fa mettendosi a nudo: tutta la pellicola è farcita di personaggi che, con la voce del regista, ci ripetono la ciclicità di ciò che vediamo. Una nuova Morte Nera solo ‘più grande che però deve avere un punto debole, ce l’ha sempre!’. Nuovi villain asserviti a un Lato Oscuro dai molti aspetti ma intimamente uguale a se stesso: i Sith, l’Impero e adesso il Primo Ordine sono facce della stessa medaglia. Abrams dice al pubblico, per bocca di diversi personaggi, che ciò che mostrerà è l’unica battaglia degna di essere combattuta, quella tra Luce e Oscurità. Poteva farlo diversamente? Forse. Ma Abrams ama alla follia Guerre Stellari, anzi, IL Guerre Stellari del 1977. E adesso ha l’occasione di farlo alla sua maniera. Ma non lo vuole diverso, non nella sostanza. Stravolgere gli archetipi narrativi a lui tanto cari è un passo che non è pronto a fare, che non vuole fare. Han è un contrabbandiere, nonostante tutto. Leia è ancora una combattente, è quello che sa fare meglio. Lo dicono loro stessi e anche in questo Abrams mostra la sua inedita onestà. Rilancia aumentando la posta quando fa capire chiaramente che tutti ricercano la loro grandezza nel passato, in Luke, in ciò che era: la ciclicità della storia non è solo un concetto, è realtà. Le strizzate d’occhio al pubblico non sono scelte di comodo o trucchi meschini ma un riproporre a quasi quarant’anni di distanza ciò che il regista ha amato. Un film fatto da un fan. E questo è il difetto, ma anche il pregio, principale de ‘La Forza si Risveglia’.

[LA FORZA AL CENTRO DI TUTTO]
Ma non tutto è come sembra. La più grande rivoluzione del film, e non è cosa da poco, è l’umanizzazione della Forza: un concetto appena accennato nel 1977 nel quale si attribuiva all’energia mistica una qualche volontà, un’idea poi annichilita con tecnicismi scientifici ne ‘La Minaccia Fantasma’, un concetto qui sviluppato all’ennesima potenza. Tutto in questo film orbita intorno alla Forza che, tra l’altro, dà il titolo alla pellicola. I personaggi sono guidati da essa, quando scelgono di abbracciarla, manipola gli eventi creando coincidenze e casualità ma lasciando ai suoi campioni, sempre e comunque, il libero arbitrio. Rey (una Daisy Ridley centratissima nel ruolo) è l’esempio calzante di questo concetto: la Forza la chiama e lei, sotto molti aspetti meno riluttante e al tempo stesso più riluttante di Luke, decide quando e come rispondere.
Il Lato Chiaro, tenta Kylo Ren (Adam Driver, ingiustamente criticato nel suo ruolo) e anche questo è un concetto del tutto inedito che potenzia la sensazione di presenza fisica della Forza. Concettualmente viene tracciato un affresco che spiega anche alcune fatalità attribuite a semplificazioni di trama del lontano 1977: come è possibile che i due droidi atterrino proprio su quello specifico pianeta, in quella specifica zona così vicina a Luke Skywalker? Ciò che Obi-Wan Kenobi ci spiegava dicendo che “Nella sua esperienza la parola fortuna non esiste” qui viene esteso. La Forza interviene, arrangia le cose, aiuta i suoi campioni che però hanno sempre e comunque l’ultima scelta. Non è un concetto banale.

[SEMI PRONTI A GERMOGLIARE]
All’interno di una trama semplice e lineare, nota e di facile digeribilità, Abrams nasconde semi pronti a germogliare nei successivi due capitoli. Attribuisce un’ideologia al Primo Ordine e al Generale Hux (Domhnall Gleeson): la Nuova Repubblica, come accade nel nostro triste presente molte volte, genera la Resistenza e la utilizza come forza armata contro l’avversario politico-militare per eccellenza, il Primo Ordine. Una finezza, un concetto sottile ma che tanto banale non è nella lineare contrapposizione bianco-nero propria di Star Wars.
E si prende il rischio più grande: mette in campo un cattivo molto problematico che non ha nulla del carisma di Darth Vader, massima icona di Guerre Stellari. Ribalta i ruoli, macchia Kylo ‘Ben Solo’ Ren del crimine più grande. Laddove Luke salvava il padre dal Lato Oscuro, qui Kylo Ren lo uccide per consacrarsi alla dottrina del male. Di nuovo, non assenza di innovazione ma innesto di concetti complessi all’interno di una trama in apparenza, ma solo in apparenza, molto confortevole.

