Questo saggio è stato pubblicato su Nocturno 143, e analizza tre delle più complesse pellicole di Cronenberg: Videodrome (1983), Il Pasto Nudo (1991) ed eXistenZ (1999). Era il mio contributo a un intero dossier dedicato al grande regista canadese ed è un tentativo ragionato di trovare il solido filo conduttore che ha caratterizzato il cinema di Cronenberg soprattutto in queste tre pellicole. E' con questo articolo che mi candido al Premio Italia, categoria articolo su pubblicazione professionale.
E' già passato un anno e, per la seconda volta, mi ripresento con un paio di 'utili consigli' che spero vorrete leggere e, perché no, seguire. Da oggi, Lunedì 25 Gennaio 2015 si è aperta la prima fase delle votazioni per le segnalazioni al prestigioso WorldSF - Premio Italia 2015, fase che che durerà fino a Venerdì 27 Febbraio 2015. Chi ha diritto avrà trovato proprio oggi la mail nella propria casella di posta e immagino sappia già come funziona. Nel dubbio, un piccolo riassunto: in questa fase è possibile indicare tre candidati per ogni categoria. Chi riceverà più segnalazioni, passerà alla fase successiva. E' questo il senso della rinnovata 'chiamata alla armi' del 2014, in una sorta di Episodio II (che spero abbia molti seguiti). Dovesse avanzarvi un nome, nella categoria 'Articolo su pubblicazione professionale', potreste scrivere questo: 'La nuova carne' - Maico Morellini - Nocturno Cinema - Cinema Bis Communication S.r.l.. E se proprio ve ne avanzasse un altro nella categoria 'Racconto su pubblicazione professionale', potreste scrivere questo: 'La Luce di Titano' - Maico Morellini - Delos Digital.
[rating:5]
Il nome 'Alan Turing', per chi come me è appassionato di fantascienza, ha lo stesso effetto che la luce ha sulle falene. Attira, intriga e coinvolge. Perchè dietro all'uomo che può essere considerato il padre dei computer moderni si nasconde anche il concetto di intelligenza artificiale e di una macchina pensante. A modo suo anche 'Blade Runner', nei primi minuti, ha omaggiato Turing con una versione futuristica dei suoi celebri test. Se poi il film si rivela un capolavoro come in questo caso, l'attrazione si trasforma in adorazione.
“L’arroganza dell’uomo sta nel pensare che la natura sia sotto il nostro controllo. E non il contrario.” Ichiro Serizawa (Ken Watanabe), Godzilla
Nel 1947 il pittore americano Rudolph Franz Zallinger terminò il suo murale ‘The Age of Reptiles’, tutt’ora esposto all’università di Yale. Impiegò quattro anni per completarlo e, scorrendo da sinistra a destra la sua raffigurazione preistorica, il primo dinosauro che salta all’occhio è un massiccio T-Rex. Piuttosto distante dal clone con cui Spielberg ci ha viziato nel suo Jurassic Park (1997), era un mostro preistorico abbozzato, tozzo ma comunque imponente. Nel 1950, tre anni dopo, il pittore cieco Zdeněk Burian dipingeva un enorme ‘Iguanodon’ che torreggiava al centro di una vasta pianura. Ai piedi del dinosauro, un mucchio di ossa. Eretto, con zampe anteriori simili a braccia e dotate di cinque artigli ciascuna era una delle rappresentazioni più antropomorfiche dei mostri a sangue freddo che in quegli anni animavano il dibattito scientifico. Senza saperlo questi due artisti accomunati dalla passione per le creature preistoriche avevano innescato la miccia che tre anni dopo sarebbe deflagrata creando una prima versione grezza ma comunicativa del dinosauro più famoso del cinema (e della storia): Godzilla.
[rating:3]
Quando, nel selvaggio zapping, intravedo un prodotto horror non riesco a rispettare il fioretto che mi limiterebbe nelle serie televisive da seguire in contemporanea. Era successo con Sleepy Hollow , è tornato ad accadere con 'Salem' di Brannon Braga e Adam Simon, in onda su FOX. Braga non è un turista nel mestiere della scrittura: sue sono le sceneggiature di 'Generazioni' (1994), 'Primo Contatto' (1996), '24', 'Enterprise' e altre serie televisive di successo. Simon d'altra parte ha un pedigree meno blasonato composto da qualche passo falso come 'Il messaggero' (2009). Dunque, cosa aspettarsi da questo Salem?
[rating:3]
Come spesso accade i registi europei sono in grado di imprimere una loro volontà ai cliché più di classici del cinema horror mondiale. Lo hanno fatto Jaumé Balaguerò, Pascal Laugier e Alexandre Aja. Questa volta è il turno di López-Gallego che ci offre la sua chiave di lettura sull'abusato tema delle infezioni virali (non aggiungo altro per non anticipare più del dovuto).
