demoni

[Recensioni Film] – ‘La stirpe del male’ di Bettinelli-Olpin e Gillett

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★½☆☆☆

Due sono le domande cardine che accompagnano la visione di un film del genere: cosa può raccontare l’ennesimo mokumentary a tema demoniaco/possessivo che non sia stato già detto? E ancora, quale contributo può dare al cinema horror una pellicola in aria di’Rosemary’s Baby'(1968)? E due sono le risposte che, dopo aver visto ‘La stirpe del male'(2014), mi sento di dare: niente e nessuno.

[Recensioni Film] – ‘Insidious 2’ di James Wan

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★★☆

Realizzare il seguito di un film è sempre un percorso pieno di insidie, soprattutto se deve dimostrarsi all’altezza della pellicola precedente. In questo caso, quindi, il rischio era doppio perché il primo ‘Insidious’ (2010), seppure non omogeneo, aveva funzionato a meraviglia. Soprattutto con un finale classico ma aperto, che lasciava nella giusta e definitiva incertezza gli spettatori. Ma quel demonio di James Wan a differenza di altri diavoli meno dotati, sa fare pentole e coperchi.

[RECENSIONI LIBRI] – ‘Orrore sull’isola’ di Mo Hayder

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★☆☆☆

Sono incappato in questo romanzo per puro caso. Non conoscevo l’autrice e non avevo sostanzialmente idea di cosa trattasse: una delle mie trimestrali escursioni casuali nel mondo della letteratura. A differenza di quanto era successo per John Connolly però, l’azzardo non mi ha ripagato con una lettura altrettanto piacevole.

[Recensioni tv] – ‘Sleepy Hollow’ la serie TV

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★½☆

Non approccio con molta leggerezza alle Serie TV, anzi, le seguo con sospetto (salvo qualche eccezione come ‘Il Trono di Spade‘ e ‘American Horror Story‘) perché la loro stessa natura le avvicina, spesso, alla dannazione. Gli ascolti costringono ad allungare o ridurre i tempi (e quindi deformare la trama) di una serie TV con buona pace di una logica continuità narrativa tanto che ci si ritrova a giudicare una stagione separata dall’altra perché a lungo andare la serie finisce con il divorare se stessa.
Però, quando sono incappato in ‘Sleepy Hollow’ non ho resistito: vuoi per l’illustre predecessore cinematografico, lo splendido ‘Sleepy Hollow’ di Tim Burton (1999), vuoi per la curiosità di capire come poteva essere incentrata la trama di una serie TV su Ichabod Crane e sul cavaliere senza testa. Ombre e luci, ma alla fine di tutto i tredici episodi della prima stagione sono stati più che gradevoli.

[Recensioni Libri] ‘I Tre Demoni’ di John Connolly

Tempo di lettura: 2 minuti

Cosa succede se, senza saperlo, leggete un libro che poi si rivela essere il nono capitolo (autoconclusivo come i precedenti) di una saga iniziata nel 1999 e che deve ancora finire? Nella peggiore delle ipotesi faticate a reggere il passo con la narrazione, sbuffate, imprecate contro l’autore fino a quando non vi rendete conto del fatale equivoco e decidete di interrompere la lettura.
Nel migliore dei casi apprezzate uno stile insolito (per esempio la scelta di rivelare dettagli del protagonista così, quasi in modo casuale, facendolo conoscere a poco poco) e l’alone di mistero che si addensa intorno a diversi punti chiave della narrazione, senza mai scoprirsi troppo.

Recensioni – ‘Sinister’ di Scott Derrickson

Tempo di lettura: 3 minuti

Finalmente, e lo dico forte e chiaro FINALMENTE, un regista americano raccoglie e ripropone quello che in Europa (soprattutto in Spagna) si fa da più di un decennio: un horror coraggioso, che non ha paura di osare. Che si scrolla di dosso la ruggine.

RF – ‘The Master’ di Paul T. Anderson

Tempo di lettura: 3 minuti

Paul Thomas Anderson non è uno di quei registi da una pellicola all’anno (da non confondersi con Paul W.S. Anderson che si dedica a generi leggermente differenti, vedi Resident Evil).
E’ un regista moltro introspettivo, capace di attingere a pieni mani dall’inesauribile pozzo emotivo che è l’animo umano, e in grado di confezionare un veri e propri capolavori tra i quali ne ricordo uno sopra tutti: Magnolia (1999). Anche per questo che non è così prolifico: ogni volta che si mette dietro la macchina da presa, vista la maniacale perfezione che ne caratterizza il lavoro, deve per forza uscirne prosciugato.

RL – ‘Notte Eterna’ di G. Del Toro e C. Hogan

Tempo di lettura: 2 minuti

E dopo un’attesa nemmeno troppo lunga, ecco finalmente il completamento della trilogia ‘Nocturna’ iniziata con il primo volume ‘La Progenie‘ (‘The Strain, 2009), continuata con ‘La Caduta’ (The Fall, 2010), che già avevo recensito, e infine conclusasi con questo ‘Notte Eterna. Avevamo lasciato il mondo in pessime mani: devastato da una grappolo di esplosioni nucleari, il cui effetto principale era stato quello di condannare la Terra alle tenebre persistenti (ceneri radioattive coprono il cielo per quasi la totalità del giorno), è divenuto l’ecosistema perfetto per il ‘Padrone’ e per la sua orda di vampiri.

