Tag: Cinema

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Post-nerdesimo?

E i nerd che una volta erano depositari della scienza informatica, che dissezionavano saghe antiche in cerca di significati nascosti? Esistono ancora quei nerd?

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Noi di Jordan Peele

Noi è un film complesso, con tanti livelli di lettura, ricco e citazionista. Peele era chiamato a compiere una grande prova: è quello che ha fatto con Noi.

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Captain Marvel di Anna Boden e Ryan Fleck

Tempo di lettura: 3 minuti

C’era grande, grandissima aspettativa per questo film, così grande da aver addirittura rubato il secondo posto del podio delle attese a Episodio IX di Star Wars. Vuoi per il legame diretto tra la scena post credit di Avengers Infinity War e Captain Marvel, vuoi perché è il primo film dopo l’ecatombe scatenata da Thanos (se escludiamo Ant Man and The Wasp, ma quello è oggettivamente un campionato di categoria inferiore): quale che sia il motivo, le attese erano davvero tante. E temo siano state in buona parte disattese.

Suspiria di Luca Guadagnino

Tempo di lettura: 2 minuti

Sono entrato in sala fresco di visione dell’originale Suspiria di Dario Argento ma non mi aspettavo che il film di Guadagnino cercasse in nessun modo di ripercorrere i passi dell’originale è così è stato. Se l’impianto di base è più o meno il medesimo (studentessa americana che arriva in Germania per perfezionare le sue doti di ballerina presso una prestigiosa accademia di danza), se le coordinate mistiche hanno la stessa impronta definita da Dario Argento nel suo Suspiria, tutto il resto prende direzioni decisamente differenti.

Ghostland – di Pascal Laugier

Tempo di lettura: 3 minutiAdoro Pascal Laugier, anche se non ci andrei nemmeno a bere un caffè tanto mi preoccupa il funzionamento della sua mente. Lo adoro a tal punto da aver messo il suo Martyrs in cima alla mia classifica dei 20 film horror. L’ho adorato anche nel meno convincente The Tall Man (2012) perciò aspettavo con una certa trepidazione Ghostland (in Italia, La Casa delle Bambole). Laugier non mi ha deluso, anzi.

I crimini di Grindelwald?

Tempo di lettura: 3 minutiRifacendomi al genio di Leo Ortolani e riprendendo il suo George Miller scappato dalla casa di riposo per realizzare Mad Max: Fury Road, ho trovato la nuova versione (con i debiti distinguo) di David Yates per i due animali fantastici insolitamente frizzante. Lo scempio da lui perpetrato (non so quanto liberamente) ai danni de Il Principe Mezzosangue e de I Doni della Morte, violenza tutta incentrata sul depotenziamento di due romanzi stupendi in favore di una leggerezza tardo adolescenziale insopportabile, vieni qui compensato da guizzi oscuri che proprio da Yates non mi aspettavo. La cosa è sospetta, tanto da far venire il legittimo dubbio che Yates sia, in sostanza, un mestierante prezzolato in balia della produzione.