Perché allora non pieni voti? Perché, come detto all’inizio, abbiamo a che fare con una trilogia e la grandezza di questo film può essere confermata o annientata dai capitoli successivi. Molto dipende da come i tratti di originalità inseriti da Abrams e Kasdan (non dimentichiamo che ha partecipato anche il grande vecchio al plot del film) verranno sviluppati. Abrams non è senza macchia: il suo ‘Star Trek: Into Darkness’ ha mancato a un appuntamento importante e se anche non sarà lui a occuparsi di Episodio VIII, l’impianto narrativo gli deve senza dubbio molto. Nel bene e nel male.
Due anni fa la possibilità che Star Wars uscisse dalla tiepida palude nel quale si era impelagato era remota, improbabile, incerta. Oggi, con ‘Il Risveglio della Forza’ abbiamo di nuovo una prospettiva, la prospettiva di una trilogia che può andare verso nuove direzioni. E questo è un grande dono, una speranza. Per tutti.

di Maico Morellini

Per chi se li fosse persi – Star Wars [Update]:
21 novembre 2015: STAR WARS [UPDATE]: I Cavalieri di Ren
20 ottobre 2015: STAR WARS [UPDATE]: Il trailer
21 aprile 2015: STAR WARS [UPDATE]: Il secondo teaser trailer
28 novembere 2014: STAR WARS [UPDATE]: Il teaser trailer
– 18 novembere 2014: STAR WARS [UPDATE]: UN TITOLO PERICOLOSO?
– 22 giugno 2014: STAR WARS [UPDATE]: SITH DI UN FUTURO PASSATO?
– 26 maggio 2014: STAR WARS [UPDATE]: L’ENIGMA DEL TITOLO?
– 1 maggio 2014 – STAR WARS [UPDATE]: SVELATO IL CAST DI EPISODIO VII
– 25 ottobre 2013 – STAR WARS [UPDATE]: OSCURI PRESAGI?
– 26 settembre 2013 – J.J. ABRAMS: IL SIGNORE DEL TEMPO?
– 7 febbraio 2013 – STAR WARS [UPDATE]: IO LEGGO IL FUTURO E LA DISNEY LEGGE IL MIO BLOG!
– 25 gennaio 2013 – STAR WARS EPISODIO VII [UPDATE]: J.J. ABRAMS ALLA REGIA
– 10 gennaio 2013 – STAR WARS EPISODIO VII: UNA DIVERSA SPERANZA?

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Blade Runner 2049 – di Denis Villeneuve

Tempo di lettura: 4 minuti

Premessa: questa non è una recensione del film, o almeno non una recensione del film in senso stretto. Ho difeso e apprezzato pellicole come Star Wars: Il Risveglio della Forza o Alien: Covenant, sopportando e digerendo un fuoco di fila impietoso, una scomposizione della trama mirata a evidenziare ogni piccola incongruenza. Non ho la minima intenzione di fare la stessa cosa con Blade Runner 2049. Anche perché la gioia è nell’orecchio di chi ascolta e nell’occhio di chi guarda e la gioia non è mai una colpa o qualcosa da dover distruggere. Diciamo che questo è più un grido di dolore.

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[EVENTI] – STRANIMONDI AL CUBO – CI SARÒ!

Tempo di lettura: 1

Una manciata di giorni (a meno che non siate polidattili come Hannibal Lecter e allora una manciata è troppa) è inizierà la terza edizione di Stranimondi, riuscitissima e ormai imperdibile manifestazione milanese della fantascienza, del fantastico, del weird e di tante altre cose.
Come l’anno scorso sarò presente ma a differenza dell’anno scorso non avrò location fissa e mi troverete a vagare per la convention per tutta la giornata di Sabato (solo il sabato, da mattina a sera) armato di uno zainetto pieno di cose curiose.
Quindi chiunque volesse scambiare quattro chiacchiere, offendermi, offrirmi o farsi offrire una birra mi troverà a Stranimondi sabato 14 ottobre, dall’apertura alla chiusura (più o meno) della manifestazione.
Ci vediamo a Stranimondi!
(al cubo)

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