Fantascienza

Sul Globo d’Argento – di Andrzej Żuławski

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★★½

La fantascienza è una delle narrazioni di genere più versatili a disposizione di autori e cineasti: può essere intrattenimento, può essere finzione, può spingere l’acceleratore sugli aspetti più scientifici o può proiettare lo spettatore qualche decennio nel futuro, indirizzando il suo potente obiettivo in direzioni meno tecnologiche. E può, in alcuni casi, diventare un affilato strumento di critica sociale.

Assassin’s Creed di Justin Kurzel

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★½☆☆☆
I film ispirati ai videogiochi hanno molto spessp generato pellicole discontinue, indigeste e soprattutto indecise tra l’essere un videogame evoluto o un lungometraggio a mezzo servizio.
Assassin’s Creed, purtroppo, non fa eccezione.

Poker di mummie in casa Hammer

Tempo di lettura: 4 minuti

“La morte è un incidente che produce creta. Usala, modellala, impara da lei”
John Gilling

Nel 1960 il mistico mondo della cultura egizia sarebbe tornato sulle prime pagine di tutti i giornali: il presidente egiziano Nasser avrebbe deciso proprio quell’anno di iniziare i lavoro per la diga di Assuan minacciando di seppellire i millenni di storia rappresentati dai templi di Abu Simbel.
A modo suo la Hammer Films anticipò i tempi rinverdendo l’interesse forse troppo accademico per le maledizioni egizie: nel 1959 il veterano regista Terence Fisher, dopo il mostro di Frankenstein e il vampiro Dracula, portò sul grande schermo la mummia, il non morto più antico.

L’assenza del passato genera mostri

Tempo di lettura: 2 minuti

“Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.”
George Orwell

Quando l’ISIS ha iniziato a distruggere i siti archeologici non ho potuto fare a meno di ripensare alle parole di George Orwell citate qui sopra. In qualche maniera gli integralisti dello stato islamico intendevano (e intendono) riportare indietro la lancetta del tempo al VII secolo cancellando, di fatto, tutte le installazioni culturali venute dopo.

The Circe

The Circle – di James Ponsoldt

Tempo di lettura: 2 minuti

★★½☆☆

I segreti sono bugie

Mae – The Circle

Il tempismo nella fantascienza è fondamentale. Arrivare in ritardo rispetto a quanto sta accadendo nel mondo reale può trasformare un buon film in uno scadente documentario di repertorio.
The Circle, purtroppo, arriva un pelo in ritardo e la sensazione che si ha è proprio quella di aver assistito a qualcosa di vecchio.
Mae (una Emma Watson male assortita) è una giovane ambiziosa che vede la sua vita cambiare quando l’amica del cuore Glenne (Bonnie Holland) riesce a farla entrare al Circle, una grande azienda che deve i ricchi natali a un social network di diffusione mondiale. Il guru di Circle, Eamon Bailey (un Tom Hanks in versione Steve Jobs) ha le idee molto chiare sul futuro: connessione totale, condivisione totale, nessun segreto e l’ambigua gestione di una mole di dati a dir poco impressionante.

Percezione, realtà e inganno

Tempo di lettura: 3 minuti

Lo spunto per questa riflessione nasce in tre fasi: la prima fase è stata un’ottima cena annaffiata da un buon vino rosso, la seconda il torrido caldo di queste settimane e la terza, ultima ma non ultima, la notizia di questi giorni sullo stop da parte di Facebook alla comunicazione tra due intelligenze artificiali.
Scremate tutte le suggestive teorie fantascientifiche lo staff del social ha deciso di interrompere l’attività delle due IA perché queste comunicavano tra loro utilizzando un linguaggio poco comprensibile agli esseri umani. Ma non per il desiderio di ingannare i loro creatori, quanto per una mancanza di alternative: non erano state formate nel modo corretto (in sostanza, semplifico, non sapevano l’inglese) e hanno tentato di comunicare con i soli strumenti di cui disponevano. Sotto molti aspetti questo è un atteggiamento molto, molto umano.

IL PIANETA DELLE SCIMMIE RELOADED

Tempo di lettura: 4 minuti

Affido questo manoscritto allo spazio, non con la speranza di ottenere soccorso, ma per contribuire, forse, a scongiurare lo spaventoso flagello che minaccia la razza umana. Dio abbia pietà di noi!

Ulisse Mérou, Il Pianete delle Scimmie di Pierre Boulle

Con queste parole l’ex agente segreto e scrittore transalpino Pierre Boulle apriva il sipario sul racconto postumo del suo personaggio Ulisse Mérou, giornalista francese di un futuro remoto imbarcato insieme al professor Antelle su un’astronave diretta verso un lontano pianeta. Mérou aveva affidato il suo drammatico racconto a una bottiglia, lanciata nello spazio e ripescata da due turisti siderali di un futuro ancora più lontano.
Per Boulle era il 1963. Due anni prima Jurij Gagarin aveva infranto uno dei più grandi limiti dell’umanità restando per quasi due ore in orbita e aprendo così nuovi scenari per tutti gli scrittori di fantascienza.
Era il 1963 e Pierre Boulle pubblicava il suo tredicesimo romanzo: “Il Pianeta delle Scimmie” dove tutto iniziava, appunto, con un viaggio nello spazio.

[Recensioni Film] – ‘The War – Il Pianeta delle Scimmie’ di Matt Reeves

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★★☆

Dopo un primo capitolo interessante, dopo un secondo film dalla produzione molto complicata e decisamente meno riuscito, Matt Reeves suggella i suoi due terzi di trilogia scimmiesca con una pellicola (so che non esistono più le pellicole, ma vintage sono e vintage rimango) strana, coraggiosa, interessante e anomala.

[Recensioni Film] – ‘Life’ di Daniel Espinosa

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★☆☆
In un panorama nel quale il cinema di genere che può godere della grande distribuzione vive di remake, reboot, sequel o prequel (tralasciamo il comparto cine comics che ha un ecosistema autonomo), un titolo come Life, suo malgrado, catalizza in modo particolare l’attenzione degli appassionati.
A maggior ragione se l’ambientazione scelta per la pellicola promette di essere molto attuale e molto legata alle recenti avventure delle agenzie spaziali di tutto il mondo.

[RACCONTI] – La variabile del dolore – Propulsioni d’Improbabilità

Tempo di lettura: 2 minuti

Quando l’anno scorso Zona42 mi propose di partecipare a un’antologia tutta italiana di fantascienza, accettai la proposta con grande entusiasmo per tre motivi principali. Il primo era la serietà e la qualità della casa editrice: Zona42 pubblica solo volumi in cui crede fino in fondo e questa non è mai una cosa da poco. Il secondo era la bella possibilità di condividere un progetto insieme ad altri colleghi: scrivere è una passione che si cura nel buio del proprio studio perciò quando ho la possibilità di renderla meno solitaria prendo la palla al balzo. Il terzo era l’incipit dell’invito che riassumo per sommi capi citando a memoria: “Vogliamo spingere gli autori fuori dalla loro zona di comfort, portarli a scrivere qualcosa di diverso ma senza costringerli a rinnegare il loro DNA”.