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[Evento] – Votazione Premio Italia 2018 – Chiamata alle armi!

Qualche giorno fa gli aventi diritto di voto al Premio Italia (e gli aventi diritto sono tutti coloro i quali hanno partecipato almeno una volta all'Italcon o alle convention affiliate come per esempio Stranimondi) hanno ricevuto via email la chiamata alle armi per partecipare alla prima fase del Premio Italia, cioè la segnalazione dei titoli più interessanti dell'anno appena trascorso. Il voto si concluderà il 13 marzo e da questa prima fase emergeranno i finalisti: una seconda sessione di voto decreterà il vincitore tra i finalisti. Perciò, qualora vi avanzasse una segnalazione, qualora abbiate trovate particolarmente interessante qualcosa da me scritto o qualora siate animati da un profondo e irresistibile spirito filantropico, ecco di seguito le mie produzioni del 2018 che possono essere segnalate al Premio Italia.

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Suspiria di Luca Guadagnino

Sono entrato in sala fresco di visione dell'originale Suspiria di Dario Argento ma non mi aspettavo che il film di Guadagnino cercasse in nessun modo di ripercorrere i passi dell'originale è così è stato. Se l'impianto di base è più o meno il medesimo (studentessa americana che arriva in Germania per perfezionare le sue doti di ballerina presso una prestigiosa accademia di danza), se le coordinate mistiche hanno la stessa impronta definita da Dario Argento nel suo Suspiria, tutto il resto prende direzioni decisamente differenti.

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Il sonno della memoria genera mostri

Oggi è la Giornata della Memoria. Un giorno nel quale ricordare, in ogni modo e forma, quanto accaduto non così tanto tempo fa, sulla soglia di casa nostra. Quanto successo nel cuore dell'Europa. Quell'orrore che sembra sempre più difficile identificare per quello che è: una mostruosità che dovrebbe solo essere presa come monito. Che dovrebbe essere ricordata con religioso terrore, come qualcosa che è successo non per una misteriosa ondata di follia collettiva quanto perché l'uomo ha un'anima oscura che può essere manipolata, corrotta, esaltata. Un monito, quindi. Un monito che dovrebbe rintoccare sulle nostre coscienze sempre e ogni volta, anche senza bisogno ricorrenze.

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[Consigli di lettura] – Stephen R. Donaldson

Dai tredici ai diciannove anni si è consumata quella che a posteriori ho definito come la mia fase fantasy (chiunque abbia giocato a Dungeons & Dragons, prima o poi, ha avuto questa fase) e c'è un romanzo che ha dato il via a questo lungo e romantico periodo. No, non è stato Il Signore degli Anelli, quello è arrivato un anno dopo, ma in qualche modo Tolkien è coinvolto con la mia scoperta del fantasy letterario. In che modo?

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Hill House, il passato e l’inferno

Mi sono avvicinato alla serie Netflix di Hill House con un certo timore, lo stesso timore che chiunque abbia letto il libro ha provato al pensiero di vedere il complesso capolavoro di Shirley Jackson deformato (e forzato) in una serie televisiva con tempi e ritmi diversi di quelli di una solidissima narrazione. Fortunatamente Mike Flanagan, regista che apprezzo molto (suoi sono, tra gli altri, Oculus e Somnia), ha deciso di percorrere una strada diversa. Hill House, una casa che definire infestata è decisamente riduttivo, è 'solo' ambiente e suggestione. Nessun personaggio (a parte qualche doveroso omaggio), nessuna situazione riadattata, di fatto una storia nuova che sceglie come ambientazione la tremenda casa fatta di corridoi, angoli scuri e presenze sinistre.

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Rapporto di fine anno – 2018

Il primo post di questo sito è datato 30 Novembre 2010 perciò sono passati otto anni dalla sua messa on-line, otto anni nei quali, come si dice, ne é passata di acqua sotto i ponti. Quest'anno per la prima volta però voglio prendermi il lusso di riepilogare con un post tutte quelle che sono state le mie attività letterarie, o para letterarie, dell'anno appena trascorso. Perché? Perché chi come me si occupa di letteratura con serietà e professionalità, ma nel risicato monte ore del dopo lavoro (quello che fa pagare le bollette, per intenderci), sa cosa si prova nel sentirsi sempre in ritardo. Sa come può essere logorante quel vago (ma persistente) senso di colpa del "non fare mai abbastanza", di essere un passo indietro rispetto a non si sa bene cosa. Una spiacevole sensazione che spinge verso una sorta di bulimia creativa per la quale si scrive, si finisce un progetto, ma non si ha mai il tempo (o la forza) di goderne appieno perché "c'è sempre qualcosa di nuovo da fare". Insomma, un po' per ringraziare chi mi segue, chi mi legge, chi mi ascolta, un po' per tirare una linea oltre le quale osservare con quieta soddisfazione cosa si è fatto, ecco qui il mio rapporto di fine anno: tutto quello che ho pubblicato (e dove) nel corso dei dodici mesi appena trascorsi. Si vi siete persi qualcosa, se volete condividerlo o commentarlo qui o altrove, sapete di essere i bene accetti. Sempre e comunque!

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Il fallimento del futuro?

Quando il futuro ha smesso di essere un faccenda di cui occuparci? Quando è diventato esclusivo demanio di multinazionali e governi? Mi guardo intorno e dal mio limitato osservatorio vedo che da una parte si ragiona di connettività, infrastrutture, intelligenze artificiali, gestione dei dati, ripristino e trasformazione in un grande corridoio informatico della vecchia Via della Seta (per fare un esempio). Dall'altra si è concentrati su un presente abbastanza misero (dal punto di vista concettuale), fatto di sussistenze, di paure, di contrazioni sociali, di ritorno ad alchemiche ricette ottocentesche, di esclusioni e di frammentazione del tessuto connettivo che dovrebbe tenere insieme tutto. Uno Jedi direbbe che abbiamo smesso di essere in comunione con la Forza.

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[Racconto] – Maya di Maico Morellini

Ho scritto questo brevissimo racconto per il bel progetto della fanzine cartacea SP15 e a distanza di quasi un anno lo pubblico qui. In Maya riprendo una leggenda locale che riguarda il Lago Calamone declinata un po' alla mia maniera. Buona lettura!

L'uomo rimase nascosto tra gli alberi. Rimase lì anche quando il sole scivolò oltre le montagne che accoglievano il lago Calamone. Anche quando le luci del rifugio si spensero trascinando nel buio echi che sapevano di vino, di birra e di allegria. Rimase nascosto perché aveva bisogno di restare solo, perché doveva vedere le ombre prima allungarsi e poi accorciarsi, stiracchiate dalla luce lunare. Era questione di tempo, come ogni cosa, era solo questione di tempo. Ma doveva restare lì ancora per un po'. Quando aveva visto per la prima volta il lago? Quando aveva capito? Setacciò la memoria in cerca di qualche ricordo ma trovò solo manciate di limacciosa ossessione. Si strinse ancor di più le ginocchia al petto mentre una lieve brezza strofinava i rami. - Non importa – mormorò. Le parole si mescolarono al brusio che animava le fronde. - Non importa – ripeté.

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[Eventi] – Il Diario dell’Estinzione a Ligonchio (RE)

Inghilterra, 1831: Charles Darwin si imbarca per un viaggio lungo cinque anni al termine del quale formulerà le sue celebri teorie evoluzionistiche. Londra 1860: una strana lettera di un fanatico e misterioso seguace di Darwin e da lì in poi misteriosi incidenti e un'indagine nell'occulto. Diario dell'Estinzione, un viaggio tra i misteri della Londra vittoriana.

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