Justice League – di Zack Snyder

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO★★★½☆
Primo progetto corale in casa DC dove il neo-sestetto di supereroi rappresentato da Wonder Woman (Gal Gadot), Aquaman (Jason Momoa), Flash (Ezra Miller), Cyborg (Ray Fisher), Superman (Henry Cavill) e Batman (Ben Affleck) si trova ad affrontare la prima vera minaccia mondiale incarnata da Steppenwolf, dai suoi demoni e dall’eminenza grigia Darkseid. Dopo l’iniziale riluttanza i sei si uniranno contro il nemico comune consegnando ai terrestri la Justice League.
L’impressione è che la DC e il progetto Justice League siano intrappolati in una perenne rincorsa dei successi commerciali che la Marvel incassa a ogni pellicola. Il problema è tutto lì. Certo, ci sono stati drammatici incidenti di percorso che non hanno aiutato come l’allontanamento forzato di Zack Snyder (che, a scanso di equivoci, io adoro( a causa della tragedia che ha colpito la sua famiglia ma il peccato originale è decisamente più antico.
La Marvel ha costruito con pazienza certosina, almeno all’inizio, un universo composto in prima battuta da personaggi solisti e da pellicole di raccordo all’avvio del progetto Vendicatori. Il primo Iron Man è del 2008, il primo Captain America è del 2011, il primo Thor sempre del 2011 mentre la pellicola corale degli Avenger è del 2012.
La DC, disponendo di un universo altrettanto vasto, ha cercato di rincorrere bruciando le tappe e questo è il suo difetto peggiore: Batman e Superman, due dei supereroi più reinterpretati al cinema, sono stati rebootati in maniera convincente, seppure discontinua. Poi è arrivato Suicide Squad (2016), film sbagliato e privo di senso nell’economia di un progetto complesso come quello della Justice League, poi l’ottimo Wonder Woman (film in solitaria del 2017, quasi del tutto sconnesso dal progetto JL) e alla fine la Justice League.
Referral: jamovie.it
Sei supereroi, Wonder Woman, Aquaman, Flash, Cyborg, Superman e Batman, tre dei quali non hanno avuto tempo di maturare perché gettati nell’azione, un nemico arrivato quasi dal nulla (se escludiamo il bel Flash-forward di Batman in Batman V Superman) che declina verso il fantasy l’intero progetto proponendo però qualcosa di già visto nei primi Avengers e che vedremo in grande stile con Infinity War (Steppenwolf e il nominato Darkseid arrivano dopo Thanos, di nuovo, fuori tempo massimo).
La cosa più grave è che, al netto di questa indiscussa e maldestra rincorsa, Justice League non è un brutto film. Ha problemi tecnici (la CGI c’è e si vede, parecchio, soprattutto su Steppenwolf e sul baffo mancante di Superman) e rincorre (di nuovo?!) quella leggerezza a tutti i costi che ha fatto danni enormi anche a Thor: Ragnarok (2017). Ma ha anche tante cose buone. E’ meno discontinuo di Batman V Superman, ci sono idee interessanti come il concetto di leader, c’è il tormento di un Batman che è sempre molto interessante, supportato da un bell’Alfred (Jeremy Irons). C’è, soprattutto, il mondo senza Superman, l’impoverimento dell’intero pianeta dopo la perdita di Superman (avvenuta in Batman V Superman), del suo campione, del suo riferimento. E tutto un ecosistema molto vasto nel quale il figlio di krypton, con la sua sola presenza, proteggeva la Terra da minacce cosmiche. 
Un bel percorso concettuale iniziato in modo molto maldestro da Bryan Singer nel suo Superman Returns, perfezionato da Snyder con Man of Steel (film difettoso ma non certo trascurabile) ed esteso qui. Aggiungo, pur con poco tempo a disposizione e con caleidoscopiche scazzottate da derubricare, Snyder & Co. sono riusciti a fare un attimo lavoro con Barry Allen/Flash (NON conosco il Flash fumettistico e non ho visto la serie TV, perciò mi limito a dire che questo Flash funziona).
Insomma, l’impressione è che la DC si sia impantanata in una corsa contro la Marvel che non può e non deve essere il suo timone. Capisco che in un mondo in cui le serie TV hanno sempre più influenza la voglia di avere gli incassi sporchi, dannati e subito metta fretta. Capisco la bulimia di un pubblico abituato a stagioni televisive che si accatastano una sull’altra lasciando ben poco a parte una sazietà contenutistica che flirta con l’indigestione.
Ma la DC può e deve avere più criterio. Lo dimostrano due prodotti come Batman V Superman e Justice League che, al netto di tanti difetti, offrono comunque frammenti di una grandezza che nel disegno di Snyder c’era e che si potrebbe esaltare cercando un sentiero indipendente dal mondo Marvel e dalle sue logiche di botteghino. Un paragone? Citando la scena post-credi, se la Marvel è Superman e la DC è Flash, ha davvero senso vedere chi corre più veloce?

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Io ci voglio credere

Tempo di lettura: 3 minuti

Attingo in modo improprio al manifesto culturale (e fisico) di Fox Mulder per lanciare un piccolo grido di allarme che scaturisce dal mio limitatissimo osservatorio privato. Si è letto molto in questi mese di fake news, di bufale e della diffusione virulenta di contenuti privi del più elementare controllo delle sorgenti. Spesso l’accusa viene mossa al mondo del web ma vi invito di leggere la storia di Alessandro Proto per rendervi conto che in realtà è l’intero sistema comunicativo ad avere grossi limiti strutturali.

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Thor: Ragnarok – di Taika Waititi

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO★★☆☆☆

Con questo terzo film il Dio del Tuono raggiunge Iron-Man come numero di pellicole in solitaria (Captain America: Civil War era un mini-Avengers mascherato, perciò Cap resta al palo con ‘solo’ due titoli). Ma soprattutto continua (e forse si conclude?) il percorso isolazionista di Asgard: dopo un primo film molto terrestre, dopo un secondo film che esplorava la mitologia asgardiana e coinvolgeva la Terra in misura minore, arriviamo a Thor: Ragnarok nel quale il nostro pianeta è del tutto assente.

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