Recensioni film – ‘L’altra faccia del diavolo’ di William Brent Bell

Tempo di lettura: 2 minuti

I film a tema demonico, si sa, camminano sempre su un territorio denso di ostacoli che molto spesso li fa inciampare causando capitomboli disastrosi. Primo perchè devono fare i conti con un predecessore che ancora nessuno è riuscito a eguagliare, e intendo ‘L’Esorcista‘ di William Friedkin. Secondo perchè si tratta di una tematica, a tutti gli effetti, esplorata in molte delle sue declinazioni.
Questo ‘L’altra faccia del diavolo’ non è un’eccezione. Seppure il nome del regista, William, è una cosa in comune con ‘L’Esorcista’  il fatto che l’unico altro lavoro di rilievo di William Brent Bell fosse il survival horror ‘Stay Alive‘ non deponeva a favore di questo film. Quando si parla di demonio ed esorcismi la prima cosa da fare è creare la giusta atmosfera perchè difficilmente si potrà inventare qualcosa di originale (tolto ‘Il tocco del male‘, che era appunto a tema demoniaco, è da decenni che non si vede qualcosa di veramente innovativo) oppure cambiare punto di vista cercando di darne uno nuovo. L’idea di un documentario girato con telecamera a spalla non è esattamente una grande innovazione, men che meno per quello che riguarda esorcismi e affini: ‘L’ultimo esorcismo‘ aveva già sdoganato l’idea con un risultato, tra l’altro, di tutto rispetto.
Insomma, come dicevo, le premesse giocavano contro questo film che purtroppo non disattende le scarse aspettative. Si piazza addirittura di qualche misura sotto ‘Il Rito‘ dove la presenza di un ingessatissimo Anthony Hopkins non riusciva per niente a far decollare il film.
Il regista mescola troppe cose, partendo da un triplice omicidio avvenuto durante un esorcismo, ma poi distrugge subito la tensione spostandoci in un contesto lento, verboso e piuttosto inutile: il tentativo di creare empatia con la figlia della posseduta fallisce, complice un doppiaggio di basso livello.
Poi abbraccia con convinzione l’idea del  falso documentario (mokumentary), girato a volte con telecamere fisse e in situazioni improbabili per poi perdersi quando dovrebbe mostrare un barlume di coraggio che forse, e dico forse, poteva dare innovativa dignità alla pellicola. La figura degli esorcisti clandestini è poi troppo superficiale e non approfondita. Ammicca, critica, incuriosisce nel rapporto scienza/religione ma poi non ha l’ardore, o il tempo, o il budget di andare più a fondo.
Credo, infatti, che la produzione si sia accorta di aver finito i soldi all’improvviso: il finale è uno dei più sbrigativi della storia del cinema e se le cose iniziavano vagamente a farsi interessanti, con gli ultimi cinque minuti viene piantato il chiodo definitivo sulla bara della creatività.
Aggiungo che persino di demoni fanno una pessima figura dimostrandosi molto poco interessati al tormento della anime e dei corpi mortale, che dovrebbe essere il loro primo obiettivo. Sembrano più serial killer usciti da un videogioco: l’influenza di ‘Stay Alive’ si fa ancora sentire, evidentemente. Ma questo genere necessiterebbe di armi più affinate di cui il regista non sembra disporre, forse anche a causa della giovane età (seppure una sua biografia completa è pressoché introvabile).
Chiudo con l’unica vera novità presente nel film: un esorcismo nel sedile posteriore di una vettura in corsa non l’avevo mai visto.

“Non avere paura del buio” – di Troy Nixey

Tempo di lettura: 1

Stimo Del Toro nella sua capacità visiva eccezionale e nel suo talento per l’oscuro e le trame a sfondo horror. Lo stimo anche come procacciatore di nuovi talenti e l’ho sempre reputato capace di distillare qualche goccia d’oro anche da prodotti non eccezionali (Blade II e Hell Boy, The Golden Army ne sono esempi).
‘Non avere paura del buio’ non è un film riuscitissimo e il fatto che arrivi solo adesso in Italia, quando ha calcato gli schermi americani per la prima volta nel 2010, ne è testimonianza. Vuoi che la regia del giovane canadese Troy Nixey, alla sua prima esperienza con un lungometraggio (aveva impiegato cinque anni per girare un corto), manchi di quel guizzo di originalità che altri pupilli di Del Toro hanno invece mostrato (per esempio, Bayona con ‘The Orphanage‘, 2007). Vuoi che si tratti di un non convincente omaggio ai film di mostri degli anni ottanta. Vuoi che Katie Holmes sia un po’ arrugginita. Vuoi che Guy Pearce abbia perso la magia che gli aveva infuso Nolan in ‘Memento‘.
Vuoi tutte queste cose ma il risultato è comunque una pellicola scialbetta salvata solo, se proprio dobbiamo salvarla, dall’interpretazione della giovane Bailee Madison che alla veneranda età di tredici anni vanta più ruoli dei suoi due ‘illustri’ colleghi e da un inizio che però, purtroppo, viene subito disatteso dal procedere della storia.
Certo, la fotografia a parte dell’impianto visivo sono propri della genialità di Del Toro ma non basta assolutamente a promuovere (e nemmeno a dare la sufficienza) a una pellicola che pur durare poco più di un’ora e mezzo risulta lunga e indigesta.
In sintesi come prima prova di un regista esordiente poteva essere un bell’omaggio (mal riuscito) ai mostri targati anni ottanta, ma offuscato dall’ingombrante e qualitativa ombra di Del Toro, risulta proprio un film da perdere.