VOTO:[rating:2]
Non è mai piacevole dirlo, soprattutto quando si parla di cinema, ma mi ero sbagliato. Un anno fa avevo assolto 'Lo Hobbit: la desolazione di Smaug' certo che si trattasse di un capitolo inevitabilmente intermedio, forzato nella sua normalità da un primo episodio convincente e da una conclusione che sarebbe stata a dir poco fenomenale. Be', mi sbagliavo. La chiusura di questa nuova trilogia tolkeniana corrisponde al capitolo meno brillante dell'intero trittico.
VOTO:[rating:4]
Ogni volta che leggo un romanzo una delle prime domande che mi faccio é: quali sono stati i catalizzatori narrativi per l'autore? Che cosa ha acceso la scintilla della creatività portandolo a sviluppare proprio la storia che sto leggendo? 'Danza Macabra' (Carrion Comfort, 1989), come tutti i romanzi di Simmons, è in grado di dare risposte sorprendenti a queste domande.
VOTO:[rating:1.5]
Se a questa pellicola dovessi per forza riconoscere un merito, mi concentrerei sulla giovanissima età del regista: Micheal J. Gallagher è classe 1988 e al suo attivo ha, fino a questo momento, molti corti e episodi di diverse serie televisive a me sconosciute. Nel suo curriculum c'è anche un lungometraggio e, purtroppo per lui, si tratta proprio di Smiley.
VOTO:[rating:4]
Questa recensione è stata pubblicata su Nocturno 124
Nel Febbraio del 2010 uscì nelle sale ‘Amabili Resti’ (The Lovely Bones), tratto dall’omonimo romanzo e caso letterario di Alice Sebold. L’inizio della gestazione di questa pellicola però risaliva a quasi dieci anni prima quando il manoscritto incompleto era stato opzionato dalla Film4 Production. Da quel momento e per i quattro anni successivi, il progetto naufragò e ripartì diverse volte prima di finire nelle mani di Fran Walsh, Philippa Boyens e, soprattutto, Peter Jackson. Fu proprio la volontà di quest’ultimo, affascinato dalla doppia valenza fantastica ma anche realistica del romanzo, a compiere l’alchemica metamorfosi da cellulosa a celluloide.
Martedì 25 novembre è uscito l'ultimo episodio della serie da me ideata: I NECRONAUTI. E' stata una bellissima (e intensissima) esperienza letteraria per la quale voglio ringraziare anche Franco Forte e Delos Digital. Ma, come tutti coloro che hanno esplorato il mondo delle pubblicazioni in ebook sanno molto bene, scrivere è solo una parte (la più divertente) dell'avventura. Il mercato digitale, almeno in questo periodo storico, è contraddistinto da un fitta produzione letteraria di genere (e non) e da una conseguente concorrenza piuttosto spietata per conquistare i vertici delle classifiche. Se, da lettori (e mi auguro anche MIEI lettori), avete già fatto la vostra parte acquistando i miei ebook c'è un altro piccolo sforzo che chi si avventura come autore nella spietata giungla letteraria degli ebook non può fare a meno di chiedervi: recensioni, e passaparola.
[rating:4]
Questa analisi è stata pubblicata su Nocturno 135
LE ORIGINI Era il 1978 e mentre il mondo si stava ancora riprendendo dal meraviglioso shock che Guerre Stellari (1977) aveva da poco causato, la creatività di Brian de Palma era tutta concentrata sull’ESP (Extra-sensory perception). Solo due anni prima infatti l’allora trentaseienne regista del New Jersey aveva portato sul grande schermo ‘Carrie’, tratto dal primo romanzo di Stephen King (pubblicato nel 1974). E’ il 1978 quando, forte del successo che Sissy Spacek aveva contribuito ad assicurargli, Brian de Palma decide di saldare il conto con gli scatenati poteri mentali che tanto terrore avevano inflitto al grande pubblico, americano e non. La struttura di base di ‘Fury’ ha diversi punti in comune con ‘Carrie’: adolescenti per protagonisti (la stessa Amy Irving che in ‘Carrie’ aveva una parte secondaria ora de Palma la sceglie come cooprotagonista) e l’isolamento che il manifestarsi di poteri ESP infligge ai portatori di questi misteriosi talenti. Ma a differenza del suo predecessore qui vengono accantonate la casualità e l’impatto religioso di questi fenomeni in favore di un approccio più complottista e intrigante. Il MORG (Multiphasic Operations Research Group) è un’organizzazione governativa che si occupa, tra le altre cose, di indagare proprio sull’ESP e di imbrigliarne il potenziale distruttivo. Ed è proprio da qui che si parte.