[Recensioni Film] – ‘Captain America: Civil War’ di Anthony e Joe Russo

Tempo di lettura: 3 minuti

VOTO:★★★½☆
Dopo il realpolitikese e ottimo ‘Captain America: The Winter Soldier’ i fratelli Russo vengono reclutati per una seconda pellicola targata Marvel-Studios: a loro è affidato il difficile compito di adattare per il grande schermo Civil War. Nel 2006 il cross-over fumettistico estivo aveva visto Captain America e Iron Man impegnati in una lotta fratricida combattuta sullo scivoloso terreno della politica internazionale. Argomento del contendere? Un atto governativo di registrazione dei superumani, a tutti gli effetti un censimento coatto con lo scopo di controllare (o neutralizzare) eventuali minacce post-umane.
Nella sostanza il film dei fratelli Russo si muove su un binario decisamente parallelo al suo corrispettivo a fumetti: l’eredità dei Vendicatori incombe su Captain America (Chris Evans) e compagni. Dopo New York, Sokovia e il Lagos (che vediamo a inizio film) le Nazioni Unite decidono che il potenziale distruttivo dei Vendicatori è troppo imprevedibile e il generale Ross (un William Hurt che non sembra sapere bene dove si trova) diventa il promotore del famigerato atto di registrazione dei superumani. Captain America, catalizzato dalla sua amicizia per Bucky ‘Winter Soldier’ Barnes (Sebastian Stan), si oppone mentre Tony Stark (Rober Downey Junior), ancora provato da quanto accaduto con Ultron, è un convinto sostenitore di questa nuova necessità.
Da qui in avanti ‘Civil War’ si divide tra le azioni terroristiche dell’enigmatico Helmut Zemo (Daniel Brühl) e il disaccordo sempre più aspro tra Cap e e Iron Man sulla legittimità dell’indipendenza dei Vendicatori. I Russo riescono a sviluppare in modo equilibrato entrambe le trame?
Sì e no. Se da un lato l’idea dell’uomo comune, Zemo, che tiene sotto scacco i supereroi più potenti della Terra è molto interessante dall’altro i registi perdono l’appuntamento con le reali motivazioni dei personaggi principali.
Zemo agogna vendetta e la sua evoluzione raggiunge vette importanti salvo poi ricollocarsi a quote molto più modeste proprio sul finale della pellicola finendo con lo sminuire tutte le azioni di Zemo. Lo stesso vale per Iron Man: dopo oltre due ore passate all’inseguimento del nemico sbagliato, proprio quando dovrebbe dimostrare di aver compreso l’errore, cade vittima dei suoi stessi traumi adolescenziali che i Russo ci avevano propinato, senza apparente motivo, quasi due ore prima. Peccato.
Perchè sotto molto altri aspetti il film corre bene. Al netto delle le questioni tecniche, ormai sono consolidate e finiscono con l’appartenere alla categoria dei meriti senza reale merito, le dinamiche tra i personaggi funzionano. L’alternarsi di equilibri tra il team Cap e il team Iron Man, le motivazioni di chi sceglie uno schieramento piuttosto che l’altro, sono generalmente piuttosto solide. Anche Visione (Paul Bettany), entrato dalla finestra durante lo scontro con Ultron, trova una collocazione interessante nello scala morale dell’intero team. Sospendo il giudizio su Scarlet (Elizabeth Olsen): troppo potente, troppo discontinua, troppo complessa e al tempo stesso troppo poco approfondita. Bello, molto bello lo scontro tra le due fazioni: mi ha proprio dato la sensazione di una scazzottata tra vecchi amici che si conoscono a memoria e che sanno tutto delle reciproche debolezze.
Civil War poi si conferma una delle poche, pochissime pellicole in grado di interpretare la geopolitica americana contemporanea: se ‘Winter Soldier’ era uno spaccato inquietante dei poteri occulti in seno alle grandi agenzie di sicurezza mondiale, ‘Civil War’ ribalta il paradigma incastrandosi alla perfezione nella stagione politica odierna degli Stati Uniti. Captain America e il suo gruppo combattono per la libertà di intervenire dove lo reputano giusto, con buona pace dei ‘danni collaterali’. Iron Man e i restanti Vendicatori si allineano al potere costituito e alla realpolitik delle Nazioni Unite. Non intendo dire che ‘Civil War’ nasconda tra i suoi cazzotti un manifesto politico, ma trovo che nel suo clima mediamente scanzonato (tipico delle pellicole Marvel) ci sia una componente ideologizzata che è molto, molto interessante. E la parte da cui si schiera non è così evidente.
Perciò, ecco il motivo delle mie tre stelle e mezzo: ‘Civil War’ è migliore di Ultron ma un paio di gradini sotto ‘Winter Soldier’.
Due parole, ma solo due, sullo scontro DC e Marvel che appesta i social da quando Caino ha ucciso Abele: questo ‘Captain America: Civil War’ secondo me è assolutamente paragonabile come qualità complessiva al recente ‘Batman Vs Superman’ ma dalla sua ha un evidente vantaggio. La Marvel non può, non vuole e non intende prendersi troppo sul serio mentre la DC zavorra i suoi film con ambizioni troppo, troppo alte. Il compromesso con l’estetica tutta cazzotti e palazzi distrutti dei cinecomics è decisamente fuori portata.
di Maico Morellini

Tutto quello che vorreste sapere sui film ‘Progetto Vendicatori’:
The Avengers: Age of Ultron
Guardiani della Galassia
Captain America: The Winter Soldier
Thor 2: The Dark World
Iron Man 3
The Avengers
Thor

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L’errore della semplificazione

Tempo di lettura: 2 minuti

Mandante morale. Buonismo. Sostituzione etnica. Populismo. Aggiungete quello che volete a questa salva di termini che sono sempre più abusati nel linguaggio comune.
Faccio un passo indietro: la scienza, il metodo scientifico, richiede una forma di semplificazione. I problemi prima di essere risolti devono essere ridotti ai minimi termini perché è dalla semplificazione che si possono trarre il maggior numero di regole generali.
Occam diceva: “A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire” ed è questa massima alla base del famoso rasoio di Occam.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 30
  •  
  •  
  •  
  •  

Oltre il guado – di Lorenzo Bianchini

Tempo di lettura: 2 minuti

VOTO:★★★★☆

Nonostante ne avessi sentito parlare in termini molto positivi già un paio di anni fa dai miei infiltrati al TO Horror Film Fest, recupero con colpevole ritardo questa pellicola di Lorenzo Bianchini e confermo che si tratta di un film davvero interessante. Porta una bella ventata di originalità nell’altrimenti asfittico panorama horror italiano.

Ti è piaciuto? Metti like o condividi!
  •   
  • 54
  •  
  •  
  •  
  •